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Revolutionary Road: Recensione in Anteprima

Pubblicato: 15 gen 2009 da dr. apocalypse

Revolutionary Road: Recensione in AnteprimaRevolutionary Road (Revolutionary Road, Usa, 2008) di Sam Mendes; con Leonardo DiCaprio, Kate Winslet, Kathy Bates, Zoe Kazan, Kathryn Hahn, Michael Shannon, Ryan Simpkins, Ty Simpkins.

Siamo nell’America degli anni 50, l’America post seconda Guerra Mondiale, dilaniata dal conformismo e dall’apparente prosperità economica. Qui, nel cuore del paese, a Revolutionary Road, un tipico matrimonio americano, fuori perfetto ed invidiabile dentro dilaniato e pronto ad esplodere, porterà i due protagonisti, marito e moglie, lungo un tragitto fatto di negazioni e di verità, pur di fuggire dal vuoto di speranza della vita

10 anni dopo American Beauty Sam Mendes torna a disegnare la società americana, sferrandogli un altro potentissimo colpo al petto, in un film nuovamente etichettabile come autentico capolavoro. A contribuire in maniera determinante a tutto ciò una sublime Kate Winslet ed un fenomenale Leonardo DiCaprio, ancora una volta talmente bravo da fare paura…

Erano 40 anni che ad Hollywood pensavano di portare sul grande schermo Revolutionary Road, romanzo rivoluzionario partorito nel 1961 da Richard Yates. Un atto d’accusa bello e buono alla società americana degli anni 50, passiva dinanzi al dilagante conformismo, sempre uguale a se stessa ed incapace di vivere la vita.

Tutto questo Yates lo fece andando ad indagare, con la lente d’ingrandimento, un tipico matrimonio dell’epoca, quello tra April e Frank. Una coppia tanto di fantasia quanto incredibilmente reale in quegli anni. Belli, giovani, intelligenti e felicemente anticonformisti. I due si conoscono e si amano da subito, dal primo sorriso scambiato ad una festa.

Sono convinti di essere ’speciali’, diversi da tutti gli altri, destinati a qualcosa di più grande rispetto alla vita che conducono la maggior parte delle pesone che li circondano. Ma presto scopriranno che non è così. Che era pura illusione. Presto anche loro si renderanno conto di esser diventati prede di quella società consumistica che li circonda, esattamente come i propri amici e vicini, da loro sempre visti quasi c0me ‘alieni’.

Quella presunzione iniziale di non essere come gli altri svanisce con gli anni, con i figli da accudire, il ruolo di casalinga disperata ed infelice da sopportare, con la bianca e candida casa acquistata nella provincia americana, a Revolutionary Road, con il mutuo da pagare e con il noioso ed odioso lavoro d’ufficio ereditato direttamente dal proprio padre.

I sogni di un tempo, le passioni e gli ideali di gioventù, svaniscono dinanzi ai fastidiosi e malinconici compromessi della vita quotidiana, portando depressione e frustrazioni di vario tipo. L’unico modo per uscire da questo limbo di apatia sarebbe sterzare, cambiare, prendere e fuggire, per ricominciare da zero, per tornare a sorridere, per tornare a vivere. Parigi è la meta, l’obiettivo da raggiungere, la possibilità di tornare a quei lontani ma incancellabili sogni, annebiati da un’America maschilista e frustrata, da cui fuggire a gambe levate. Peccato che Parigi, proprio quando è ad un passo, si allontani improvvisamente, riportando la i due a distanze siderali l’uno dall’altra…

Emozionante, commovente, potente, tutto questè è Revolutionary Road, nuovo gioiello partorito da quel vero e proprio talento che è Sam Mendes. Aiutato da una sceneggiatura solida come il granito, da una ricostruzione pazzesca dell’epoca e da due attori in stato di grazia, che ostentano un’alchimia fenomenale, impensabile ai tempi del Titanic, Mendes riesce nell’impresa di mantenere i punti cardine del romanzo di Yates, considerato ancora oggi come un autentico pilastro della letteratura americana del XX° secolo.

