Logo Blogo

Miracolo a Sant'Anna: Recensione in Anteprima

Pubblicato: 30 set 2008 da dr. apocalypse

Commenti dei lettori

Miracolo a Sant’Anna ( Miracle at St. Anna, Usa, 2008 ) di Spike Lee; con Derek Luke, Michael Ealy, Laz Alonso, Omar Benson Miller, Matteo Sciabordi, John Leguizamo, Joseph Gordon-Levitt, Valentina Cervi, Pierfrancesco Favino, John Turturro, Chiara Francini, Omero Antonutti.

Il 12 agosto del 1944 tre reparti della XVI Divisione SS arrivano a Sant’Anna di Stazzema e massacrano in poche ore 560 civili. La strategia è quella di terrorizzare tutti coloro che fiancheggiano la lotta partigiana. A pochi chilometri da lì 4 soldati neri americani della 92° Divisione ‘Buffalo Soldiers” rimangono bloccati in un piccolo paese, dopo aver rischiato la vita per salvare un bambino. Qui, tra gli impauriti abitanti del paese, un gruppo di partigiani e l’innocente forza del piccolo, i quattro soldati scopriranno un’umanità mai toccata con mano nella razzista America, capace di ’scaricare’ il ‘problema nero’ mandando a morire 15,000 soldati di colore, nella speranza che un Miracolo venga a salvarli…

Dopo mesi di polemiche politiche e storiche Spike Lee mostra finalmente la sua ultima attesissima opera. Incentrata sulla brutalità della Seconda Guerra Mondiale, la pellicola miscela al suo interno misticismo, amore, passione e tradimenti, finendo per dare vita ad un prodotto non riuscito, storicamente mal romanzato, ‘furbo’ nel toccare certe corde emotive e al tempo stesso imprudente nel volerne toccare troppe…

Riportare alla luce la strage di Sant’Anna, sconosciuta ai più. Per farlo James McBride nel 2003 ha dato vita al ‘romanzo’ Miracolo a Sant’Anna, best seller rimasto per oltre due anni nella classifica di vendita del New York Times, grazie anche alla capacità di mischiare sapientemente realtà e finzione da parte del suo autore.

La storia di una guerra tra uomini, tra razze, tra bianchi e neri, capace di distruggere dall’interno famiglie intere, una storia di tradimenti e traditori, di coraggio ed amore, di fede e credenze, una storia tanto forte e d’impatto da convincere Spike Lee che andava trasportata al cinema. Nel traslarla da carta a pellicola Lee rimarca ancor di più il problema razziale, ancora così forte in quegli anni di storia americana, disegnando un gruppo di soldati paradossalmente maltrattati in patria e ben accolti in terra straniera. Un gruppo di soldati pronti a dare la vita per un paese che non li vuole, che li maltratta e che risolve il ‘problema nero’ mandando sempre più gente di colore a morire.

Per raccontare tutto ciò il regista newyorkese romanza e non poco la storia, prendendo a pieni mani dallo stratagemma del flashback. Dagli anni 80 si torna a quel maledetto 1944, fino a tornare ai ‘giorni d’oggi’, con i fili del discorso pronti finalmente a riannordarsi. Peccato che nel farlo Lee si perda maledattamente, dando vita ad un lunghissimo polpettone che troppi temi vorrebbe trattare, finendo per trattarne male molti.

La Seconda Guerra Mondiale viene portata sul grande schermo con un mare di luoghi comuni tipicamente americani. I nazisti visti quasi tutti come cattivissimi, e sottolineati ogni volta da una fastidiosissima e quasi parodistica colonna sonora, gli italiani come stupidi ed eterni provincialotti, capaci di accontentarsi di un semplice pezzo di cioccolato o di una Camel, le donne italiane come ‘accaldate’ femmine da accontentare, nell’attesa che tornino i mariti dal fronte, e i bambini identici all’indimenticabile bimbo de La vita è Bella, che a quanto pare ha fatto scuola addirittura nel vestiario.

