Stasera in tv: “La felicità degli altri” su Rai 3

Rai 3 stasera propone “La felicità degli altri”, commedia del 2020 di Daniel Cohen con Bérénice Bejo, Vincent Cassel, François Damiens e Florence Foresti.

Cast e personaggi

Bérénice Bejo: Léa Monteil
Vincent Cassel: Marc Seyriey
François Damiens: Francis Léger
Florence Foresti: Karine Léger
Daniel Cohen: Paul
Keren-Ann Zajtelbach: Jade
Owen Tannou: Enzo
Romain Cottard: Sylvain
Constance Labbé: Stéphanie
François-Eric Gendron: direttore della casa editrice
Yan Brian: Michel Bourne

Doppiatori italiani

Perla Liberatori: Léa Monteil
Alberto Bognanni: Marc Seyriey
Roberta Greganti: Karine Léger
Massimo De Ambrosis: Francis Léger
Luigi Ferraro: Paul

La trama

“Possiamo essere felici per il successo degli altri?” Léa, Marc, Karine e Francis sono amici amici di vecchia data, nel gruppo ognuno occupa il proprio posto. Ma l’armonia va in frantumi il giorno in cui Léa, la più discreta tra loro, racconta agli altri che sta scrivendo un romanzo. L’inaspettata rivelazione manda in crisi il resto del gruppo che, lungi dal gioire, comincia invece a manifestare un crescente disagio di fronte alla realizzazione dell’amica. Tra piccole gelosie e grandi cattiverie il libro di Léa diventa un best-seller. Ma è proprio di fronte al successo che si riconoscono i veri amici..

Curiosità

  • “La felicità degli altri” è la quarta regia per l’attore Daniel Cohen che torna dietro la macchina da presa a otto anni dalla commedia Chef in cui ha diretto Jean Reno.
  • Daniel Cohen dirige “La felicità degli altri” da una sua sceneggiatura scritta in collaborazione con Olivier Dazat (Asterix alle Olimpiadi, Il mio migliore amico, Un tirchio quasi perfetto) e basata sulla commedia teatrale “L’île Flottante” di Cohen. Dazat e il regista Daniel Cohen hanno collaborato anche per la commedia “Chef”.
  • L’attore Daniel Cohen (I re e la regina) oltre a dirigere il film interpreta anche il ruolo di Paul.
  • Le musiche originali del film sono del compositore Michael Tordjman & Maxime Desprez (Alibi.com, Sposami, stupido!, Un figlio all’improvviso, Supereroe per caso e Mistero a Saint Tropez).
  • “La felicità degli altri” è una co-produzione una coproduzione Francia-Belgio (Cinefrance Studios – SND – Artemis Production) Con la partecipazione di OCS. Prodotto con Shelter Prod. In associazione con Taxshelter.be Ing. Con il sostegno di Tax Shelter du gouvernement fédéral de Belgique.

Interviste a cast e regista

Il regista Daniel Cohen racconta la genesi del film.

Prima di essere un film, La felicità degli altri era uno spettacolo teatrale che è stato messo in scena più volte. Il produttore di uno degli allestimenti, David Gauquié di Cinéfrance, mi ha detto: “Ma perché non lo adatti per il grande schermo?”. E così ho iniziato a sviluppare la sceneggiatura. Per un po’ ho provato a lavorare su entrambi i progetti contemporaneamente, ma alla fine il film ha avuto la meglio… E David Gauquié lo ha prodotto. Si ricorda il momento in cui le è venuta l’idea di questa storia?? Lo ricordo perfettamente! Avevo visto a teatro diverse volte Cena tra amici (Premon) di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, qualche anno prima che diventasse il fenomeno che tutti conosciamo. Sentendo il pubblico ridere di gusto dei dialoghi scoppiettanti e serrati, mi sono detto in modo anche un po’ pretenzioso: “Vorrei scrivere uno spettacolo come questo! “Sono sempre stato interessato al fenomeno molto umano del gruppo dove ognuno pensa di avere un posto e ricoprire un ruolo e poi quando uno del gruppo cambia stravolge tutto! Mi è venuta in mente anche la scrittura di Yasmina Reza. Con queste fonti di ispirazione ho scritto molto velocemente il testo teatrale che ha subito cominciato a suscitare interesse. Poi ho incontrato David Gauquié e abbiamo iniziato a lavorare sull’adattamento per il cinema che ha richiesto un po’ più di tempo.