Tutta la storia ruota attorno a due pazzeschi personaggi, disegnati e scritti in maniera sublime da Justin Haythe. Lui, Frank Wheeler, è un cavallo imbizzarrito dentro il corpo di mediocre impiegato d’ufficio. Laureato e veterano di guerra, da giovane sogna una vita da anticonformista, trovando in April una patner perfetta. Peccato che la sua maggiore paura, ovvero quella di finire come il padre, triste impiegato per oltre 20 anni, si avveri, finendo così nella sua stessa trappola. Ama April alla follia ma è spaventato dalla sua voglia di cambiamento, aggrappandosi alla sua triste e monotona vita con le unghie, finendo per farla inevitabilmente sanguinare.

Lei, April, è l’emblema della donna moderna. E’ eternamente giovane, idealista, trascinata da sogni che la vedono sul palco dei teatri di mezzo mondo, ritrovandosi invece dentro il grembiule di una triste e monotona casalinga. Vive una vita che aveva sempre sperato di non incrociare, con un marito capace di mostrarsi uomo solo mettendola incinta, una, due, tre volte. Trova come unica via d’uscita Parigi, meta dei sogni. Riesce a convincere Frank che è la scelta giusta da fare, lei, donna del focolare made in USA, si offre di mantenerlo, lavorando al suo posto, pur di fuggire da quell’incubo, di tornare a vivere. Ma il destino si mette tra lei ed il suo sogno, finendola per farla finire in un lunghissimo incubo…

Attorno a questi due pazzeschi personaggi ruotano una serie di comprimari tanto piccoli quanto fondamentali nel contesto della storia. Dai vicini, che li ammirano ed invidiano, ad una pressante ed invasiva agente immobiliare, interpretata da una pettegola Kathy Bates, incaricata di vendere il sogno americano. Una donna che finge una felicità inesistente, nascondendo in realtà una crisi familiare che vede protagonista il proprio figlio, rinchiuso in un istituto psichiatrico. Un ex matematico su cui ricadono alcune delle scene più forti e potenti dell’intero film. Un malato di mente che riesce a vedere dietro la maschera dei Wheeler, bravi a nascondere le loro frustrazioni a tutti tranne che a lui.

Proprio dal malato di mente, interpretato da un bravissimo Michael Shannon, arriveranno gli unici barlumi di sanità mentale dell’intera pellicola, come se bisognasse esser pazzi per uscir fuori da quell’infinito tunnel conformista e depressivo in cui entrò l’America di quegli anni. Un’America nuovamente spogliata da Sam Mendes, essenziale, introspettivo, teatrale, intimista e nuovamente straordinario, a 10 anni da quel meritatissimo Oscar per American Beauty, che potrebbe anche esser replicato.

Voto Federico: 8,5
Voto Gabriele: 6
Voto Simona: 8

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45 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Simona M

    Simona M

    15 gen 2009 - 13:00 - #1
    0 punti
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    “come se bisognasse esser pazzi per uscir fuori da quell’infinito tunnel conformista e depressivo ”

    ….mai letto il testo di “It takes a fool to remain sane”? ;o)

  • Profilo di the bride

    the bride

    15 gen 2009 - 13:28 - #2
    0 punti
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    raga quando esce in italia?

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    15 gen 2009 - 13:33 - #3
    0 punti
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    30gennaio…

  • francesco8787878787

    15 gen 2009 - 13:36 - #4
    0 punti
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    uhmmmmmm…vedremo…

  • Profilo di the bride

    the bride

    15 gen 2009 - 13:58 - #5
    0 punti
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    ah ok quindi altri 15 gg..grazie per l’informazione!
    almeno non dovremo aspettare tanto quanto “benjamin button”..comunque non vedo l’ora di vederlo!

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    15 gen 2009 - 14:12 - #6
    0 punti
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    vedrai francè…. l’unico dubbio riguarda il doppiaggio… questo è il CLASSICO film che andrebbe visto tutta la vita in lingua originale… mi auguro abbiano fatto un OTTIMO lavoro!

  • Profilo di LauraF

    LauraF

    15 gen 2009 - 14:43 - #7
    3 punti
    Up Down

    Adesso ne sparo una su cui nessuno sarà d’accordo. Ho visto il trailer di questo film al cinema e mi colpito, come quasi sempre mi succede, il fatto che l’edizione italiana è capace di massacrare qualsiasi storia con la traduzione e il doppiaggio. Se guardi il trailer italiano il film ti fa l’effetto di una roba fintissima. Si traduce dall’inglese parola per parola senza minimamente porsi il piccolo problema che nessuno direbbe mai frasi simili in italiano (infatti sono modi di dire tipicamente appartenenti alla lingua anglosassone, così come noi abbiamo i nostri che in inglese non suonerebbero proprio). Si doppia con delle vocine leccatissime, studiatissime e piene di finto “pathos!” (povera Winslet), ma se andate a sentire le voci e le inflessioni degli attori nell’originale, ebbene quelli parlano in modo normale, e quindi aderente alla realtà, e quindi credibile. Insomma, se guardi l’originale vedi una storia vera e ben interpretata, se guardi il massacro italiano di turno vedi una specie di spottone falsissimo a puro uso e consumo della casta dei sempre glorificati doppiatori (e traduttori) italiani. Poi nessuno la penserà come me, ma intanto lo dico…

