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I 10 migliori film del 2021 secondo Cineblog

Blogo vi augura buon fine anno con una classifica che include i 10 migliori film usciti nel 2021 secondo Cineblog.

Un altro anno di cinema scandito dalla pandemia si conclude, e anche quest’anno abbiamo deciso di stilare una nostra Top 10 dei film del 2021 che ci hanno più impressionato, coinvolto e intrigato nell’arco di questa ricca stagione cinematografica, che i molti slittamenti dello scorso anno ha reso particolarmente ricca di uscite.

In attesa di goderci Matrix Resurrections, che il 1° gennaio 2022 inaugurerà la nuova stagione cinematografica italiana, diamo uno sguardo alle nostre spalle, a quello che abbiamo visto nel corso dell’anno. Come di consueto la nostra lista abbraccia tutti i generi, evitando di concentrarsi su film d’autore o i premiati dei festival come troppo spesso capita di vedere in liste affini. Insomma la nostra è una lista che ha una doppia anima, quella della critica che incontra quella dello spettatore, la diatriba “cinema impegnato vs cinema d’intrattenimento” qui non trova spazio poiché per il sottoscritto il cinema è cinema a prescindere da autori, registi e soprattutto intenti.

1. Spider-Man: No Way Home

Il percorso dello Spider-Man di Tom Holland nell’Universo Cinematografico Marvel raggiunge una tappa cruciale tra magia, Multiverso e una vagonata di nostalgia che riporta sul grande schermo volti familiari e vecchi amici che è sempre una gran piacere ritrovare. Marvel e Sony con Spider-Man: No Way Home portano sullo schermo il miglior Spider-Man di sempre, obiettivo non semplice da raggiungere dopo l’uscita del capolavoro d’animazione premio Oscar Spider-Man: Un nuovo universo che ha aperto la strada al Multiverso nell’UCM.

2. Dune

A 37 anni dal controverso ma suggestivo adattamento di David Linch datato 1984, il Dune di Frank Herbert, in pratica “Il signore degli anelli” della fantascienza, torna sul grande schermo in gran spolvero con una confezione visivamente impeccabile che farà la gioia dei patiti della fantascienza classica, ma con un occhio rivolto ad una potenziale nuova generazione di spettatori. Dopo il sorprendente Blade Runner 2049, il regista Denis Villeneuve mette mano al classico di Herbert, omaggia il film di Linch ma ne smussa il lato dark e svicola dalle suggestioni horror a favore di una coinvolgente narrazione d’ampio respiro.

3. Encanto

Dopo gli scenari fantasy di Raya e l’ultimo drago, musica e canzoni tornano al centro del nuovo “incantevole” film d’animazione Disney, Encanto fruisce di meravigliose canzoni ad opera del Lin-Manuel Miranda dell’acclamato musical Hamilton, di una graziosa e irresistibile protagonista, prima principessa Disney munita di occhiali e dell’elemento “famiglia” come cuore pulsante del vivere quotidiano, ma senza retorica e affrontato con tutte le problematiche del caso. L’elemento magico nel nuovo film Disney diventa veicolo di accettazione, incontro fra generazioni e una gamma di emozioni tutte da provare tra risate e momenti commoventi in un mix adatto a grandi e piccini.

4. The Suicide Squad – Missione Suicida

James Gunn rimette mano alla Suicide Squad dell’Universo Esteso DC, dopo il sin troppo vituperato film del 2016 di David Ayer. Il risultato è quello di un Guardiani della galassia politicamente scorretto, con Gunn che mantiene un paio di personaggi dell’originale, sceglie un manipolo di nuovi e misconosciuti freaks dei fumetti e mette in scena un audace e spiazzante massacro nei primi minuti del film. The Suicide Squad – Missione Suicida regala nuovo slancio creativo ad un UEDC in debito di ossigeno e permette a Gunn di mostrare il suo lato più dark e horror che abbiamo potuto apprezzare in Slither e nel folle Super – Attento crimine!!!, senza dimenticare le sceneggiature di Tromeo and Juliet e del remake L’alba dei morti viventi, radici horror che Gunn condivide con altri due grandi registi, l’americano Sam Raimi e il neozelandese Peter Jackson.

