Rumba Therapy: trailer italiano e anticipazioni della commedia di Franck Dubosc

Tutto quello che c’è da sapere su “Rumba Therapy”, la nuova commedia del regista di “tutti in piedi” al cinema con Lucky Red dall’8 settembre.

Dall’8 settembre nei cinema con Lucky Red Rumba Therapy (Rumba la vie), Franck Dubosc torna dietro la macchina da presa, dopo il debutto del 2018 di Tutti in piedi (da cui il remake italiano “Corro da te”). Affiancato dalla giovanissima Louna Espinosa, nel suo primo ruolo da protagonista, Frank Dubosc dirige se stesso nei panni di Tony, un uomo di cinquant’anni che ha ormai rinunciato a molti dei suoi sogni e allontanato gli affetti. Non è troppo tardi però per ritrovare la figlia di 20 anni che non ha mai conosciuto, a passo di danza Tony prova a entrare nella vita di Maria e a guadagnarsi un posto nel suo cuore.

Trama e cast

La trama ufficiale: Tony (Franck Dubosc), cinquantenne introverso autista di scuolabus, vive da solo dopo aver abbandonato moglie e figlio vent’anni prima. Scosso da un attacco di cuore, trova il coraggio di affrontare il suo passato e di iscriversi in incognito al corso di danza gestito dalla figlia (Louna Espinosa), che non ha mai conosciuto, per riconquistarla e dare un senso alla sua vita.

Il cast di “Rumba Therapy” include anche Jean-Pierre Darroussin, Marie-Philomène Nga, Karina Marimon, Rodriguez Llorca, Catherine Jacob, Michel Houellebecq, Marie Vincent, Constantin Vidal, Claire Bouanich, Christophe Canard, Philippe Uchan, Iziah Mouëza, Adèle Choubard, Nicolas Chupin, Matteo Locasciulli, Alane Delhaye.

Rumba Therapy – trailer e video

 

Interviste a cast e regista

Franck Dubosc regista del film e protagonista nei panni di Tony racconta la genesi di Rumba Therapy e l’approccio alle scene di ballo.

Spesso i progetti nascono da una combinazione di diversi elementi. In questo caso il primo è stato il desiderio di girare nell’ambiente del ballo da sala. Quest’arte si base su un genere musicale che mi piace moltissimo, adoro la sua eleganza e il fatto che lo si balli ancora in coppia. A ispirarmi sono stati il colore e l’atmosfera che vi si trovano e la reazione provocata dalla rumba: la voglia di ridere e poi di amare. Inoltre la storia mi è venuta in mente perché mi sento sempre più in colpa quando il lavoro mi porta lontano dai miei figli, anche solo per una settimana. Direi quindi che questo film è un modo per discolparmi in un ambiente che mi piace. Nella sceneggiatura ho assegnato poche scene di ballo al mio personaggio, e poi i movimenti si possono rendere più eleganti con l’inquadratura giusta. Perciò, più che di allenamento fisico, si è trattato di una bella sfida di regia. Dovevamo rapportarci a un’arte fortemente estetica e io non volevo assolutamente che Rumba Therapy fosse un film di ballo, un videoclip e nemmeno un saggio. La posta in gioco era utilizzare il luogo per esplorare i personaggi, il dietro le quinte, la passione che la rumba può generare e soprattutto il rapporto tra padre e figlia che vi si crea.

Franck Dubosc parla del look del suo personaggio e del casting di Louna Espinosa nei panni di sua figlia e dell’insegnante di danza Maria.