  • Profilo di Simona M

    Simona M

    15 gen 2009 - 14:57 - #8
    0 punti
    Up Down

    LauraF…non posso entrare nel merito del caso specifico, perchè ancora non ho avuto modo di vedere il film… ma in linea generale sono abbastanza d’accordo con te. Ci sono fin troppi esempi fra i film degli anni passati a supportare le tue affermazioni. Poi ci sono anche le eccezioni, ma, appunto, sono eccezioni.

  • Profilo di Vincent Vega

    Vincent Vega

    15 gen 2009 - 15:18 - #9
    0 punti
    Up Down

    sono perfettamente d’accordo con LauraF, ho visto anch’io i due trailer e tra l’originale e quello doppiato in italiano c’è un abisso… speriamo solo che sia da attribuirsi al trailer e che per il film i doppiatori siano stati più “bravi” ma in generale il doppiaggio è sempre negativo, a volte di più, a volte di meno… dei doppiatori in uno studio di registrazione non potranno mai riuscire a interpretare alla perfezione i sentimenti e la performace degli attori che hanno vissuto in prima persona la parte…
    per fortuna c’è il dvd/blu-ray per la seconda visione in lingua originale

  • Nicky83

    15 gen 2009 - 15:31 - #10
    0 punti
    Up Down

    Sono d’accordo su quanto dite riguardo il doppiaggio, io ho visto l’intero film in lingua originale e posso dirvi che il trailer in italiano sembra proprio uno scherzo, anche le frasi non corrispondono alla scena quindi penso proprio si tratti solo del trailer e non del film completo.
    Inoltre volevo fare i complimenti per questa recensione, la condivido in pieno e non potevate usare parole migliori per descriverlo… E inoltre aggiungo una cosa: un Di Caprio del genere non si era ancora visto in nessuno dei suoi film precedenti. Complimenti anche a Leo quindi.

  • llllllllllllllllllllll

    15 gen 2009 - 15:37 - #11
    0 punti
    Up Down

    @ lauraf: io la penso come te però non sono un totale denigratore del doppiaggio. Nel senso che vedere un film in lingua originale permette di apprezzare la realtà e la simultaneità della scena, a prescindere dalla dizione o dalla capacità attoriale. Attraverso il doppiaggio, invece, si assiste ad una sorta di spettacolarizzazione del film. Ovvero, si ammanta di ulteriore arte ciò che già lo è in origine. E questo può risultare stucchevole nella maggior parte delle occasioni (in generale è la mia posizione ), ma bisogna anche ammettere che attraverso il doppiaggio si viene a creare un “arrangiamento” della pellicola che, se prodotto degnamente (con doppiatori compatibili al personaggio da interpretare), arriva a creare un’ulteriore opera d’arte. Come se voce e suono rappresentassero due entità artistiche indipendenti che, sovrapponendosi, andassero a crearne una terza. Per questo la voce indegna e la critica in generale che fai tu, per me, vale solo in parte. Questo ovviamente è un discorso che vale in generale e non per questo film ch non ho visto.

  • llllllllllllllllllllll

    15 gen 2009 - 15:43 - #12
    0 punti
    Up Down

    @simona: con il tuo primo commento dunque volevi dire che apocalypse è anticonformista? :-) sto scherzando ovviamente. Bella recensione anche se non sono d’accordo sul giudizio ossequioso riferito ad American Beauty; a mio avviso un buon film ma non un capolavoro.

