Teeth arriva in Italia: sarà intitolato Denti

Teeth - Denti: il mito della vagina dentata

Cineblog è lieto di comunicarvi che la commedia horror Teeth arriva in Italia il 18 luglio distribuita dalla MediaFilm. E gioite gioite, il titolo sarà semplicemente Denti e non, come avevamo temuto, Se me lo mordi ti sposo.

Non sapete di cosa parla Denti? Presto detto. Dawn (una splendida Jess Weixler) è una liceale come tante. Cioè, più o meno. Perché un giorno scopre che la sua vagina ha... i denti. Eh già. E se alle prime Dawn è terrorizzata poi scoprirà che ha un potere niente male.

Dirige Mitchell Lichtenstein, nel cast anche John Hensley, Josh Pais e Hale Appleman. Dopo il salto trovate le foto, le dichiarazioni del regista e alcune curiosità sul film (come se non fosse curioso già di suo...)

Teeth - Denti: il mito della vagina dentata
Teeth - Denti: il mito della vagina dentata
Teeth - Denti: il mito della vagina dentata
Teeth - Denti: il mito della vagina dentata

Note di produzione
La mia intenzione non era quella di prendere in giro i gruppi a favore della castità, anche se lo zelo e la convinzione di Dawn e dei suoi amici potrebbero apparire divertenti ai “non credenti”. Non ho nulla contro queste associazioni, finché non pregiudicano la conoscenza dei giovani. Dall’altra parte, i ragazzi che vi aderiscono hanno rapporti sessuali molto più tardi rispetto alla media.

In tutta America si trovano molto scuole che ospitano e fiancheggiano questi gruppi, molto simili a quello che vediamo in DENTI. Il governo stesso stanzia circa 100 milioni di dollari per i programmi di astinenza sessuale. È una conseguenza diretta ai movimenti degli anni ’80 a supporto dei valori della famiglia.

Horror e Gore
DENTI non è solamente un horror. Fin da piccolo io amavo i film di fantascienza anni ’50, che hanno influenzato le mie produzioni. Non mi sono mai piaciute le storie in cui le donne erano unicamente vittime. Ho fatto intenzionalmente in modo che Dawn rimanesse “pura”, non fosse macchiata da sangue, mai veramente violata. Se non vi coprirete gli occhi, assisterete anche ad alcune evirazioni.

Humor
Anche nei momenti più terribili, credo e spero che tutti si possano fare una risata durante il film. Anche se ho messo in scena l’immagine esplicita della ginofobia, spero risulti chiaro che ho preso in giro il mito della vagina dentata. La talentuosa costumista Rita Ryack, mi ha aiutato molto a perseguire questo intento umoristico, accentuando il moralismo del centro in cui si ritrovano Dawn ed i suoi amici.

Origini e metafore
La prima volta che ho sentito parlare del mito della vagina dentata, è stato durante una lezione di letteratura. Da allora ho notato quante volte questo mito sia stato utilizzato metaforicamente in molti horror e science-fiction.

Molte donne possono essere viste come rappresentazione della vagina dentata, essa stessa metafora della paura maschile verso la donna. Queste storie però erano sempre come una sorta di “orpello” alla metafora stessa, con la conseguenza che non si arrivava ad una soluzione del problema e che venivano continuamente attribuite alle donne caratteristiche mostruose. Spero che DENTI spogli la metafora della vagina dentata da tutto il superfluo da cui è stato contaminato, affrontandolo direttamente senza tabù.

Riuscite a dire “vagina”?
Credo che solo 10 anni fa fare un film del genere non fosse possibile. Vagina è una parola che ancora molte persone si sentono in imbarazzo a pronunciare ad alta voce. C’è da notare inoltre che nel mondo della cinematografia, prevalentemente maschile, non ci sono molti uomini entusiasti nel rappresentare una vicenda in cui si vede cosa succede incontrando una vagina dentata. Trattando questo argomento è anche molto facile essere tacciati di misoginia o sessismo.

Dawn è la prima
Probabilmente il problema più difficile nel creare il personaggio di Dawn è stato quello di pensare come giustificare questa sua condizione. Non è stato semplice scegliere. Come tributo ai film che da piccolo amavo così tanto, ho pensato che avrei potuto giustificare la condizione di Dawn come una conseguenza ad una esposizione a radiazioni, causate dalla centrale nucleare situata nella zona dove è nata e cresciuta.

Sarebbe stato anche molto interessante far scaturire questa condizione da una sorta di modificazione anatomica per adattarsi e potersi difendere dopo secoli di repressione e violenza nei confronti delle donne. Nonostante ciò che si dice la violenza verso le donne esiste ancora, ed è spesso molto radicata. Così Dawn potrebbe essere l’esempio di un adattamento naturale a questo mondo dominato essenzialmente dagli uomini. Ad ogni modo, comunque sia successo, Dawn è la prima.

DICHIARAZIONI DEL REGISTA
Durante le ricerche, la scrittura e la realizzazione di DENTI, un’idea non ci ha mai abbandonato: il mito della vagina dentata in verità dice poco riguardo le donne, e molto di più riguardo gli uomini.

È anche incredibile come una nozione così assurda resti ancora un tabù. Nelle tante culture in cui il mito ancora esiste, il nucleo centrale della storia è sempre lo stesso: un eroe deve conquistare la donna con la vagina dentata. Ho voluto ribaltare questa storia e rendere l’innocente teenager Dawn l’eroina. Così DENTI è una sorta di fantasia femminile di vendetta che racconta di una ragazza apparentemente normale che scopre invece di avere un potere sovrumano.

