Dracula sulle orme di Joker: Luc Besson rivoluziona l’horror, com’è cambiato un personaggio iconico
Dracula, nella nuova versione di Luc Besson, è stato plasmato in una versione più moderna e incline alle esigenze del cinema contemporaneo.
Dracula e Joker. Due maschere per uno stesso effetto: l’esigenza di cambiare è solo una parte del processo creativo che attanaglia, da sempre, queste due icone. La verità è che, quando si ha a che fare con determinati esempi – e altrettanti trascorsi – cinematografici e teatrali, risulta difficile staccarsi dal passato per arrivare al presente. Dracula e Joker, al cinema e in teatro, sono sempre gli stessi ma l’estro creativo di chi li ha plasmati, diretti ed evoluti ha inciso notevolmente. Fino a crearne diverse versioni.
Al pubblico tocca il mestiere più ingrato: quello del giudice supremo. Chi guarda deve decidere che tipo di versione stuzzica, colpisce e alimenta maggiormente l’interesse della collettività. Recentemente il restyling generalizzato è toccato a Joker: un super cattivo senza bisogno di presentazioni che ha trovato nuova linfa e spunti diversi grazie alla rielaborazione concepita da Christopher Nolan. Il noto regista ha raccontato Batman con una trilogia diversa per basi ed evoluzione storica. Bruce Wayne è adulto e cerca di capire cosa ha portato alla morte dei suoi genitori.
Dracula come Joker
Nel secondo capitolo della saga, Joker fa il suo debutto: Il Cavaliere Oscuro è uno dei film più riusciti del genere proprio perchè Nolan strizza l’occhio alla psicologia dei personaggi principali – inclusi i villain – senza strafare. I traumi dei singoli interpreti non invadono oltremisura il girato, semmai lo impreziosiscono.

Questo è il caso del Joker interpretato da Heath Ledger: il compianto attore, che per quella interpretazione vinse diversi premi e riconoscimenti tra cui l’Oscar postumo come Miglior Attore Non Protagonista, rimase chiuso in una stanza per settimane – senza vedere nessuno – pur di sviluppare determinati tic e reazioni che ha poi riproposto sul set. Un vero e proprio affronto alla psiche che ha reso il suo personaggio così autentico segnando uno spartiacque fra lui e i Joker che verranno.
Phillips sulle orme di Nolan
Il gap fra Ledger e il passato, con uno sguardo al futuro, prova a colmarlo Todd Phillips con un lungometraggio che prende le mosse dall’opera di Nolan, senza però scimmiottarla. Joker si prende il centro della scena con un film su di lui, a interpretarlo – in quest’occasione – è Joaquin Phoenix. L’effetto è particolarmente straniante, ma nel 2019 il binomio funziona. Al punto che Joker riceve le candidature per il Leone D’Oro a Venezia ed è in lizza per vincere l’Oscar come Miglior Film. L’incasso è talmente alto, oltre un miliardo di dollari, che la produzione prega Phillips in ginocchio per avere un sequel. 5 anni dopo esce Joker – follia a due. In Francese: Joker – Folie à Deux. Il risultato è un flop, con incassi molto al di sotto delle aspettative.

Questo fa sì che la performance di Heath Ledger sia ancora la migliore per quanto concerne il super cattivo della DC Comics. Veniamo, dunque, a Dracula. Anche per Luc Besson – regista del film in uscita a fine ottobre – si tratta di una situazione artistica (con altrettante evoluzioni e titubanze) molto simile a quella vissuta da Phillips. Il regista francese, quando ha deciso di mettersi alla prova per raccontare l’evoluzione del Conte delle Tenebre, sapeva di scontrarsi con una portaerei.
Besson studia Coppola
L’idea di riprendere in mano l’horror, con una delle sue figure più famose, non l’ha avuta – nel tempo – solo lui. Il riferimento, in questo caso, non è da poco: se Phillips ha finito per scontrarsi con Heath Ledger e Nolan, a Besson non è andata meglio. Il precedente è firmato Francis Ford Coppola, che ha portato alla ribalta il Dracula di Bram Stoker. La forza di quel girato, non a caso si è distinto, è stata proprio distanziarsi – in qualche maniera – dal repertorio dell’orrore per arrivare a scommettere su un approccio più romantico e gotico.
Questo sembra voler essere anche il viatico di Besson che rappresenta il crudele guerriero valacco in piena crisi mistica: perde la fede e l’anima quando l’adorata moglie passa a miglior vita. Un evento luttuoso che apre tutta una serie di altri scenari – e relative ripercussioni – con cui fare i conti. Le analogie con Coppola sono anche legate alla scelta del protagonista: l’interprete del Conte delle Tenebre è lontano dai canoni classici di bellezza e più vicino a un fascino sottovalutato che prende corpo con il passare del tempo. L’attore scelto da Besson è Caleb Landry Jones, ritrovato dopo il successo di Dogman.
Tutte le strade portano a Roma
L’impressione, anche da parte della critica internazionale, è che il binario da percorrere sia quello giusto. A patto che non si rischi di deragliare con il tempo, come è accaduto a Joker, quindi prima di pensare a un eventuale sequel occorre riflettere bene su che strada prendere dopo un ottimo avvio.

Il resto sarà svelato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, dove il regista francese sarà presente insieme all’intero cast dell’opera. Non mancherà, restando in tema di rimandi, una dedica a Coppola. Proprio come Phillips ha fatto nei confronti di Nolan sei anni fa. Un passaggio di testimone che Besson spera possa avere un epilogo diverso rispetto a quello ottenuto dal collega. Il destino di una maschera, anche e soprattutto al botteghino, non dipende tanto dai trascorsi che ha avuto quanto dalla collocazione che gli viene data nel presente. Sia Dracula che Joker – fra le altre cose – sono intramontabili proprio perché è difficile dargli un’etichetta.