Inspiegabili le 2 ore e 22 minuti di pellicola, troppo troppo lunga, così come alcune scene, incredibilmente, in senso negativo, dirette dal grande regista newyorkese, forse mai così banale e approssimativo. Di innovativo nel rappresentare la Guerra c’è poco o nulla. La bella fotografia ricorda troppo Spielberg ed Eastwood, con le scene di battaglia che invece sono infinitamente meno sontuose e verosimili, se non addirittura ‘minimaliste’, mentre la rappresentazione della morte tocca livelli quasi ridicoli. Che qualcuno spieghi a Spike Lee come si accascia un corpo che perde vita, perché c’è la netta sensazione che ancora oggi non lo abbia del tutto capito…

Storicamente parlando, poi, il film è facilmente attaccabile. Un partigiano traditore viene disegnato come il responsabile indiretto della strage di Sant’Anna. Proprio per colpa dei partigiani i nazisti sarebbero arrivati a massacrare 560 civili quel lontano 12 agosto del 1944. Questa è la motivazione data da McBride ad una strage che ancora oggi non ha spiegazioni certe. Ma non è certamente questa la sede adatta per poter discutere di una ‘visione dei fatti’ simile, considerando che stiamo parlando di un prodotto cinematografico, tra l’altro di pura fiction.

Il film è purtroppo attaccabile anche, se non soprattutto, dal punto di vista registico e di scrittura. Inspiegabile il titolo, visto che il Miracolo annunciato avviene nel finale, e non a Sant’Anna, la pellicola tocca comunque le corde dell’emotività com’è ovvio che accada. Il tema trattato è talmente delicato che sarebbe impossibile non riuscire a suscitare emozioni, che il film suscita, e questo è innegabile, grazie però a banali epedienti tecnici, vedi i costanti rallenty, e di scrittura, come il telefonato e ‘carrambato’ finale.

A mente fredda, con la fase emotiva superata, l’aspetto critico non può non arrivare a sottolineare difetti e mancanze a dir poco palesi. Promosso l’intero cast, compresa la ricca e folta ‘troupe italiana’, a partire dall’ormai onnipresente Favino, intenso e carismatico, la tanto apprezzata all’estero quanto snobbata in Italia Valentina Cervi, il piccolo Matteo Sciabordi, per la prima volta sullo schermo, e il bravissimo Omero Antonutti, irriducibile fascio fino alla fine.

La sensazione che rimane è un sonoro pugno nello stomaco, per aver rivissuto in parte una vicenda tanto drammatica quanto tragica, accompagnato da una cocente delusione dal punto di vista prettamente cinematografico, viste le premesse iniziali e le indiscusse qualità di Spike Lee, probabilmente rimaste a New York e mai seriamente imbarcate per l’Italia.

Voto Federico:4,5
Voto Gabriele: 2

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 4 su 5)
condividi condividi
24 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di Angelicarguta

    Angelicarguta

    30 set 2008 - 12:17 - #1
    0 punti
    Up Down

    Al di là di giudizi vari e commenti tecnici riguardo il film,a me il genere piace per cui andrò a vederlo;a dopo le considerazioni.
    Spero solo non cada nella banalità e nel solito modo di impostare un film dove alla base c è la guerra.

  • Profilo di Trelkovski

    Trelkovski

    30 set 2008 - 12:31 - #2
    -1 punto
    Up Down

    Questo film lo vedrò sicuramente. Il botta-risposta tra Clint Eastwood e Spike Lee mi ha divertito. Il dittico di Eastwood è notevole e ho trovato le osservazioni di Lee piuttosto sempliciotte e poco attente (oltre che sempre le stesse: che si parli di guerra o di gelatai, se non c’è un afro-americano te lo trovi intorno…).

    Spike Lee mi ha colpito con “Inside Man” e ho sperato che la sua riflessione potesse da quel film partire verso lidi di maggior respiro tematico…

  • Coxinator

    30 set 2008 - 12:49 - #3
    0 punti
    Up Down

    No, che peccato, lo guarderò comunque perchè il periodo mi affascina e seguo un pò di tutto al riguardo.

  • Profilo di aronozky

    aronozky

    30 set 2008 - 12:55 - #4
    0 punti
    Up Down

    mi sono espresso compiutamente sull’argomento diverse volte, quindi ora non ripeterò quello che penso sul delirio di persecuzione razziale che il miliardario spike lee(che non disdegna di girare pubblicità per le multinazionali “bianche”) porta avanti con vero fastidio da anni.
    vi lascio conquesto,
    http://magazine.libero.it/cinema/generali/ne8728.phtml

  • Profilo di Aten

    Aten

    30 set 2008 - 13:00 - #5
    -3 punti
    Up Down

    Ma riesce a vedere i colori o vede solo in bianco e negro? Ha rotto le p.alle!!!! Peccato perchè il talento ce l’ha e ha fatto anche bei film.