Sì, e speravo che i baffi mi stessero bene, perché oltre a potermi nascondere (quando si è abituati a lavorare per mesi e mesi sulla propria immagine, è più facile vedere qualcun altro che se stessi), volevo che il pubblico ideale del film potesse riconoscere il proprio padre nel mio personaggio. Quando scrivo per il cinema, ho la tendenza a pensare meno al pubblico rispetto a quando scrivo uno spettacolo mirato a far ridere, ma stavolta ho pensato a entrambi gli aspetti, perché Tony non è poi così lontano da mio padre. E a dirla tutta, c’è una parte ancora maggiore di me stesso in questo film rispetto al primo: questo conducente d’autobus è più simile a persone che ho conosciuto, e poi è un papà, come me. E dato che ho due figli maschi, mi sono concesso il piacere di crearmi una figlia femmina sullo schermo. Al casting ho visto tante giovani attrici comiche di talento, sui 25-26 anni, ma se avevano la maturità di una professoressa di ballo, temevo che gli spettatori potessero immaginare un rapporto di seduzione tra quel personaggio e il mio. E poi, un bel giorno, Louna è arrivata con tutta la fragilità dei suoi vent’anni e nel vederla ho capito che poteva trasmettere l’emozione che cercavo, perché lei, anche se voleva interpretare una giovane donna determinata, emanava tutta l’agitazione che cercava di nascondere. L’ho rivista svariate volte e non mi hai mai deluso. Poi è arrivato il momento di fare la mia scelta: era giorno di sciopero e la maggior parte delle attrici non si è potuta presentare, ma nel profondo speravo soltanto che lei venisse di persona, perché per me la decisione era ormai ovvia. Per una buffa coincidenza di date, l’ho scelta il giorno del mio compleanno e gliel’ho annunciato il giorno del suo.

Louna Espinosa racconta i suoi esordi, del suo iniziale coinvolgimento nel film, del suo personaggio Maria e del suo rapportarsi con il ballo.

A diciassette anni, quand’ero ancora al liceo, ho risposto all’annuncio per un casting. In quell’occasione ho incontrato un agente che mi ha invitata a fare uno stage di arte drammatica; è stato dopo quel periodo di formazione che ho ottenuto il mio primo ruolo in “Les Braceletes Rouges”, la serie di Marie Roussin. Da quella avventura sono partiti altri progetti…Mentre leggevo il copione di Rumba Therapy, mi ha colpito subito il romanticismo della storia. All’inizio non c’è nessun rapporto tra Tony e sua figlia, e la cosa è piuttosto triste, ma poi si stabilisce un legame grazie alla danza e al canto. Mi è sembrato contemporaneamente bello e carico di speranza. All’inizio ho cercato di riprodurre la sua autorità modulando la voce o simulando una certa sicurezza, ma una volta sul set, le cose sono andate diversamente, perché Franck Dubosc ha preferito che mantenessi la mia personalità e la mia autorità, più dolce ma altrettanto efficace. Ne ho approfittato per dare a Maria la mia parte di sensibilità e il mio modo piuttosto diretto di comunicare. [Per quanto concerne la danza] naturalmente all’inizio ho pensato di non esserne capace, perché come formazione a livello di danza potevo vantare solo tre o quattro anni di flamenco. Tuttavia non si trattava semplicemente di ballare, ma di fingere di avere un’esperienza sufficiente per insegnare quest’arte ad allievi più vecchi di me. Se ci sono riuscita, è grazie al mese di allenamento al fianco della ballerina e coreografa Denitsa Ikonomova. Ho avuto la fortuna che non fosse scoraggiata da tutto il lavoro che ci aspettava e che fosse una bravissima insegnante. Perciò, anche se è stato un periodo intenso, a un ritmo sempre sostenuto, grazie a lei e al mio compagno di ballo, l’apprendimento è stato talmente giocoso che avevo sempre voglia di spingermi più lontano.

La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono di Sylvain Goldberg (Ibiza) & Matteo Locasciulli (Sogno azzurro – La strada per Wembley). Goldberg e il regista Franck Dubosc hanno già collaborato per Tutti in piedi (2018).
  • La colonna sonora include i brani “Historia de un amor” di Karina Marimon e “Tous les deux” di Seemone.

TRACK LISTINGS:

1. Tony et Maria 2:04
2. Ya No Puedo Callar (feat. Sara Pi) 3:44
3. Entraînement (feat. Sara Pi) 2:22
4. Réveil 0:35
5. Hôpital 1:10
6. Découverte Carmen 0:39
7. Ma fille 1:23
8. Tony et Fanny 1:01
9. Dans le train 0:42
10. Tony et Fanny dansent 2:17
11. Au revoir Monsieur 0:48
12. Première danse Tony Maria 1:11
13. Tony et Carmen 1:20
14. Faut que tu lui dises 0:51
15. Le lac 1:28
16. Blackpool 1:34
17. Mr Nuque 1:34
18. Historia De Un Amor (feat. Karina Marimon) 3:20
19. Ya No Puedo Callar (Instrumental) 3:44
20. Entraînement (instrumental) 2:22

La colonna sonora di “Rumba Therapy” è disponibile su Amazon.

Foto e poster