B-Movie all’italiana, recensione: Zombi 2 di Lucio Fulci

Recensione, curiosità e tutto quello che c’è da sapere sul cult horror “Zombi 2” diretto nel 1979 dal regista Lucio Fulci.

Secondo appuntamento con la rubrica “B-Movie all’italiana”, stavolta ripeschiamo un classico del maestro Lucio Fulci, il cult Zombi 2 uscito nel 1979 sulla scia del successo di Zombi (1978). Il film di Fulci si distingue dal sequel di George A. Romero per un ritorno del genere “morti viventi” alle sue radici legate ad Haiti e al Vudù.

Nonostante le polemiche legate al titolo e al tentativo di sfruttare il sequel “Zombi” di Romero, è evidente che “Zombi 2” è un film che viaggia in solitaria esplorando un immaginario dei morti viventi legato al vudù, e non appena si approda sull’isola maledetta che diventa scenario di un apocalisse scatenata da un contagio zombie di stampo caraibico, il look incartapecorito e decomposto dei morti viventi e un paio di sequenze cult, l’occhio trafitto e squalo vs zombie che approfondiremo più avanti, nulla c’entrano con la denuncia sul moderno consumismo del film di Romero ambientato in un centro commerciale. “Zombi 2” è un film unico, così unico che il sequel Zombi 3 si allontanerà a grandi passi dall’originale e dovranno trascorrere quasi dieci anni prima che qualcuno ripercorra le origini vudù dei morti viventi; sarà infatti il compianto Wes Craven che nel 1988 con Il serpente e l’arcobaleno, ispirato all’omonimo saggio dell’etnobotanico Wade Davis, porterà sullo schermo un’altra pellicola che coinvolge la leggenda dei morti viventi haitiani.

“Zombi 2” racconta la storia di un’isola caraibica maledetta dal vudù i cui residenti morti risorgono come zombie per attaccare i vivi. La figlia di uno scienziato si reca sull’isola dopo che l’imbarcazione di suo padre viene ritrovata abbandonata a New York. Filmato con un budget di 410 milioni di lire, il film che per il gore e la violenza ha incontrato problemi con la censura, in particolare il Regno Unito ha bandito la pellicola, all’epoca incassò molto bene e con il trascorrere degli anni si è guadagnato lo status di cult.

La creazione del film

“Zombi 2” nasce come sequel di “Zombi”, una versione europea rimontata da Dario Argento, con una nuova colonna sonora dei Goblin, del film Dawn of the Dead (1978) di George A. Romero. Dopo il grande successo in Italia dello “Zombi” di Romero, il produttore Fabrizio De Angelis da luce verde al film contattando in primis Enzo G. Castellari, specialista in film d’azione e avventura, che però rifiuta poiché poco avvezzo al genere horror, ma suggerisce il suo amico Lucio Fulci come possibile sostituto. Fulci venne infine scelto da De Angelis grazie all’impatto visivo di alcune scene violente nei suoi film precedenti Sette note in nero e Non si sevizia un paperino. Fulci ha sempre dichiarato che quando accettò di girare il film non era conoscenza del titolo scelto dai produttori e che intendesse sfruttare il successo dello “Zombi” di Romero, ribadendo in più occasioni ai fan che “Zombi 2” non era un sequel ma che era il suo film. Fulci in seguito fu sollevato nello scoprire che il vero titolo del film, “Zombie”, era stato mantenuto per la versione americana.

“Zombi 2” è naturalmente nato sulla scia del film di Romero, che solo in Italia si chiamò Zombi. Il mio film però è completamente diverso da quello di Romero. Lui ha fatto un film sociale, io ho fatto un film più avventuroso, e soprattutto ho ricondotto la figura del morto vivente ai riti vudù cui naturalmente appartiene. Non credo di aver copiato. Se i critici visionassero entrambi i film si renderebbero conto da soli dell’assurdità di tali affermazioni. [Lucio Fulci]

