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Sull’isola di Bergman: trailer italiano e tutte le anticipazioni sul film con Tim Roth

Tutto quello che c’è da sapere sulla commedia “Sull’isola Bergman” con Tim Roth, Vicky Krieps e Mia Wasikowska al cinema dal 7 dicembre.

Dopo la recente proiezione in anteprima al Festival di Torino, il 7 dicembre arriva nei cinema italiani con Teodora Film la commedia romantica Sull’isola di Bergman (Bergman Island). Applaudito in concorso all’ultimo Festival di Cannes, Sull’isola di Bergman è il nuovo film della talentuosa regista francese Mia Hansen-Løve, una commedia raffinata con un cast formidabile che comprende Tim Roth, Vicky Krieps e Mia Wasikowska.

Trama e cast

La trama ufficiale: protagonista del film è una coppia di cineasti (Tim Roth e Vicky Krieps) che decide di passare un’estate sull’isola di Fårö, la prediletta del grande regista svedese Ingmar Bergman. Entrambi in cerca di ispirazione per i loro film, scopriranno che in quel posto suggestivo realtà e finzione finiscono spesso per confondersi, anche se sempre in nome dell’amore. Mia Hansen-Løve compone un inno luminoso alla creatività delle donne e alla bellezza della natura, ma non rinuncia a raccontare la sua grande passione per il cinema, facendo la gioia di quanti hanno iniziato a guardare la vita con occhi diversi grazie ai film di Bergman.

Il cast è completato da Anders Danielsen Lie, Melinda Kinnaman, Joel Spira, Anki Larsson, Gabe Klinger, Wouter Hendrickx, Stig Björkman, Siri Hjorton Wagner, Grace Delrue, Oscar Reis, Matthew Lessner, Clara Strauch, erstin Brunnberg, Jonas Larsson Grönström, Hampus Nordenson, Felix Berg e Teodor Abreu.

Sull’isola di Bergamn – trailer e video

Trailer italiano ufficiale pubblicato il 20 novembre 2021

Curiosità

  • Greta Gerwig e John Turturro inizialmente avevano firmato per le due parti principali, ma entrambi hanno dovuto ritirarsi prima dell’inizio delle riprese. Gerwig è stata sostituita con Vicky Krieps e Turturro con Owen Wilson. Tuttavia, Owen Wilson in seguito ha dato forfait a poche settimane dalla fine delle riprese. Mia Hansen-Løve e il suo produttore hanno deciso di girare metà del film nell’estate del 2018 senza un attore protagonista maschile, mentre la seconda metà è stata girata un anno dopo, nell’estate del 2019, con Tim Roth finalmente scelto come protagonista maschile.
  • Il team che ha supportato la regista Mia Hansen-Løve dietro le quinta ha incluso il direttore della fotografia Denis Lenoir (Still Alice), la montatrice Marion Monnier (Sils Maria), le costumiste Judith de Luze (Maya) & Julia Tegström (Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza), lo scenografo Mikael Varhelyi (Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve).