  • Profilo di LauraF

    LauraF

    15 gen 2009 - 16:18 - #13
    0 punti
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    Per IIIIIIIIIIIIIIIIII: Certo, è un discorso generale e non sempre applicabile, per fortuna, ma che in occasione di questo trailer mi è sembrato particolarmente evidente una volta di più. Ho poi come il sospetto che a furia di osannare i nostri doppiatori, questi ormai si credano i depositari, i creatori di una nuova interpretazione più profonda e drammatica, la loro ovviamente, che invece (secondo me) finisce per stravolgere il film. Senza contare poi i problemi legati alle traduzioni, che mi sembrano in via di peggioramento: si tira via, insomma. Per tagliare la testa al topo, io cerco di abituarmi sempre di più a guardare i film che più mi interessano in dvd, come dice anche Vincent Vega, nell’audio di origine. Qualsiasi altra versione diventa comunque un’altra cosa rispetto all’intenzione originale degli attori e del regista. E una volta che ci hai preso gusto, la traccia italiana non la apri neanche più.

  • Alice[*]

    15 gen 2009 - 16:21 - #14
    -1 punto
    Up Down

    Wow,vi è piaciuto.E sono pochi i film che raggiungono la sufficienza.

  • Profilo di Simona M

    Simona M

    15 gen 2009 - 16:52 - #15
    0 punti
    Up Down

    @llllllllllllllllllllll: no, solo che quella frase della sua (peraltro bellissima - come al solito!) recensione, mi ha fatto venire in mente una delle mie canzoni preferite (degli Ark) che dice proprio la stessa cosa ;o)

  • Profilo di Simona M

    Simona M

    15 gen 2009 - 16:53 - #16
    0 punti
    Up Down

    @Alice[*]: non è vero, sii più obiettiva, dai! ;o)

  • Profilo di Vincent Vega

    Vincent Vega

    15 gen 2009 - 18:11 - #17
    0 punti
    Up Down

    Infatti anch’io come LauraF vedo e rivedo tutti i dvd in lingua originale e ogni film rivisto in originale guadagna ancora qualche punto… per es. vedere la performance di Ledger/joker in The dark Knight in originale è tutta un’altra cosa…

  • Profilo di Vincent Vega

    Vincent Vega

    15 gen 2009 - 18:21 - #18
    0 punti
    Up Down

    non sono d’accordo con “llllllllllllllll” sul fatto che il doppiaggio è un arrangiamento della pellicola che può portare ad una nuova opera d’arte, ed anzi proprio questo “nuovo” risultato dato dalla somma tra film e doppiaggio è il lato negativo dell’operazione perchè si crea qualcosa che non è uguale all’originale (che sia meglio o peggio non ha importanza), è sempre e comunque un ritoccare, per esigenze date da lingue diverse, la pellicola… è sempre e comunque la voce, il tono, il timbro ecc… di un’altra persona e non quella dell’attore protagonista….

  • Profilo di neodie

    neodie

    15 gen 2009 - 20:05 - #19
    0 punti
    Up Down

    Can’t wait…

  • Profilo di bunnyitaly

    bunnyitaly

    15 gen 2009 - 21:58 - #20
    0 punti
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    Sono d’accordissimo con il discorso sul doppiaggio che inevitabilmente distorce il senso e la bellezza di film e telefilm. Come studentessa di lingue e in particolare di inglese sono appassionata del cinema in lingua originale e le mie serie tv preferite (Friends e Scrubs) le possiedo in lingua originale. Non potete nemmeno immaginare quanto siano infinitamente più comiche e azzeccate, la traduzione e il doppiaggio italiani fanno sembrare il tutto all’acqua di rose. LauraF mi ha praticamente tolto le parole di bocca, la cosa che ho sempre odiato del doppiaggio è il tono artificioso e solenne che hanno i personaggi, suonano così finti, nessuno parlerebbe così nella vita reale. Se si vede un film in lingua originale si possono cogliere mille sfumature: i sussurri, i singhiozzi, le pause, le esitazioni e i saliscendi delle voci, non ci sono timbri impostati e sempre uguali. Purtroppo però riconosco che vedere un film in lingua originale sia un privilegio per (relativamente) pochi fortunati, io stessa nonostante studi da anni e mi consideri piuttosto ferrata perdo ogni tanto qualche passaggio, certo, il senso mi è chiaro e comunque vale sempre la pena sacrificare la comprensione di una frase ogni tanto pur di godersi una visione ‘al naturale’. Ragazzi ecco perchè studiare l’inglese è così importante! :)

  • Piero M

    16 gen 2009 - 07:52 - #21
    0 punti
    Up Down

    Ho letto il libro ed è bellissimo!!! )compratelo, è edito dalla minimum fax)
    Non vedeo l’ora di andare anche in sala