Lo sceneggiatore Dardano Sacchetti, che aveva già lavorato con Fulci per “Sette note in nero”, parlando della sceneggiatura di “Zombi 2”, originariamente scritta con il titolo Nightmare Island, ha dichiarato di essersi ispirato a classici come L’isola del dottor Moreau e che voleva tornare ai “classici racconti di zombie” come Ho camminato con uno zombi (1943), L’isola stregata degli zombie (1957) e L’ombra che cammina (1936), l’idea era di riportare il genere zombie alle sue radici caraibiche e vudù. Purtroppo lo sceneggiatore Dardano Sacchetti in seguito decise di togliere il suo nome dai titoli di coda del film a causa della morte di suo padre avvenuta durante la pre-produzione. A causa della sua perdita, Sacchetti si sentiva a disagio ad essere collegato a un film sui morti che tornano ad una parvenza di vita per poi essere distrutti. Sacchetti ha iniziato a lavorare su questa sceneggiatura nel luglio 1978, prima che fosse opzionata dalla società di Angelis, la Variety Films, a dicembre dello stesso anno e rielaborata come “Zombi 2”. Come unica sceneggiatrice del film venne così accreditata Elisa Briganti (La banda del trucido), moglie di Sacchetti e collaboratrice di Fulci anche per Quella villa accanto al cimitero, Manhattan Baby e I guerrieri dell’anno 2072.

Le riprese di “Zombi 2”

La produzione di “Zombi 2” si è svolta nei mesi di giugno e luglio 1979 con le riprese che si sono tenute in Italia (Latina), New York e Santo Domingo. Protagonisti del film Tisa Farrow, la sorella di Mia Farrow che aveva già lavorato con Fulci in Manhattan Baby e che in seguito reciterà nel famigerato Antropophagus di Joe D’Amato; l’attore inglese Ian McCulloch noto per la serie tv I sopravvissuti e che in seguito ritroveremo nello Zombi Holocaust di Marino Girolami e in Contamination – Alien arriva sulla Terra di Luigi Cozzi, e il veterano Richard Johnson (Gli invasati, La mano che uccide) reduce dal set de L’isola degli uomini pesce di Sergio Martino. Il cast include anche Al Cliver (Anno 2020 – I gladiatori del futuro) che tornerà a collaborare con Fulci in …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà e le attrici Olga Karlatos (Murderock – Uccide a passo di danza), Auretta Gay (Ombre) e Stefania D’Amario (Incubo sulla città contaminata).

Fu solo durante le riprese della sequenza subacquea che Fulci scoprì che Auretta Gay non sapeva nuotare. Furono fatti vari tentativi per aiutarla, tra cui l’intervento di un istruttore di nuoto, ma quello che un Fulci irritato ottenne fu il quasi annegamento della Guy, salvata in extremis dall’istruttore e 14 punti di sutura per l’attore Al Cliver che tuffatosi in soccorso di Guy colpì la bombola d’ossigeno indossata dall’attrice.

Zombi 2 non ha avuto la migliore delle sceneggiature, ma Richard [ha dato] autorità e colore a ogni scena. Nella sequenza in cui guidava in una Land Rover ha improvvisato in modo così lirico e poetico che mi ha ricordato i miei giorni con la Royal Shakespeare Company. [Ian McCulloch parlando del suo collega Richard Johnson]

Gli effetti speciali

Gli zombie in questo film sono stati modellati per assomigliare alle leggende vudù originali dei morti viventi dalle leggende haitiane e caraibiche di persone presumibilmente resuscitate dalla morte. In contrasto con gli zombie visti nello “Zombi” di Romero e altri film di zombie, quasi tutti i morti viventi di Fulci presentano una colorazione diversa e un look “decomposto” che li contraddistingue. Gli effetti del trucco sono stati realizzati dal famoso truccatore italiano Giannetto De Rossi (Conan il distruttore, Dune, Rambo III) che tornerà a collaborare con Fulci anche per “E tu vivrai nel terrore – L’aldilà” e “Quella villa accanto al cimitero”. Il trucco per gli zombie è stato “incrostato” in più fasi con l’ausilio di un mix di creta e lattice e Lucio Fulci, il regista, ha sempre definito le comparse “vasi di fiori che camminano”.

Un paio di scene hanno reso famigerato e memorabile “Zombi 2”, la prima è quella che vede l’occhio di Olga Karlatos trapassato da una scheggia di legno, sequenza riproposta da Fulci in “…E tu vivrai nel terrore! L’aldilà” e in “Lo squartatore di New York”, l’altra è naturalmente la scena di lotta subacquea tra lo zombie e lo squalo ideata dal produttore Ugo Tucci e girata da Giannetto De Rossi all’insaputa di Fulci. Dal momento che all’epoca non esisteva la CGI e la produzione non aveva il budget per l’animatronica, per la famigerata scena venne utilizzato un vero squalo tigre. In origine doveva essere René Cardona Jr. ad interpretare lo zombie subacqueo, ma si ammalò all’ultimo minuto e venne sostituito da Ramón Bravo, un locale addestratore di squali. Lo squalo tigre è una delle specie di squali più pericolose esistenti, quindi Bravo diede da mangiare allo squalo prima delle riprese per poi sedarlo onde renderlo il più inoffensivo possibile.

