E’ morto Nino Castelnuovo, attore in “Rocco e i suoi fratelli” e “Tutti a casa”

Blogo ricorda Nino Castelnuovo, il Renzo dello sceneggiato “I promessi sposi” e attore in “Rocco e i suoi fratelli” e “Tutti a casa” scomparso a 84 anni.

Si è spento a Roma all’età di 84 anni, dopo una lunga malattia, Nino Castelnuovo popolare attore di cinema, teatro e tv. Dopo gli esordi al cinema con ruoli in pellicole come Rocco i suoi fratelli, Tutti a casa e Il gobbo, Castelnuovo diventerà molto popolare grazie al ruolo di Renzo Tramaglino nello sceneggiato televisivo I promessi sposi del 1967, per poi tornare nelle case degli italiani anni dopo grazie allo spot dell’olio Cuore, che lo vedeva in veste di testimonial saltare una staccionata.

Nino Castelnuovo nasce a Lecco in Lombardia il 28 ottobre 1936. In gioventù pratica ginnastica artistica e ballo e nel 1955 si trasferisce a Milano, dove studia recitazione presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano di Giorgio Strehler. Il debutto nel mondo dello spettacolo è in tv nel 1957 come mimo del programma Zurlì il mago del giovedì, di Cino Tortorella. Nel 1959 l’esordio al cinema in Un maledetto imbroglio, una rielaborazione del romanzo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda che vede Pietro Germi regista e protagonista. Nel 1960 Castelnuovo appare in ben quattro pellicole: La garçonnière con Raf Vallone, nella produzione americana La sposa bella con Ava Gardner e Vittorio De Sica; nel dramma biografico Il gobbo in cui recita anche Pier Paolo Pasolini e due classici del calibro di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, in cui recita con Alain Delon e Claudia Cardinale e in Tutti a casa di Luigi Comencini, in cui appare al fianco di Alberto Sordi e Edoardo De Filippo.

Gli anni sessanta vedranno Castelnuovo diretto da Nanni Loy nel film di guerra Un giorno da leoni (1961) in cui l’attore recita con Renato Salvatori e Tomas Milian; nel 1963 appare in un cast di comici impressionante, tra cui Totò, Franco e Ciccio e Aldo Fabrizi, nella commedia Il giorno più corto, una parodia del film di guerra Il giorno più lungo uscito l’anno precedente. Nel 1964 è nel cast di Sette contro la morte, una co-produzione Stati Uniti – Italia che lo vede parte di un cast internazionale che include Rosanna Schiaffino, John Saxon e Larry Hagman, il futuro J.R. della serie tv Dallas che l’anno successivo sarà protagonista della sitcom Strega per amore. Nel 1965 è un partigiano al fianco di Geraldine CHaplin nel dramma Andremo in città scritto da Cesare Zavattini e nel 1966 viene diretto da Vittorio De Sica nel dramma Un mondo nuovo e da Lucio Fulci nel western Le colt cantarono la morte e fu… tempo di massacro. Nel 1969 recita per Jean-Luc Godard nel film a episodi L’amore (ep. “Amore e rabbia”) e lo stesso anno anno appare nel western Un esercito di 5 uomini in cui appare anche Bud Spencer.

Gli anni settanta vedono Nino Castelnuovo recitare con Vittorio Gassman nella commedia Il divorzio (1970) e nel 1973 interpreta un fattorino d’albergo nella commedia Il rompiballe (1973) con Lino Ventura.  Nel 1975 recita nel film horror Il prato macchiato di rosso in cui appare anche Lucio Dalla e interpreta un fotografo, al fianco delle fotomodelle Solvi Stübing e Edwige Fenech, nel giallo Nude per l’assassino. Nel 1979 è nel cast del film di fantascienza a basso costo Sette uomini d’oro nello spazio diretto da Alfonso Brescia e in cui vengono riciclati costumi ed effetti speciali di due pellicole precedenti: Cosmo 2000 – Battaglie negli spazi stellari e La guerra dei robot.