  • Profilo di aronozky

    aronozky

    30 set 2008 - 13:09 - #6
    0 punti
    Up Down

    si, quella 25esima ora che, come ho già ripetuto, dipende forse più dalla fotografia di prieto, dal romanzo di benioff, dalla recitazione di norton, pepper, hoffmann, paquin.
    e nessuno di questi è afroamericano.
    voglio dire che le cose migliori di lee derivano da quelle etnie che lui accusa di esercitare potere e razzismo?
    forse si.

  • EdWood

    30 set 2008 - 14:22 - #7
    0 punti
    Up Down

    Ragazzi premetto che non ho visto il film. Però Spike Lee è uno dei critici più accaniti riguardo alla “questione razziale”, che lui stesso in moltissimi film dipinge come assurda (fà la cosa giusta, jungle fever, babledoozed e altri). Per non parlare del monologo (spettacolare) di Ed Norton allo specchio nella 25 ora. E’ proprio un critico della intransigenza bianca come di quella nera, del razzismo da entrambe le parti, e per questo è considerato uno dei pochi registi che ancora porta un messaggio forte, una firma evidente sui propri film…

  • AutoreFallito

    30 set 2008 - 14:58 - #8
    1 punto
    Up Down

    Andrò a vederlo!

  • AutoreFallito

    30 set 2008 - 14:59 - #9
    0 punti
    Up Down

    Non andrò a vederlo!

  • AutoreFallito

    30 set 2008 - 14:59 - #10
    0 punti
    Up Down

    Mettete i punti a questi messaggi ORA…!
    :)

  • Profilo di aronozky

    aronozky

    30 set 2008 - 16:09 - #11
    0 punti
    Up Down

    il monologo della 25esima ora è di David Benioff

  • Profilo di Axl138

    Axl138

    30 set 2008 - 17:57 - #12
    0 punti
    Up Down

    non me ne frega niente dei meno, ma io spike lee non lo posso proprio digerire, lui e i suoi film inutili… questo credo possa davvero toccare il fondo della sua filmografia: un argomento che nn conosce, trama mezza inventata, regia (sembra leggendo la recensione) banale…e oltretutto i film “di guerra” mi fanno schifo… per nn parlare di questa particolare situazione di cui proprio un film mi sembra la cosa piu inutile del mondo… se mi voglio interessare di questi argomenti lo faccio sicuramente in altro modo, non guardando un regista fazioso, estremista che tende al ridicolo.. lo boccio anche io (sicuramente a priori) ma mi fa piacere che se ne parli solamente male e che in usa stia facendo flop..

  • Baluba

    30 set 2008 - 19:17 - #13
    0 punti
    Up Down

    Ragazzi, sicuramente questo film è mediocre; ne parlano malissimo ovunque: Spike Lee ha girato film stupendi quali: “la 25°ora” e “Inside MAN” ecc.
    Riguardo la questione razziale il regista probabilmente affronta il problema in maniera eccessiva… MA pensateci… come dargli torto, probilmente suo padre e suono nonno hanno subito molte ingiustizie prima degli anni 70′ mi rifersco alla descriminazione sociale (allora pesantissima) e al kukux clan.

  • Profilo di aronozky

    aronozky

    30 set 2008 - 20:40 - #14
    0 punti
    Up Down

    si, ma non lui, che ha soldi, fama, nome e possibilità al di là di quelle di molti “bianchi sfruttatori”.
    e dai facciamola finita…già all’epoca di inside man disse che il suo film successivo sarebbe stato sul primo giocatore di basket nero della storia dell’NBA…
    è ridicolo e retorico attaccarsi a questo…