Altre curiosità sulla produzione

  • Durante le riprese in esterni a New York City, il Capitano Haggerty, che interpreta il grande zombie calvo che attacca la pattuglia del porto all’inizio del film, è entrato nel CBGB (un minuscolo bar Bowery che all’epoca era un fiorente locale punk rock), ma a causa degli oltraggiosi stili punk di quei tempi degli altri frequentatori del bar, è stato malapena notato, anche il barista non gli prestò molta attenzione, se non un fugace sguardo.
  • Nonostante si chiami “Zombi 2”, il film non è un sequel e non è collegato a nessun film precedente. Quando Dawn of the Dead (1978) di George Romero uscì in Italia con il titolo “Zombi”, questo film fu ribattezzato “Zombi 2” per cavalcare il successo dell’americano film. Questa scelta venne presa dallo studio senza il permesso del regista Lucio Fulci che non ne era a conoscenza; per questo il regista ha spesso ribadito ai fan che questo non era un sequel e che era il suo film. Fulci fu sollevato nello scoprire che il vero titolo del film “Zombie” era stato mantenuto nella versione americana.
  • La scena dell’ufficio del giornale è stata girata in un edificio per uffici occupato, e ad un certo punto il cast e la troupe hanno inavvertitamente interrotto un incontro tenuto da Rupert Murdoch, che arrabbiato per l’intrusione li ha cacciati via.
  • Come mostrato nei trailer prima dell’uscita del film, i “sacchetti per il vomito” delle compagnie aeree sono stati distribuiti agli spettatori del cinema a causa della quantità insolitamente elevata di violenza e sangue per un film horror di quel tempo.
  • Il film è stato scritto prima che Zombi / Dawn of the Dead (1978) uscisse in Italia, come thriller d’azione/avventura senza alcun legame con i film di George A. Romero. Le scene di apertura e chiusura (che si svolgono a New York) sono state aggiunte alla sceneggiatura in seguito quando i produttori volevano sfruttare il successo di “Zombi”.
  • Come molti film horror italiani dell’epoca, metà del cast parlava solo inglese e l’altra metà solo italiano. Molti film italiani prodotti per la distribuzione internazionale giravano senza sonoro e registravano in studio diverse tracce di dialogo in diverse lingue per la successiva sovraincisione. gli attori parlano un numero di lingue diverse (o alcuni parlano foneticamente una lingua non nativa), il doppiaggio in tutte le versioni del film non è sincronizzato al 100%. Ian McCulloch, Tisa Farrow, Olga Karlatos e Stefania D’Amario facevano parte del cast principale di lingua inglese, mentre Al Cliver, Auretta Gay e Dakar facevano parte del cast principale di lingua italiana.
  • Quando è stato presentato per la prima volta alla BBFC nel 1980, il film ha subito il massimo divieto ai minori con un taglio di 1 minuto e 46 secondi. In seguito con il Video Recordings Act, è stato bandito nel 1984 come “video osceno”. Nel 1992 stato rimosso dall’elenco di film non proiettabili e l’uscita cinematografica originale è stata riclassificata nel 1992 con un divieto ai minori di 18 anni. Nel 1999 la pellicola è stata nuovamente valutata dalla censura con solo 23 secondi di tagli e un divieto ai minori di 18 anni. Infine nel 2005 è stato rilasciata una versione di 91 minuti senza tagli (uncut) con un divieto ai minori di 18 anni.
  • I poliziotti della pattuglia del porto erano in realtà poliziotti fuori servizio, con il vantaggio che non erano necessari costumi poiché portavano le proprie uniformi.
  • Molti degli attori che interpretano gli zombie erano in realtà fratelli e sembrano così simili che alcune persone hanno ipotizzato che tutti gli zombie fossero in realtà interpretati da un’unica persona.
  • Secondo la troupe di produzione scene di zombie che escono dall’acqua a New York sono state girate ma non sono mai arrivate ​​al montaggio finale.
  • Ian McCulloch è stato scelto come Peter West grazie alla sua interpretazione nella serie tv Survivors (1975-1977) che è stata un enorme successo in Italia, dove era conosciuta come I Sopravvissuti.
  • Questo film è citato direttamente nella commedia di successo Facciamola finita del 2013. Il personaggio di Jay Baruchel in quest’ultimo indossa una maglietta “Zombie vs. Shark” per tutto il film. Inoltre In Scuola di mostri del 1987 è presente un poster del film e nella commedia horror Warm Bodies appare un Blu-ray del film.
  • Il cognome dell’anziano amico ferito del dottor Menard, Fritz, è Briggs, ma non viene mai menzionato nel film.
  • Richard Johnson ha riscritto tutti i suoi dialoghi nel film.
  • Il regista Lucio Fulci appare nel film in un cameo: è il caporedattore nella scena dell’ufficio del giornale di New York.
  • Quando è stata girata la scena finale degli zombie che attraversano il ponte di Brooklyn, quel giorno faceva freddo e piovigginava e le comparse che interpretavano gli zombie dovevano evitare di tremare. Inoltre, il sangue finto conteneva dell’ammoniaca per impedirgli di cambiare colore. Quando gocciolava nelle bocche degli attori, lo sputavano fuori quando le macchine da presa smettevano di girare. Tutte le comparse che interpretavano gli zombie nelle scene di New York erano persone del posto che venivano pagate 40$ al giorno con due banconote da 20$. Il regista Lucio Fulci, parlava pochissimo inglese, la sua unica indicazione per le comparse zombie di New York era “”like…ah…this!””
  • Orde di morti viventi s’imbattono nel ponte di Brooklyn alla fine del film. Sebbene sia stato dichiarato lo stato di emergenza nazionale e la stazione radio locale sia stata invasa dagli zombie, il traffico sottostante scorre ancora liberamente in entrambe le direzioni. Per vincoli di budget non c’erano abbastanza soldi per fermare il traffico sul ponte.
  • Il film ha fruito di un sequel Zombi 3 di cui Lucio Fulci girò poco più di un’ora e che Bruno Mattei e Claudio Fragasso portarono a termine. Fulci abbandonò il set per alcune controversie con i produttori, ma soprattutto per la malattia che non gli permise di proseguire.