5. Don’t Look Up

Criticato dall’immancabile snob di turno per il suo essere troppo “mainstream”, il Don’t Look Up di Adam McKay è invece una feroce e riuscita satira travestita da popcorn-movie, uno sberleffo ai tempi moderni che invece che limitarsi alla politica, come farebbe un Michael Moore che è principalmente un documentarista, mette alla berlina i social media da alcuni aspramente criticati per la moltitudine di “fake news” e di ciarlieri che producono, mentre per altri rappresentanti il simbolo della vera libertà, quella di far parlare chiunque di qualunque cosa, ma come si suol dire la verità sta nel mezzo proprio come il film di Adam McKay che prima di tutto intende intrattenere e bisogna ammettere che ci riesce benissimo.

6. Ghostbusters: Legacy

Il sequel di Jason Reitman è un esempio di come si riesca a omaggiare un classico degli anni ottanta con un occhio al futuro, ma un piede ben piantato nel passato. Per fare ciò c’è bisogno di avere un minimo di connessione emotiva con il materiale originale, così da poterne cogliere suggestioni e punti di forza; avere il coraggio di approcciare un film di culto senza snaturarne lo spirito e ridurlo ad una infantile parodia (ogni riferimento al reboot di Paul Feig non è puramente casuale) e avere un  minimo rispetto per i fan di lunga data degli Acchiappafantasmi, che non sono la critica ne tanto meno i fan dell’ultima ora. Ghostbusters: Legacy è il film che i fan volevano, in grado di chiudere un’epoca e aprirne un’altra, vedremo cosa ci riserverà il futuro.

7. Ultima Notte a Soho

Edgar Wright è un vero talento, di quelli in grado di maneggiare i generi cinematografici miscelandoli in un “melting pot” a mezza via tra la parodia e il sentito omaggio. Dopo averci regalato la “Trilogia del cornetto” con Shaun of the Dead, la parodia definitiva del genere zombie, e più recentemente il musical-rocambolesco Baby Driver, Wright si è cimentato con il thriller psicologico a tinte horror degli anni settanta. Con Ultima Notte a Soho Wright mette in scena un inusuale viaggio indietro nel tempo condito da evocativi tocchi visivi e suggestivi tributi all’epoca d’oro dei thriller italiani, vedi i primi lavori di Dario Argento e classici come Venezia… un dicembre rosso shocking.

8. Il potere del cane

Ritorno in gran spolvero per la regista di Lezioni di piano, Jane Campion torna dietro la macchina da presa a 12 anni dal biopic Bright Star e può contare su un cast di altissimo profilo guidato da uno dei migliori talenti su piazza, il britannico Benedict Cumberbatch. Lanciato dalla serie tv Sherlock, Cumberbatch è qui alle prese con un personaggio intenso e contorto che si muove sul filo dell’ambiguità, un mix che Cumberbatch approccia con la sua consueta vis tra il carismatico e il repulsivo, un interpretazione in odore di Oscar dopo la candidatura ai Golden Globes.

9. E’ stata la mano di Dio

Dopo il suggestivo La grande bellezza in cui Paolo Sorrentino narrava Roma attraverso immagini suggestive e personaggi sul filo del grottesco, il regista partenopeo firma la sua decima regia tornando alle sue origini e alla sua Napoli, quella della sua giovinezza e del Napoli di Maradona. Sorrentino riesce a farci rivivere un  passato prossimo attraverso lo sguardo di un ragazzo che sogna di fare cinema e nel frattempo affronta la vita di tutti i giorni fatta di lutti, primi innamoramenti, stroncanti delusioni e la capacità di guardare alla vita con gli occhi di un ragazzo che si affaccia alla vita adulta. E’ stata la mano di Dio conferma Sorrentino come grande regista e in questo caso anche narratore di un racconto di formazione che parla schietto allo spettatore senza sofismi, ma con l’impatto emotivo che solo la memoria e i ricordi possono trasmettere.

10. No Time To Die

Il canto del cigno di Daniel Craig nei panni di James Bond è un sentito e coinvolgente ritorno al passato che rivela grande indecisione per il futuro del franchise, ma regala ai fan uno dei migliori 007 di Craig subito dietro a Skyfall. No Time To Die dimostra quanto lo stile e la classe dell’originale e iconico 007 di Sean Connery siano ancora materia prima da immaginario; il Bond iper-citazionista diretto da Cary Fukunaga contiene una infinita serie di rimandi alle origini del franchise che faranno la gioia dei fan di lunga data della serie cinematografica di 007, l’epilogo amaro ma prevedibile lascia aperte una serie di possibilità per un proseguo della serie, tra cui una donna 007, la figlia di Bond?.