Daniel Cohen parla di Bérénice Bejo e del suo personaggio Léa, un ruolo che Cohen conferma essere piuttosto complicato.

Sì, [è un ruolo] molto complicato e anche più di quanto immaginassi! Nella sua recitazione, Bérénice ha un grande dono, riesce a conferire profondità ai personaggi che interpreta sia nelle commedie che nei drammi e allo stesso modo a dare la sensazione di essere anche un po’ altrove, in alcuni momenti sembra quasi assente. Nel film, è credibile come responsabile delle vendite di un negozio di abbigliamento in un centro commerciale e poi come autrice di best-seller! Abbiamo discusso molto dell fatto che gli altri personaggi la aggrediscano o fuggano nel momento in cui ha successo. Bérénice avrebbe voluto che Lea si ribellasse! Le ho detto di pensare al suo personaggio come a una donna di 30 anni che debba prendersi cura di un gruppo di adolescenti immaturi. Esistono persone intorno a te che hanno tutte le ragioni per spiegarsi il tuo successo ma che proprio non riescono a dirti “è perché sei bravo”!

Cohen parla di Vincent Cassel che nel film interpreta Marc, il marito di Léa.

Il privilegio di conoscere Vincent nella vita reale mi ha permesso di mostrare lati di lui che le persone non necessariamente conoscono. È stato lui ad aiutarmi a costruire questo personaggio. Non gli avevo dato una chiave precisa per interpretare questo ruolo. A titolo indicativo, gli avevo parlato di Yves Montand in César et Rosalie : un uomo brillante, un po’ maschio alfa abituato a dominare e sarà proprio il suo dominio a essere minacciato da un evento inatteso: il colossale successo di sua moglie, una creatura che ama ma che pensava fosse solo carina e remissiva e che invece gli sfuggirà… Di fronte a questo, Marc proverà a resistere, a tener duro ma è troppo difficile. Vincent Cassel è una persona eccezionale, con un incredibile istinto per la recitazione. Sono stato molto fortunato ad avere questi quattro attori eccezionali sul mio set. Quello che danno al film è davvero magico.

Bérénice Bejo parla della sua Léa, la moglie di Marc, un personaggio al centro di invidia e gelosie che subisce colpi e osservazioni sempre più dure di chi le sta intorno.

È un personaggio molto difficile da interpretare…vestire i panni di Léa ha richiesto molta energia, concentrazione e lavoro! Ho parlato a lungo con Daniel Cohen, Léa ama le persone con i loro difetti e le loro qualità, che è ciò che nutre il suo talento e che la fa andare avanti. Non è qualcuno che giudica le altre persone e questo la rende piuttosto difficile da interpretare perché spesso nel film pensi “Ma è stupida o cosa?”… Anche quando suo marito o chi le è vicino è insopportabile con lei, riesce a trovarlo divertente! Penso che Léa li conosca da così tanto tempo, soprattutto Karine la sua “migliore amica”, che non veda in loro alcuna meschinità. Dobbiamo riuscire a fare amare i personaggi dagli spettatori, questo vale anche per Karine, il personaggio di Florence Foresti: abbiamo pensato molto a come rendere questo ruolo accettabile, sopportabile per il pubblico …Per me c’era anche la difficoltà dell’atteggiamento fisico di Léa: può sembrare passivo e durante le mie scene ho cercato di trovare un modo di farla guardare e ascoltare, di farla sorridere mentre ascoltava le osservazioni spietate dei suoi amici sul suo romanzo… Per Marc ad esempio (il marito di Léa interpretato da Vincent Cassel) ho fatto in modo che continuasse a guardarlo con amore anche quando è noioso. In effetti, Léa è la ragazza che tutti vorremmo riuscire ad essere nella vita.

Bejo parla del collega Vincent Cassel e della collaborazione con il regista Daniel Cohen.