  • Profilo di SantoSubito

    SantoSubito

    08 ott 2008 - 17:29 - #15
    1 punto
    Up Down

    Miracolo a sant’anna, miracolo se incasserà una critica positiva da qualsiasi persona con un minimo di intelligenza e amore per la nostra povera italia.
    Questo film, se così si può definire, che per me puo fare concorrenza al massimo a qualche lungometraggio della rai (forse), mi ha fatto arrabbiare moltissimo.
    Oltre al fatto che è proprio fatto male, partendo dalle scene di guerra (poche e scontate), dai dialoghi (Spike secondo me non sa che in italia la lingua ufficiale non è l’inglese), dagli attori (il bambino Angelo in primis) ecc ecc, dipinge l’italia come un paese abitato da beoti contadini (mancava solo il mafioso siciliano con lupara e asinello), da donne assetate di sesso e da partigiani traditori e intellettualmente inferiori a qualsiasi americano.
    Un film talmente intenso che verso metà mi stavo ancora chiedendo come mai il mio sedere fosse ancora incollato alla poltrocina (forse erano gli 8 euro del biglietto più i 13 delle caramelle che mi obbligavano ad essa).
    Fatto sta che sin dalla prima scena ho capito subito che razza di “americanata” fosse sto film e quale sarebbe stato il mio giudizio finale.
    Guardare per credere, magari fra un paio di anni davanti alla tv su Rai 1, dato che il periodo non è dei migliori e otto euro in più in tasca non fanno mai male.

  • Profilo di Trelkovski

    Trelkovski

    08 ott 2008 - 18:20 - #16
    1 punto
    Up Down

    Un brutto film di Spike Lee. Oltre al solito tema raziale, Lee cerca di ampliare la visione sfruttando il genere e parlando di fratellanza, affermando - almeno da quello che io ho capito - che non esiste legame (di sangue, di nazionalità, di etnia) che impedisca il conflitto interiore. Avrebbe potuto ricavarne un bel quadro, capace di scavalcare il genere. Invece il tutto è infarcito di banalità , scene al limite del ridicolo e didascalie imbarazzanti per un autore come Spike Lee.

    Davvero un gran peccato, perché di materiale ce n’era, ma è stato dissipato nella forma finale.

  • Profilo di SantoSubito

    SantoSubito

    08 ott 2008 - 19:29 - #17
    1 punto
    Up Down

    Concordo pienamente con te Trelkovski

  • Profilo di seal

    seal

    13 ott 2008 - 19:21 - #18
    0 punti
    Up Down

    Il film ancora non l’ho visto, però ho visto con piacere lui.
    Persona molto molto disponibile. L’ho beccato su un macchinone nero mentre era fermo a un semaforo di Roma, circondato dalla scorta. L’ho salutato e invece di fare lo strafottete come tanti divetti nazionali, ha fatto un sorriso a trentadue denti e s’e sbracciato per risalutarmi. Bravo spike!!!

  • mattress

    14 gen 2012 - 22:37 - #19
    0 punti
    Up Down

    Heya are using WordPress for your blog platform? I’m new to the blog world but I’m trying to get started and create my own. Do you need any coding expertise to make your own blog? Any help would be greatly appreciated!

  • handyortung

    27 gen 2012 - 22:20 - #20
    0 punti
    Up Down

    Teña en conta que, escribindo a súa empresa a tarxeta debe estar vencellada coa imaxe da empresa e de cor. Porque se non, todo parecerá caótico e confuso para o cliente faría. Facer a escrita dunha forma sinxela e fácil de ler.

  • tools.com

    28 feb 2012 - 11:50 - #21
    0 punti
    Up Down

    Il film è molto buono, mi riferisco a vedere il film ai miei amici. A mio parere, questo film ha un valore storico e dispone di una buona trama in modo che il film nel complesso non è noioso.

  • make money products

    23 mar 2012 - 13:14 - #22
    0 punti
    Up Down

    I appreciate the great delivery you allot in your articles. I’ll bookmark your blog and comprise my readers scan here often.

  • UK Hosting Reviews

    26 apr 2012 - 12:33 - #23
    0 punti
    Up Down

    Hello there! This post couldn’t be written any better! Reading this post reminds me of my old room mate! He always kept talking about this. I will forward this write-up to him. Pretty sure he will have a good read. Thank you for sharing!

  • UK Hosting Reviews

    28 apr 2012 - 09:44 - #24
    0 punti
    Up Down

    Hmmm thanks for this nice and interesting post. But I still do not understand the second part though!