  • Profilo di Vincent Vega

    Vincent Vega

    16 gen 2009 - 09:37 - #22
    0 punti
    Up Down

    perfettamente d’accordo con “bunnyitaly”… io guardo per es. la serie tv di Lost in lingua originale e mi è capitato di vedere alcuni momenti di questa serie doppiati e siamo veramente lontani anni luce… con le serie tv la cosa diventa ancor più evidente grazie al maggior numero di puntate che permettono di riconoscere bene le diverse voci dei varie personaggi della serie e vederli doppiati dà fastidio… scopri che spesso hanno doppiato un personaggio con un timbro di voce totalmente diversa dall’originale…

  • llllllllllllllllllllll

    16 gen 2009 - 10:54 - #23
    0 punti
    Up Down

    @ vincentvega: non capisco perché associ il semplice discostarsi dall’originale a qualcosa di negativo. Personalmente, ripeto, sono d’accordo con chi afferma che un film in lingua originale sia migliore da vedere per realismo e simultaneità (io stesso vedo i film in lingua e sottotitoli originali), però non riesco ad essere un totale denigratore del doppiaggio perché attraverso questa rielaborazione del film si giunge ad una “terza” opera che a mio avviso è unica. Non sto parlando di bellezza artistica, ovvero di qualità del doppiaggio. Dico solo che questa sorta di arrangiamento apre la mente a nuove prospettive interpretative. E’ come se, partendo da un libro, un nuovo scrittore prendesse in prestito i vari personaggi e decidesse di dare loro un’altra impostazione psicologica e caratteriale. Che poi questa rielaborazione finisca per essere stucchevole, eccessivamente teatrale o sbagliata non è importante nel discorso che sto facendo.

  • Profilo di Vincent Vega

    Vincent Vega

    16 gen 2009 - 13:22 - #24
    0 punti
    Up Down

    io ho capito quello che vuoi dire ma secondo me proprio questa “rielaborazione” data dal doppiaggio è qualcosa di diverso dall’originale, da quello che aveva in mente il regista e gli attori… i doppiatori infatti cercano di essere il più fedeli possibili all’interpretazione originale ma non sarà mai possibile essere uguali quindi, come dici tu “nasce”, una terza opera che porta a nuove prospettive interpretative e proprio per questo si discosta dall’originale. Anche perché qui non stiamo parlando per es. di fare una cover di una canzone che quindi può discostarsi dall’originale ma di vedere l’opera originale.

  • llllllllllllllllllllll

    16 gen 2009 - 14:24 - #25
    0 punti
    Up Down

    si ma sono d’accordo con te sul fatto che ci sia uno smarcamento dall’originale. Ma è proprio su questo punto che non capisco la negatività assoluta che vedi nel doppiaggio. Perché ritieni così importante il fatto di dover rimanere accostati all’originale? Certo, la capacità di essere il più vicini possibile alla realistica interpretazione dell’attore è il dato giudicante della capacità di un doppiatore. Ma un’incapacità in questo senso, per quanto possa rappresentare uno smacco per il doppiatore e uno stucchevole ascolto per gli spettatori, non esclude il fatto che si venga a creare un lavoro nuovo, diverso, che va ad aggiungersi a quello originale. In pratica, cerco di dire che a prescindere dalla volontà interpretativa del doppiatore, dalle sue qualità tecniche, dalla sobrietà di approccio al personaggio, verrà comunque fuori qualcosa di nuovo e unico. Che poi sia qualitativamente scadente non conta in questo ragionamento. Un paese che gode del doppiaggio può, infatti, apprezzare differenti tipologie interpretative di un’unica opera d’arte. Pessima o stupenda che sia, non conta. Non parlo né giudico la bellezza, ma di certo se dovessi farlo non lo farei portando come metro di paragone la semplice comunanza con l’originale.