La colonna sonora

  • Le musiche originali del film sono di Fabrizio Frizzi (Paura nella città dei morti viventi, Assassinio al cimitero etrusco) alla sua terza collaborazione con Lucio Fulci dopo “Sette note in nero” e “Sella d’argento”. Fulci e Frizzi torneranno a collaborare per “…E tu vivrai nel terrore! L’aldilà” e “Manhattan Baby”. Alla colonna sonora hanno collaborato anche il compositore Giorgio Cascio (La banda del trucido) con lo pseudonimo “Giorgio Tucci” e non accreditati Adriano Giordanella (compositore e percussioni) e Maurizio Guarini (Buio Omega, Suspiria, Paura nella città dei morti viventi).
  • Fabio Frizzi sulla collaborazione con Fulci: “Lucio è stato un regista importante nella mia carriera e anche un amico, una persona per la quale nutrivo forti sentimenti”.
  • Il tema musicale principale del film è un remix del tema della colonna sonora di Godzilla il re dei mostri del 1977 (comunemente noto come Cozzilla). Il tema di “Cozzilla” stesso era un remix della canzone “Prayer for Peace”, dalla colonna sonora del film originale giapponese.
  • Il lavoro di Frizzi su “Zombi 2” – in particolare la traccia “Seq. 6”, la sequenza composta per la scena dell’occhio trafitto – è stata ispirata dalla melodia della canzone dei Beatles “A Day in the Life” del 1967. Altrove nella colonna sonora, Frizzi ha incluso spunti musicali caraibici, che ha notato avevano lo scopo di “ingannare piacevolmente” il pubblico.
  • La colonna sonora include il brano “There’s No Matter” di Fabio Frizzi, Franco Bixio, Vince Tempera e Vittorio Pezzolla interpretata da Linda Lee.

TRACK LISTINGS:

SIDE 1

1. Seq. 1
2. Seq. 2
3. Seq. 3
4. Seq. 4

SIDE 2

5. Seq. 5
6. Seq. 6
7. Seq. 7
8. Seq. 8