Con Vincent abbiamo lavorato in due fasi: le prime due settimane di riprese in cui eravamo solo noi due e poi con gli altri attori. Vincent è anche una persona molto semplice: è impulsivo, spontaneo e molto attento ai suoi compagni di lavoro Sa come nutrirsi di ciò che gli dai in una scena…Penso che funzioni bene tra noi due nel film. Daniel è un regista molto vicino a quello che ha scritto nella sua sceneggiatura: le scene, i dialoghi, è molto sicuro della storia perché sa di averci lavorato a lungo. Ma è anche uno disposto a parlarne…Abbiamo discusso a lungo del mio personaggio. È molto interessato alle tue idee o a quello che proponi. Gli telefonavo continuamente, chiedevo chiarimenti sulle sue scelte! Ma alla fine è lui che dirige il film ed è stato quasi sempre lui ad avere la meglio. È stato un percorso interessante: a volte non eravamo per niente d’accordo, ma in genere è riuscito a farmi amare e capire Léa, ad aiutarmi a dare vita ad un personaggio così diverso da me…

Vincent Cassel spiega cosa gli piace del suo personaggio, Marc il marito della Léa di Bérénice Bejo.

Mi ricorda una cosa che condivido: quando uno ha problemi e un amico gli viene in aiuto, quest’ultimo prova una specie di soddisfazione un po’ insidiosa. Si sente valorizzato. Ma sopportare il successo di una persona vicina (quando non si ha successo) è molto più difficile da gestire. Ho conosciuto entrambe le cose: ho visto alcune persone che non sopportavano il mio successo all’inizio della mia carriera e che si sono allontanate da me, e io stesso ho dovuto lavorare su di me per accettare il successo di alcuni miei amici e non sentirmi in pericolo. È un sentimento doppio, molto umano. Parlarne è interessante. Il personaggio di Marc è quello di un marito un po’ stupido ma in fin dei conti molto umano! Semplicemente non ama abbastanza sua moglie per accettare quello che è o che sta diventando. Mi piacciono i personaggi che ci obbligano a metterci a nudo, anche se per farlo serve esplorare sentimenti poco lusinghieri.

Cassel parla del regista Daniel Cohen, suo amico di lunga data, elemento che ha facilitato il coinvolgimento di Cassel nel film.

Con Daniel ci conosciamo da molto tempo. È una persona con cui abbiamo sempre avuto scambi molto interessanti e ricchi. Mi proponeva da mesi di lavorare con lui ma ogni volta non andava in porto. Quando ho letto questa sceneggiatura, anche se il personaggio di Marc non era naturalmente fatto per me, mi è sembrato interessante che lui mi proponesse la parte. Era di un registro diverso dal solito. Ho conosciuto Daniel durante le riprese del suo primo film da regista Une vie de prince . Ero andato sul set, l’ho conosciuto lì, l’ho rivisto poi in altre occasioni. Mi è subito piaciuto il suo spirito e siamo presto diventati amici: è un uomo brillante, raffinato, molto discreto, e anche un eccellente attore. Mi ricordava quegli attori di una volta come Carette o Jules Berry: facendo poco riescono a far arrivare emozioni molto forti. C’è sempre nei miei film un elemento che mi collega al regista; ho preso in prestito un po’ di cose di Daniel per interpretare il mio personaggio: i suoi occhiali, le sue esitazioni, la sua discrezione.

Cassel parla della sua collega Bérénice Bejo che nel film interpreta sua moglie.

Anche se ci eravamo spesso incrociati, non la conoscevo. Ho visto tanti suoi film e sono un ammiratore di The Artist. Ciò che fa è bello, affascinante, sensibile… Ero molto felice di collaborare con Bérénice, abbiamo lavorato bene insieme. È successa la stessa cosa con François Damiens e Florence Foresti. François è diventato un amico da quando ci siamo incontrati sul set del film di Romain Gavras “Le monde est à toi”. Mentre per quanto riguarda Florence, non vedevo l’ora di incontrarla, sapevo che lei mi prendeva bonariamente in giro nei suoi spettacoli! Insomma questo cast mi ha dato proprio voglia di lanciarmi in quest’avventura, era una proposta che non potevo rifiutare.

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