  • Profilo di Vincent Vega

    Vincent Vega

    16 gen 2009 - 17:19 - #26
    0 punti
    Up Down

    ho capito casa vuoi dire… il fatto di fare il doppiaggio dà vita a qualcosa di nuovo rispetto all’originale che, al di là del giudizio estetico, è qualcosa di unico che nasce grazie proprio al doppiaggio… per esempio mi viene in mente il film “Il gladiatore” che presenta un buon doppiaggio grazie soprattutto alla voce potente ed azzeccata di Luca Ward, noi italiani abbiamo questa versione molto ben riuscita dove addirittura Ward aveva modificato la frase originale “sguinzagliate i cani” (o simile) nella più riuscita “al mio segnale scatenate l’inferno”…

  • llllllllllllllllllllll

    16 gen 2009 - 18:02 - #27
    0 punti
    Up Down

    esatto oppure anche per altre interpretazioni più “leggere” come quelle di Tonino Accolla nei panni di Jim Carrey ad esempio…
    mi sembrava strano essere in disaccordo con uno che ha per nick “vincent vega”…:-)

  • Universe

    16 gen 2009 - 18:47 - #28
    0 punti
    Up Down

    si ma cmq abbiamo poi anke esempi di film o serie tv.mi viene in mente Everwood,doppiata in maniera egregia

  • Profilo di caterinapin

    caterinapin

    17 gen 2009 - 01:54 - #29
    0 punti
    Up Down

    Ho letto il libro davvero bellissimo e sto aspettando il film con impazienza!
    Una mia amica americana mi ha detto che è bellissimo e intenso e un DiCaprio così non si era davvero mai visto prima…
    Anch’io sono d’accordo sulla faccenda del doppiaggio e i film che mi piacciono al cinema, poi li compro in DVD per rivederli in lingua originale ed è sempre un’altra cosa.
    Dai, ancora due settimane e arriva! :)

  • Profilo di N3m

    N3m

    02 feb 2009 - 10:50 - #30
    0 punti
    Up Down

    Io non vi capisco! Federico… film da te votati come 2 4 erano mi sono piaciuti parecchio e non solo a me… ora questo voto???

    8.5 !!!! da dove l’hai preso questo voto???

    Racconto di una serata:

    WARNER VILLAGE
    inizio film 23:50

    dopo 1 ora più di metà sala e dico più di META’ sala se ne è andata compreso me e gli altri amici!!!
    presentato come un film stellare.. è di una pesantezza MOSTRUOSA! usciti dalla sala ci si chiedeva..

    ” ma alla fine di che parlava questo film??”

    troppo lento, troppo pesante!! non ricordo di aver visto un film così noioso e non ricordo di essere mai andato via da una sala cinematografica! E vi ripeto.. metà SALA!

    c’è chi diceva “è peggio del processo di biscardi”

    Sono andato a vedere tutti i film di Di Caprio ma questo lo boccio!

    Voto 8.5 ??? mmha!!

    Ci sono film impegnativi meno noiosi di questo!

    Il mio è un pensiero soggettivo come penso lo sia stato quello di Federico!

    miglior film dell’anno citava il trailer!! che c…a

  • Universe

    02 feb 2009 - 11:47 - #31
    0 punti
    Up Down

    strano dove ero io nessuno se ne andato e alla fine i commenti erano ben altri….di caprio e winslet paurosi altro che

  • Profilo di crashandburn

    crashandburn

    02 feb 2009 - 13:42 - #32
    0 punti
    Up Down

    n3m ma che film hai visto?

  • Profilo di N3m

    N3m

    02 feb 2009 - 13:48 - #33
    0 punti
    Up Down

    ragà….. non vi prendo in giro.. se ne è andata mezza sala!

    Dovete ammetterlo che è davvero pesante e noioso come film… non da emozioni come film simili..

  • anassimene

    02 feb 2009 - 15:09 - #34
    0 punti
    Up Down

    D’accordo con N3M, film pesante e poco coinvolgente.
    Se il matrimonio e la vita”speciale” di questa coppia è andato finendo potevano mostrarci almeno l’apice. Un minuto di prologo con uno scambio di battute e poi…Coppia già in crisi! i figli sono apparsi credo 2 volte, come una comparsa qualunque. Amore tra i due inestistente, d’accordo i problemi, ma almeno farci vedere il prima e poi il dopo…
    Io ho avuto l’idea di una donna fortemente instabile, frustrata dalla PERSONALE non realizzazione che conduce una vita triste con un uomo che non ha mai amato davvero.Niente coppia speciale frustrata dal conformismo, quindi..
    pesante e fatto male.

  • Profilo di N3m

    N3m

    02 feb 2009 - 19:33 - #35
    0 punti
    Up Down

    anassimene … qualcuno d’accordo con me.
    Posso aggiungere un altro particolare fastidioso…
    la coppia dei Vicini di Casa!! Prima non si sono mai visti ..ad un tratto.. boom.. come se fossero amici da una vita come se avessero passato momenti difficili assieme.. etc se si basa su questo.. DOVEVANO far vedere qualcosa.. concordo con tutto quello che hai detto.
    ciao..

