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The Conjuring – Per ordine del diavolo, recensione del film di Michael Chaves

Il primo caso di possessione andato in un’aula di tribunale, Per ordine del diavolo è quanto ci si aspetta da un The Conjuring

Devil Made Me Do It, che è il sottotitolo originale di questo terzo capitolo di The Conjuring, è anche il nome del caso che vide coinvolto Arne Cheyenne Johnson, che nel 1981 uccise Alan Bono, per poi dichiarare di essere stato costretto a commettere quell’omicidio perché posseduto dal demonio. Un caso perciò giudiziario, qualcosa di leggermente diverso rispetto alle precedenti iterazioni del conjurverse, che mette in scena un episodio che ha segnato il pubblico americano, contribuendo in maniera significativa all’introduzione, quantunque incerta, di un elemento “non scientifico” quale la possessione.

A dirigere c’è Michael Chaves, lo stesso de La Llorona, sebbene qua e là l’influsso di James Wan è visibile. D’altro canto si tratta di un fenomeno, quello inerente a questa saga, non dissimile da quanto condotto in ambito di supereroi, con particolare riferimento all’universo Marvel per quella tendenza a mantenere un timbro piuttosto riconoscibile in ogni singolo film. Vedi un The Conjuring, dunque, e sai cosa aspettarti, ovverosia un horror volutamente diluito, di quelli che puoi presentare al grande pubblico senza rischiare di recare alcuno scandalo. Per ordine del diavolo non è da meno.

Non si tratta infatti di riscrivere codici o proporre delle varianti, bensì seguire uno schema oramai rodato, che a suo modo funziona, poiché, a differenza di horror duri e puri, che tentano di spingere l’asticella alla luce di premesse più o meno sensate, qui si vuole intrattenere attraverso misure semplici applicate a trame differenti. Perciò jump scare e sequenze un po’ sopra le righe anzitutto, ma il marchio che più di tutti tende a giocare a favore di questa saga sta senz’altro nel suo trattare eventi realmente accaduti. Che lo si “abbellisca” il giusto è dettato dall’ovvia necessità di virare allo spettacolo, oltre che a quella di una confezione impeccabile, pulita, a sua volta un’implicita negazione del genere, che per funzionare assecondando una forma così patinata necessita di un’idea di base ed uno stile nel racconto che a certe condizioni è difficile riscontrare.

Qui Ed (Patrick Wilson) e Lorraine Warren (Vera Farmiga) si trovano a dover indagare su una situazione inedita: il giovane assassino non risponde infatti al tipo di sollecitazioni che di solito rimandano a una possessione. Recitano preghiere, gli fanno tenere un crocifisso, ma nulla. L’idea insomma che un demonio possa allontanarsi per poi tornare a proprio piacimento rappresenta una rivoluzione in materia, fin lì inedita; non per questo tuttavia è escluso trattarsi di una possibilità, che i coniugi Warren si ritrovano ad indagare. Più anziani, provati dalla battaglia ingaggiata contro il maligno anni prima, ancora una volta si ritrovano a rimetterci di persona pur di svelare l’operato del Nemico.

Giunti a questo punto non sarebbe stato male se il film si fosse concentrato maggiormente sull’aspetto giudiziario della vicenda, mentre in realtà l’aula di tribunale praticamente si vede solo alla fine, più una fugace apparizione dopo l’omicidio, nella prima mezz’ora. Vero è che nel corso del dibattimento Ed e Lorraine avranno avuto un ruolo secondario, ma in un primo momento convince la possibilità che Per ordine del diavolo si ritrovi a seguire questo doppio binario, così anche da farci capire come è maturata la decisione della corte. Avrebbero corso il rischio di trasformare il tutto in un courtoom drama? Non se ci si fosse limitati a qualche accenno, lavorando sul montaggio, che già di per sé è di livello.

Si è optato per la via più facile, congeniale, basata sullo svelamento del mistero dietro a questa atipica possessione, alla quale i Warren sembrano in fin dei conti credere malgrado gli iniziali riscontri negativi. Ed è quella cosa lì, non c’è altro da aspettarsi; non convincente come il primo, che raffina una formula ancora acerba, ma più interessante del secondo, se proprio ci si vuole prestare a questa sorta d’improvvisata classifica. The Conjuring 3, a conferma di quanto evidenziato sopra circa l’aderenza tutt’altro che scrupolosa al genere, è anche una storia d’amore; mai come stavolta il rapporto tra Ed e Lorraine è stato così centrale, quasi come se, a fronte dell’orrore di una vicenda effettivamente pesante, fosse necessario abbassare un minimo la già contenuta intensità con il soffermarsi sull’aspetto emotivo.

Non a caso l’incipit di per sé contempla un che di romantico, dato che Arne si trova nella condizione in cui si trova praticamente per amore. Nessuna forzatura, dunque, nel leggere questa traccia, anch’essa decisamente conciliante, à la page verrebbe persino da aggiungere, per cui anche certe manifestazioni del Male debbono essere combattute e possono essere sconfitte solo mediante il ricorso all’amore (!). Concetto annacquato, su cui è difficile anche solo scrivere cose sensate, ma è pur vero che il modo in cui maneggia l’argomento The Conjuring è solo uno dei tanti dispositivi attraverso cui si fa di tutto per andare incontro al pubblico, evitando accuratamente di contrariarlo. Si guardi, per dirne un’altra, al vago impeto citazionista, sempre presente, qui almeno in un caso proprio sfacciato, come nella scena del prete che arriva presso l’abitazione del posseduto, più che un mero omaggio a L’esorcista. Inoltre, non è certo mistero che l’intento sia da principio quello di romanzare i fatti, stabilendo per esempio, e per l’appunto, che a cacciare i demoni siano le capacità di esorcisti e posseduti anziché altre forze.

Versione ritoccata della cronaca, insomma, sebbene il terreno sia alquanto scivoloso e ci si guardi bene dall’entrarci. The Conjuring – Per ordine del diavolo si colloca bene nell’ambito della saga, senza significative variazioni a una struttura che qui viene assecondata sia nella forma che nella sostanza. C’è un qualche merito nel riuscire a portare avanti un progetto del genere nel corso di anni, malgrado la spinta propulsiva avrebbe potuto esaurirsi qualche capitolo fa. Con questo nuovo episodio Wan e soci non intendono allargare il bacino, continuando a rivolgersi a quella fetta di pubblico tutto sommato cospicua che ha sostenuto la saga fino a questo momento. Per tutti gli altri, vale la solito, inflazionata considerazione: se non vi hanno convinto i precedenti etc…

The Conjuring – Per ordine del diavolo (USA, 2021) di Michael Chaves. Con Vera Farmiga, Patrick Wilson, Ruairi O’Connor, Sarah Catherine Hook, Julian Hilliard, David Michael-Smith, Brandon Parker, James W. Ballard, Eugenie Bondurant, Sterling Jerins, Charlene Amoia, Ingrid Bisu, Ronnie Gene Blevins e Rebecca Lines. Nelle nostre sale da giovedì 3 giugno 2021.

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