Nonostante sia l’immagine misogina e vaginofobica più basilare, spero sia chiaro che in DENTI ho voluto prendermi gioco del mito. E ho voluto anche raccontare le radici del mito: la paura dell’uomo.

Poiché d’abitudine le storie spaventose hanno a che fare con paure primitive, immagino che alcune persone possano vederlo come una sorta di strano film horror. Ma odio i film in cui le donne sono semplicemente rese vittime. Ho deliberatamente voluto che le mani della mia eroina non si sporcassero di sangue. Rimane pura, mai presa dai suoi aggressori, mai veramente violata. Detto questo, credo comunque che ci saranno alcune scene che soddisferanno i fan del gore. E anche nei suoi momenti più orribili, spero che il film possa regalare a tutti qualche risata.

COMING OF AGE
Quando decisi di ricreare un vero caso di vagina dentata, ho subito capito che c’erano molte cose da considerare, diverse scelte da fare. Una cosa era certa: non volevo che Dawn, la mia eroina, fosse un mostro. Sapevo anche che mi volevo concentrare sulla sua scoperta di sé. Essenzialmente volevo parlare del processo di crescita di questa ragazza. Il fatto che Dawn fosse vergine era l’elemento centrale tra gli altri. Fare di Dawn un membro di un gruppo di castità permetteva al personaggio di ritardare la scoperta della verità riguardo la sua unicità a livello anatomico. Dawn è stata tenuta lontana dal conoscere il suo corpo – dai suoi insegnanti, dai suoi compagni, dalla società, da se stessa.

L’ETICHETTA D’ORO
Ricordo di aver letto della censura da parte del consiglio scolastico di Lynchburg (Virginia) dell’illustrazione della vagina di una donna all’interno di un testo di biologia del liceo. Il consiglio scolastico permise la rappresentazione del pene, ma condannò il disegno della parte interna della vagina come una violazione del naturale pudore femminile. La cosa più sconvolgente di questa vicenda è che è accaduta nel 2000. Credo che sia medioevale vedere un tale perpetuarsi di malessere, di disgusto, di paura nei confronti dell’anatomia femminile.

Nel corso degli ultimi 25 anni, ci sono stati numerosi altri esempi di ostruzionismo nei confronti dell’educazione sessuale. Il risultato di questo atteggiamento è che i giovani soffrono di ignoranza. In una delle scene svolte in classe in DENTI, accenno anche al dibattito in corso negli Stati Uniti riguardante il concetto di evoluzione insegnato nelle scuole pubbliche, un’altra potenziale minaccia per le giovani menti.

PRIMA DELLA CADUTA
Quando si innamora del bel Tobey, Dawn giunge ad un bivio nel suo sistema di credenze, costruito fino ad allora intorno all’astinenza sessuale. Così parte del film riguarda questa storia d’amore tra adolescenti, la quintessenza del primo amore, che alla fine porta al risveglio della sessualità di Dawn, della sua femminilità e alla verità riguardo la sua unicità a livello anatomico. È un grande momento per Dawn, rimasta fino ad allora al riparo, quello in cui decide di restare fuori da sola con Tobey per la prima volta al lago a nuotare. Questa nozione innocente sembra incredibilmente antiquata in questa epoca di pubblicità infarcita di sesso. Dawn e Tobey sembrano ancora più impacciati nella scena in cui si vedono per la prima volta l’un l’altra in costume da bagno. Ho scelto un’ambientazione naturale veramente idilliaca perchè volevo che Dawn e Tobey sperimentassero un momento “prima della caduta”, una cosa molta all’Adamo ed Eva.

IL POTERE DENTRO
Nelle tante culture in cui il mito ancora esiste, il nucleo centrale della storia è sempre lo stesso: un eroe deve conquistare la donna con la vagina dentata. Ho voluto ribaltare questa storia e rendere Dawn l’eroina. Così DENTI è una sorta di fantasia femminile di vendetta. Dawn è solo una tipica teenager che arriva a scoprire di avere un potere sovrumano.

La disposizione è simile a quelle dei film con supereroi: Dawn usa il suo potere contro i ragazzi “cattivi” che la avvicinano e ottengono poi ciò che meritano. All’inizio Dawn deve attraversare una specie di rifiuto della cosa, la paura di ciò che ha in quella parte del corpo. Alla fine, però, abbraccia l’idea di avere un potere dentro di sé e scopre come ciò la porta ad evolversi.

BRAD
Brad è stato ossessionato dalla sua sorellastra Dawn fin da quando erano piccoli. Il morso del suo dito può essere considerato la sua prima esperienza sessuale, che condiziona il resto della sua vita. Il dolore finisce per divenire una parte del suo linguaggio erotico, sia inflitto alla sua ragazza Melanie, che auto-inflitto attraverso tatuaggi o piercing. La sua preferenza per il sesso anale è allo stesso modo il risultato di questo spaventoso contatto avuto nell’infanzia con la vagina. Brad diventa sempre più frustrato dalla sua incapacità di possedere Dawn, intensificata da un ricordo represso: cosa c’è tra le sue gambe?

LA PROMESSA
Aveva senso per me che Dawn facesse parte di un gruppo di castità come quello finzionale chiamato “La Promessa”, per aiutare il suo subconscio ritardo nella consapevolezza di avere la vagina dentata. Inoltre, vivere intorno alle vibrazioni sessuali spaventose emanate dal fratellastro Brad l’ha probabilmente allontanata dal sesso in qualche modo. Così Dawn trova sicurezza nel gruppo, e sollievo dai suoi problemi a casa con la sua madre malata. È anche il posto dove Dawn emerge come brillante oratrice nella sua lotta per censurare tutto ciò che si riferisce alla sessualità.

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Grazie a Silvia Casiraghi della Mediafilm per il materiale fornito.

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