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Jovanotti porta la sua storia alla Festa del Cinema di Roma

Jovanotti presenta il suo documentario autorappresentativo alla Festa del Cinema di Roma. Sette anni di riprese raccontano la storia personale e artistica dell’artista.

21 Ottobre 2026 11:20

All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il 16 ottobre 2026, Lorenzo Cherubini — in arte Jovanotti — ha portato alla Festa del Cinema di Roma un progetto che lo riguarda in modo inedito e radicalmente personale: non un concerto filmato, non un greatest hits audiovisivo, ma un documentario che racconta sette anni di vita, trasformazioni e materiale girato nel corso del tempo. Il titolo è Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, e già il modo in cui l’artista ne parla dice molto su ciò che il film vuole essere.

Sette anni di riprese, un solo punto di arrivo

Dietro la macchina da presa ci sono Dario Zonta e Carlo Zoratti, i due registi che hanno seguito e assemblato un archivio costruito nell’arco di sette anni di riprese. Non si tratta di un’operazione nata a tavolino per capitalizzare un anniversario o accompagnare un tour: il materiale si è accumulato nel tempo, attraverso fasi molto diverse della vita pubblica e privata di Cherubini, e il film è il tentativo di dare forma e senso a quella massa di immagini.

Il risultato è un lorenzo jovanotti documentario che si presenta come qualcosa di più vicino a un autoritratto cinematografico che a un prodotto promozionale. La scelta di portarlo alla Festa del Cinema di Roma — e non, per esempio, di distribuirlo direttamente in streaming — segnala un’ambizione precisa: essere valutato come opera, non come contenuto di accompagnamento.

Le parole di Jovanotti alla conferenza stampa

In conferenza stampa, Jovanotti ha usato due frasi che sintetizzano l’approccio al progetto con una chiarezza disarmante. La prima: «Questo film mette un punto. È la fine di quel Jovanotti lì». La seconda, ancora più rivelatrice nel ribaltare la prospettiva: «Non mi sento padre di questo film ma figlio».

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Entrambe le dichiarazioni spostano il baricentro. Dire che il film «mette un punto» implica una cesura, una chiusura di capitolo rispetto a una versione di sé che appartiene al passato. Non è una dichiarazione di addio alle scene — Jovanotti non lo ha detto — ma è qualcosa di più sottile: il riconoscimento che quell’identità artistica e pubblica costruita in decenni ha raggiunto una soglia, un momento in cui può essere guardata da fuori.

L’immagine del figlio, invece di quella del padre, rovescia la logica dell’ego autoriale. Normalmente un artista che produce un documentario su se stesso ne è il promotore, il curatore, l’artefice. Jovanotti dice di essersi invece sentito generato dal film, non il contrario. È una postura che, se autentica, dice molto sulla qualità del lavoro di Zonta e Zoratti: i due registi sembrano aver costruito qualcosa che ha sorpreso il suo stesso protagonista.

La Festa del Cinema come cornice non casuale

La scelta della Festa del Cinema di Roma — alla sua 21ª edizione — come sede della preview non è neutra. Roma è la città in cui Cherubini è cresciuto artisticamente, e l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è uno spazio che porta il nome di un compositore che ha attraversato decenni di cultura italiana con la stessa capacità di Jovanotti di abitare il tempo senza diventare nostalgico.

Sul red carpet, Jovanotti era accompagnato dalla moglie e dalla figlia: una presenza familiare che in un’occasione come questa non è dettaglio trascurabile. Se il film è davvero un autoritratto che tocca la dimensione personale oltre che quella artistica, portare con sé le persone più vicine è un gesto coerente con il tono del progetto.

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Il lorenzo jovanotti documentario si inserisce in un filone sempre più consolidato del cinema italiano contemporaneo: quello dei ritratti d’artista che cercano di andare oltre la celebrazione e provano a fare i conti con la complessità di una vita pubblica. Non sempre questi film riescono nell’impresa — spesso scivolano nell’agiografia o nel promozionale — ma la presenza di due registi con una propria visione, e la dichiarazione esplicita dell’artista di sentirsi «figlio» e non «padre» dell’opera, suggerisce che qui l’intenzione fosse diversa.

Uscita nelle sale: finestra limitata dal 26 novembre

Dopo la preview romana, Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti arriverà nelle sale italiane con una finestra di distribuzione limitata: dal 26 novembre al 2 dicembre 2026. Una settimana esatta, il formato tipico dei documentari musicali e dei film-evento che puntano sulla concentrazione dell’attenzione piuttosto che su una lunga permanenza in cartellone.

È un modello che funziona quando c’è una fanbase consolidata e motivata — e quella di Jovanotti è tra le più fedeli del panorama musicale italiano — ma che richiede anche una qualità del prodotto sufficiente a generare passaparola nei giorni immediatamente successivi all’uscita. La settimana tra il 26 novembre e il 2 dicembre sarà il banco di prova reale.

Per chi vuole seguire gli aggiornamenti ufficiali sul film, RomaToday ha documentato la presentazione alla Festa del Cinema con dettagli sulla conferenza stampa e le dichiarazioni dell’artista.

Quello che emerge dalla presentazione romana è un lorenzo jovanotti documentario costruito con una consapevolezza insolita per il genere: l’artista non si è messo al centro per celebrarsi, ma per chiudere qualcosa. Sette anni di riprese, due registi con una visione autonoma, e un protagonista che si dice sorpreso dal risultato. Se il film mantiene la promessa delle sue premesse, la settimana in sala a fine novembre potrebbe essere più densa di quanto la finestra temporale lasci supporre.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.