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Finch, recensione: il post-apocalittico fatto con il cuore

Leggi la recensione di Finch con Tom Hanks, una parabola su amicizia e solidarietà sullo sfondo di uno scenario spot-apocalittico.

Ha debuttato in esclusiva su Apple tv il dramma fantascientifico Finch che vede Tom Hanks affrontare un ruolo simile a quello di Cast Away, ma stavolta il pallone Wilson ha le fattezze di un cane e un robot, mentre lo scenario è una Terra devastata da un’eruzione solare che ha reso i raggi ultravioletti letali per ogni forma di vita.

In “Finch”, un uomo, un robot e un cane formano un’improbabile famiglia con una missione intensa e commovente: assicurarsi che l’amato compagno a quattro zampe continui ad essere accudito quando l’uomo non ci sarà più. Tom Hanks interpreta Finch, ingegnere robotico e tra i pochi sopravvissuti a un cataclisma solare che ha trasformato il mondo in una landa desolata. Finch, che da dieci anni vive in un bunker sotterraneo, ha costruito un mondo tutto suo che condivide con il suo cane Goodyear, e ha realizzato un robot (interpretato da Caleb Landry Jones) per vegliare su Goodyear quando lui non potrà più farlo. Quando il terzetto si imbarca in un pericoloso viaggio verso San Francisco, Finch si sforza di mostrare alla sua creazione, che si fa chiamare Jeff, la gioia e la meraviglia dell’essere vivi. La strada sarà lastricata di sfide e di umorismo, con Finch impegnato in due imprese altrettanto difficili: convincere Jeff e Goodyear ad andare d’accordo, e far fronte ai pericoli di questo nuovo mondo.

La Image Movers di Robert Zemeckis porta sullo schermo una sceneggiatura inclusa nella “Black List” 2017 scritta da Craig Luck e Ivor Powell. Zemeckis che ha plasmato l’immaginario di almeno un paio di generazioni con classici come Ritorno al futuro e Forrest Gump affida la regia all’inglese Miguel Sapochnik (Repo Men) al suo secondo lungometraggio in undici anni, ma con all’attivo una corposa gavetta televisiva che conta episodi di popolari serie tv come Falling Skies, Dr. House, Fringe, True Detective, Altered Carbon e l’acclamato Il trono di spade che ha visto Sapochnik al timone di sei episodi.

“Finch” forte di una intensa ed emotivamente  coinvolgente interpretazione di Tom Hanks mette in scena il primo film post-apocalittico per famiglie che affronta questo inflazionato sotto-genere della fantascienza senza puntare tutto sugli effetti speciali, anche se il comparto è di altissimo profilo, ma su dinamiche come amicizia, genitorialità in una intrigante digressione tecnologica e un messaggio ambientalista che arriva ben chiaro: la natura ad un certo punto potrebbe brutalmente rivendicare il pianeta trovandoci sempre più sguarniti e incapaci di ristabilire una convivenza più equilibrata e attenta al futuro di un pianeta sovrappopolato e sovrasfruttato.

“Finch” non disdegna alcuni elementi classici del genere post-apocalittico che hanno fatto la fortuna di film con Io sono leggenda, ma non pone l’accento su una visione fisiologicamente pessimista e una inevitabile regressione dell’essere umano al puro istinto di sopravvivenza. “Finch” accenna a tutto ciò, ma in realtà preferisce porre l’accento su quella parte umana che lotta per restare integra anche di fronte al disfacimento della società e così seguiamo l’amore incondizionato di un uomo per il suo cane e viceversa, che va di pari passo con la nascita di una Intelligenza Artificiale di nome Jeff che nasce per uno scopo, proteggere il cane quando lo scienziato di Hanks non ci sarà più, ma che poi diventa una sorta di “Pinocchio” che vediamo crescere, sbagliare e creare un vero e proprio legame affettivo che andrà l’oltre la programmazione e per una volta non avrà una digressione nefasta come in molte pellicole di fantascienza a partire dallo Skynet di Terminator o l’Io Robot con Will Smith, quest’ultimo titolo che non citiamo a caso poiché basato sulle “Tre leggi della robotica” di Isaac Asimov con cui il Finch di Tom Hanks programma Jeff, aggiungendone una quarta che riguarda in particolare il cane Goodyear.

“Finch” ci ha riportato alla mente tutto quello che non ha funzionato nel deludente Humandroid di Neill Blomkamp, con il robot Chappie che sembra la brutta copia di Jeff, ma il film di Sapochnik porta in sé  anche un po’ della magia dei film Pixar e dei film di fantascienza che un tempo erano concepiti per un pubblico di famiglie e spesso presentavano robot che sono diventati iconici e qualche volta anche beniamini per i più piccoli: vedi il precursore Robby il robot de Il pianeta proibito, ma ricordiamo anche il V.I.N.CENT di The Black Hole – Il buco nero, il Numero 5 di Corto Circuito, il WALL•E della Pixar per arrivare al dinamico duo “R2-D2 & C-3PO” e il nuovo arrivato BB-8 della saga di Star Wars. Finch sembra voler proseguire quella tradizione e sembra affermarlo citando un classico della fantascienza anni settanta, 2002: la seconda odissea del regista Douglas Trumbull (Brainstorm generazione elettronica) noto per aver curato gli effetti speciali di 2001: Odissea nello spazio, Incontri ravvicinati del terzo tipo, il primo film di Star Trek e Blade Runner. Lo scienziato di Tom Hanks prima di creare Jeff si fa accompagnare da un piccolo robot che lo segue nelle incursioni all’esterno per recuperare beni di prima necessità; il robottino in questione che ricorda un cane si chiama Dewey, il nome è un riferimento ai robot Huey, Louie e Dewey del film di Trumbull che sono l’unica compagnia nonché assistenti “giardinieri” del botanico Lowell Freeman (Bruce Dern) che nel film si occupa di una serra a bordo di un astronave dove si cerca di preservare la vegetazione di una Terra convertitasi al sintetico.

A seguire trovate anche la colonna sonora ufficiale di “Finch” composta dall’argentino Gustavo Santaolalla due volte vincitore dell’Oscar per le colonne sonore de I segreti di Brokeback Mountain e Babel. I crediti di Santaolalla includono anche musiche per I diari della motocicletta, I segreti di Osage County, Biutiful e la serie tv Narcos: Messico.

La colonna sonora include i brani “American Pie” di Don McLean, “Papa Loves Mambo” di Perry Como, “Sing, Sing, Sing” di Benny Goodman and His Orchestra, “Road to Nowhere” dei Talking Heads, “Enjoy Yourself (It’s Later Than You Think)” di The Specials.

TRACK LISTINGS:

1. Radiation Exposure / Dewey’s Eyes 2:21
2. Storm 2:03
3. Arrive To Lab 2:11
4. Nod 1:09
5. Imminent Storm / Plan 1:21
6. 4th Directive 1:08
7. Leaving Home 2:14
8. Tornado 3:14
9. Jeff 2:16
10. Diner 1:43
11. Jack 0:26
12. Drive to Hospital 1:32
13. Learning to Drive 0:44
14. Hospital, Pt. 1 3:22
15. Hospital, Pt. 2 3:31
16. Tunnel 5:55
17. GY Story 4:51
18. Butterfly 2:14
19. Ball Throw 1:31
20. Fare Thee Well 4:24
21. Finch 2:52