Gli anni ottanta vedono Castelnuovo dedicarsi principalmente al piccolo schermo con serie tv (Tutti insieme tempestosamente) e film televisivi (Affari di famiglia). Il ritorno su un set cinematografico risale nel 1996 grazie al ruolo dell’archeologo italiano D’Agostino nel pluripremiato dramma Il paziente inglese vincitore di 9 premi Oscar tra cui miglior film e miglior regia. Castelnuovo recita in un cast stellare che include Ralph Fiennes, Juliette Binoche (premiata con un Oscar), Willem Dafoe, Kristin Scott Thomas e Colin Firth. Dopo questa esperienza Castelnuovo torna alla tv e non recita in un lungometraggio fino al 2003 dove appare nel dramma Senza la parola fine al fianco di Marisa Laurito e Bruno Gambarotta.

Dopo ruoli ricorrenti nelle serie tv Incantesimo e Questa è la mia terra, Castelnuovo torna al cinema nel 2010 nei panni di un padre in conflitto con la figlia nel thriller Il sottile fascino del peccato di Franco Salvia. Gli ultimi ruoli di Castelnuovo lo vedranno di nuovo nei panni di Alberto Savio nella serie tv Le tre rose di Eva e un ultimo ruolo nel dramma a sfondo sportivo The Legacy Run – La corsa ai soldi del 2016.

Filmografia

Un maledetto imbroglio, regia di Pietro Germi (1959)
Il gobbo, regia di Carlo Lizzani (1960)
La garçonnière, regia di Giuseppe De Santis (1960)
Rocco e i suoi fratelli, regia di Luchino Visconti (1960)
La sposa bella (The Angel Wore Red), regia di Nunnally Johnson (1960)
Tutti a casa, regia di Luigi Comencini (1960)
Giorno per giorno, disperatamente, regia di Alfredo Giannetti (1961)
Laura nuda, regia di Nicolò Ferrari (1961)
Un giorno da leoni, regia di Nanni Loy (1961)
Giallo a Firenze (Escapade in Florence), di Steve Previn (1962)
Il giorno più corto, regia di Sergio Corbucci (1963)
La smania addosso, regia di Marcello Andrei (1963)
Les Parapluies de Cherbourg, regia di Jacques Demy (1964)
Sette contro la morte, regia di Edgar G. Ulmer e Paolo Bianchini (1964)
Una sporca faccenda, regia di Roberto Mauri (1964)
Il lavoro, episodio di Made in Italy, regia di Nanni Loy (1965)
Racconti a due piazze (Le lit à deux places), registi vari (1965)
La taglia (The Reward), regia di Serge Bourguignon (1965)
Andremo in città, regia di Nelo Risi (1966)
Le creature (Les créatures), regia di Agnès Varda (1966)
Le colt cantarono la morte e fu… tempo di massacro, regia di Lucio Fulci (1966)
Un mondo nuovo (Un monde nouveau), regia di Vittorio De Sica (1966)
La cintura di castità, regia di Pasquale Festa Campanile (1967)
Rose rosse per il führer, regia di Fernando Di Leo (1968)
L’amore, episodio di Amore e rabbia, regia di Jean-Luc Godard (1969)
Camille 2000, regia di Radley Metzger (1969)
Certo, certissimo, anzi… probabile, regia di Marcello Fondato (1969)
Mercanti di vergini, (1969)
Salvare la faccia, regia di Rossano Brazzi (1969)
Un esercito di 5 uomini, regia di Italo Zingarelli (1969)
Il divorzio, regia di Romolo Guerrieri (1970)
Bella di giorno moglie di notte, regia di Nello Rossati (1971)
Colpo grosso… grossissimo… anzi probabile, regia di Tonino Ricci (1972)
Gott schützt die Liebenden, (1973)
Il prato macchiato di rosso, regia di Riccardo Ghione (1973)
Il rompiballe (L’emmerdeur), regia di Édouard Molinaro (1973)
Male d’amore (Un amour de pluie), regia di Jean-Claude Brialy (1974)
Amore mio spogliati… che poi ti spiego!, regia di Fabio Pittorru e Renzo Ragazzi (1975)
La collegiale, regia di Gianni Martucci (1975)
Nude per l’assassino, regia di Andrea Bianchi (1975)
Quella età maliziosa, regia di Silvio Amadio (1975)
Sette uomini d’oro nello spazio, regia di Alfonso Brescia (1979)
L’univers de Jacques Demy, regia di Agnès Varda (1995)
Il paziente inglese (The English Patient), regia di Anthony Minghella (1996)
Qui scorre il fiume, (2008)
Il sottile fascino del peccato, regia di Franco Salvia (2010)

Fonte: La Repubblica