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Monster Hunter ritirato dai cinema cinesi per una battuta razzista

Monster Hunter bandito dai cinema cinesi per una scena che include una battuta di stampo razzista.

Monster Hunter, adattamento live-action di Paul W.S. Anderson dell’omonimo videogioco Capcom, è stato ritirato dalle sale cinematografiche cinesi. Il sito Deadline riporta che il ritiro del film è dovuto ad una battuta pronunciata nel film che è stata considerata di stampo razzista.

“Monster Hunter” trasporta lo spettatore in un mondo parallelo al nostro, un mondo popolato da pericolosi e potenti mostri che dominano il loro territorio con ferocia mortale. Quando il tenente Artemis (Milla Jovovich) e la sua squadra speciale vengono trasportati tramite un portale dal nostro mondo al nuovo, rimangono senza parole. Nel suo disperato tentativo di tornare a casa, il coraggioso tenente incontra un misterioso cacciatore (Tony Jaa), le cui abilità uniche gli hanno permesso di sopravvivere in questa terra ostile. Di fronte a implacabili e terrificanti attacchi da parte dei mostri, i guerrieri si uniscono per combattere e trovare un modo per tornare a casa.

Negli Stati Uniti “Monster Hunter” uscirà il 25 dicembre, ma a livello internazionale il film ha già debuttato in vari territori tra cui la Cina. All’uscita del film nelle sale cinesi ha fattos eguito una polemica sui social media che denunciava una battuta nel film che farebbe riferimento ad una cantilena razzista in rima (“Chinese, Japanese, dirty knees”) usata nei paesi di lingua inglese per prendere in giro i bambini di origine asiatica. Nel film lo scambio vede il rapper e attore asiatico-americano Jin Au-Yeung (alias MC Jin) che ad un certo punto improvvisa un riff con il suo partner di scena. Jin Au-Yeung esclama “Guarda le mie ginocchia!”, seguito dalla domanda “Che tipo di ginocchia sono queste?”, alla quale risponde con un gioco di parole per “Ginocchia cinesi” (Chi-knees!) che richiamano la cantilena razzista.

Secondo Deadline, Monster Hunter non verrà più proiettato nelle sale cinematografiche in Cina a causa del contraccolpo mediatico che rischia di travolgere anche il videogioco da cui è tratto il film. Tencent, la società che gestisce la distribuzione del film in Cina, sta collaborando con il governo cinese e le agenzie coinvolte per rimediare alla situazione provando ad inviare una nuova versione del film privo della scena incriminata, ma non è chiaro se il film potrà fruire di ulteriore programmazione o se è stato bannato per sempre.

Sembra che l’incidente diplomatico sia frutto di una vera e propria leggerezza che possiamo comprendere, ma che purtroppo non si può giustificare in un momento così delicato in cui si sta facendo così tanto per portare alla luce e denunciare un razzismo strisciante che per molto, troppo tempo ha coinvolto il business dell’intrattenimento.

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