Note di regia

Si tratta di un film sull’amore per il cinema, e in particolare per Bergman, ma anche sulla storia d’amore di due coppie. Non è il risultato di una decisione razionale, in qualche modo questa idea si è imposta da sola. Ho avuto la sensazione che si aprissero in me delle porte rimaste chiuse fino ad allora, proprio grazie all’isola, e per la prima volta mi sono sentita libera di muovermi quasi per gioco attraverso varie dimensioni: passato e presente, realtà e finzione, il sogno… Circa dieci anni fa ho iniziato a sviluppare un rapporto appassionato con il lavoro di Bergman, con la sua vita. È stato l’inizio di una forte attrazione verso l’isola di Fårö, dove ha girato alcuni dei suoi film più famosi e ha vissuto l’ultima parte della sua vita. Appartato nel mezzo del Mar Baltico, è un luogo che incarna un ideale che è insieme spaventoso e seducente, austero e esaltante, un posto di assoluta integrità artistica a cui associo Bergman. La sua presenza non mi risultava opprimente, ma rasserenante e stimolante al tempo stesso. Forse ha a che fare con il fatto che non sono un genio capace di fare sessanta film e nove bambini? In nessun modo ci si può sentire rivali di Bergman… Sull’isola di Bergman è la storia di un’emancipazione. Emancipazione dai nostri maestri, ma anche l’emancipazione della protagonista dal suo uomo. Chris si considera fragile e dipendente, ma finalmente scopre la propria forza creatrice. D’altra parte ci si può chiedere se la solidità di Tony non sia apparente e se in fondo non nasconda una fragilità ancora maggiore… Comunque non giudico i miei due personaggi, osservo una situazione: quanta felicità e infelicità produce e cosa deve fare la mia eroina per emergere. Il film racconta come qualcosa si risvegli in Chris e si materializzi nella finzione, nel film che sta scrivendo. È il risveglio della fiducia in se stessi, di una vocazione che va perseguita. La vocazione è una delle mie ossessioni, è presente nella maggior parte dei miei film, ma qui lo è per la prima volta in modo diretto, essendo protagonista una regista donna. Anzi, due: anche Amy, l’alter ego di Chris nella finzione, fa questo lavoro. La vita nutre la finzione e la finzione rimanda alla vita, come due specchi che riflettono la stessa storia all’infinito. La creatività ha sempre funzionato così per me e trovavo affascinante provare a raccontarlo. [Mia Hansen-Løve]

Chi è Mia Hansen-Løve?

Nata nel 1981, inizia giovanissima la carriera di attrice recitando in Fin août, début septembre (1998) e Les destinées sentimentales (2000), entrambi di Olivier Assayas, che diventerà il suo compagno. Dopo aver frequentato il Conservatoire d’Art Dramatique a Parigi e aver militato per tre anni come critico nei prestigiosi “Cahiers du Cinéma”, dirige diversi corti (tra cui il pluripremiato Après mûre réflexion), fino all’esordio nel lungometraggio a soli 26 anni con Tout est pardonné, che ottiene una candidatura ai César e il Prix Louis Delluc come migliore opera prima. Il padre dei miei figli (distribuito in Italia da Teodora) è il suo secondo film, ispirato alla leggendaria figura del produttore Humbert Balsan, e ottiene il Premio Speciale della Giuria nella sezione “Un Certain Regard” del Festival di Cannes, oltre che un Prix Lumière per la migliore sceneggiatura. Presentato all’ultimo Festival di Locarno e accolto trionfalmente dalla critica d’oltralpe, Un amore di gioventù la conferma come uno dei maggiori talenti del cinema francese contemporaneo. Nel 2014 gira Eden, scritto insieme al fratello e dedicato alla scena della musica house francese degli anni Novanta, mentre nel 2016 vince l’Orso d’Argento a Berlino per la regia de Le cose che verranno, con Isabelle Huppert. Dopo Maya (2018), firma con Sull’isola di Bergman il suo primo film in lingua inglese e con un grande cast internazionale, presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes.

La colonna sonora

  • Le musiche del film sono a cura di Raphael Hamburger (Maya, Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse, Il mio Godard, Alone).

Le canzoni del film:

1. Gwydion’s Dream – Robin Williamson
2. Port Atholl/The Braes of Tulliemet – Robin Williamson
3. Meggie’s Fou – Robin Williamson
4. Vem kan segla – Harfianne
5. You Won’t Find It Again – The Go-Betweens
6. Den blomstertid nu kommer – Dan Eiderfors
7. I Love to Love (But My Baby Just Loves to Dance) – Tina Charles
8. Det snurrar i min skalle – Johan T. Karlsson
9. The Winner Takes It All – ABBA
10. Summerwine – Clara Strauch (interpretata dall’attrice Mia Wasikowska)
11 Symphony No. 9 in D-4. Adagio (Molto Ritenuto) di Gustav Mahler eseguito dalla Concertgebouw Orchestra of Amsterdam diretta da Leonard Bernstein
12. Vem kan segla (I Can Sail…) –  Lee Hazlewood & Nina Lizell