  • Anassimene

    03 feb 2009 - 13:12 - #36
    0 punti
    Up Down

    N3m..E aggiungo che TUTTI i presenti in sala hanno avuto più o meno la stessa sensazione.
    A volte contano più il regista, il cast e il libro a cui un film è ispirato, per renderlo agli occhi della critica un grande film.
    Poi il tema del conformismo rende tutti forzatamente anticonformisti.Della serie:l’argomento trattato è di attualità quindi chi ne parla è bravo a prescindere.
    Ciao!

  • Scido

    07 feb 2009 - 00:04 - #37
    0 punti
    Up Down

    Da me la sala, che era già semi-vuota, non si è svuotata ma c’era gente che sbuffava e i pareri finali erano tutti negativi. Sono d’accordo con Anassimene. Non do giudizi sul libro, che non ho letto e potrebbe essere un capolavoro, ma se lo è il film non è alla sua altezza. Un film di cui resta ben poco, a meno che non si è amanti del genere (che non è una cosa brutta, eh? è solo che definirlo film dell’anno è un’esagerazione bella e buona). Gli attori strapitosi, compresa la terza reduce del titanic, e suo figlio il matematico. Ma se non ci fosse stata la coppia protagonista non credo proprio avrebbe avuto lo stesso incasso.

  • Profilo di crashandburn

    crashandburn

    08 feb 2009 - 12:11 - #38
    0 punti
    Up Down

    visto che non è un film d’amore ma un film su che cosa succede ad una storia d’amore basata su determinati presupposti quando questa si scontra con una società che ne ha di antitetici, non avrebbe avuto alcun senso raccontare come si sono conosciuti o come si sono amati etc etc (cosa per altro fatta nei limiti dell’utilità al racconto).I figli non appaiono per nulla perché così deve essere, visto che SONO una parte marginale del rapporto di coppia, e sono praticamente un tributo alle circostanze in cui la coppia si è ritrovata, non una scelta voluta davvero dai due (lei dice infatti che i figli li hanno fatti per dimostrare di non avere sbagliato - a scegliere una vita che non avrebbero voluto, sottinteso ; e guardacaso i figli appaiono nelle scene in cui i due si trasformano nella perfetta coppiettina anni 50, tipo la sera del compleanno di lui.I figli sono poco più che complementi d’arredo PER LA COPPIA, ecco perchè non ci sono nel film).Il punto non è che loro fossero davvero una coppia speciale frustrata dal conformismo, il punto è la convinzione che avevano di essere una coppia speciale basandosi su basi immaginarie : è più un film sulla codardia del non essere all’altezza della vita che si ritiene di meritare perché non si ha il coraggio di essere quelli che si vorrebbe essere che altro.E’ un film a mio parere estremamente profondo e ammonitorio anche, l’ho trovato giustificatamente esaltato dalla critica.
    Non è colpa del film se lo si va a vedere cercando una cosa e non trovandola non si ascolta quello che il film ha da dire.ciao

  • Profilo di Jena Plisskin

    Jena Plisskin

    10 feb 2009 - 14:25 - #39
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    Di Caprio e la Winstlet sono 2 Attori con la A maiuscola. Non riesco ad immaginare siano gli stessi protagonisti di Titanic.

  • anassimene

    10 feb 2009 - 15:42 - #40
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    x crashandburn:
    Nei commenti ovviamente non sono stato troppo analitico, sono su un blog.Vedo di spiegarmi meglio.
    Concordo sull’analisi del “messaggio” che il film intende comunicare.Io non ho mai detto di aver voluto cercare qualcosa di diverso . Non mi aspettavo certo,per intenderci, titanic o scene d’amore strappalacrime-ad ogni costo.
    Ritengo soltanto che mostrarci la vita di due persone che non si sono mai amate, rende vano il tentativo di inquadrare il conformismo e di ergersi a critici del logorìo che esso poteva causare nelle coppie di quel periodo.
    Se due non si amano e non lo hanno mai fatto, viene meno di fatto la loro crisi, e il loro tentativo di costruirsi una vita diversa.
    Se due non si amano, per farla breve, che siano bigottismo piuttosto che tradimento, aspettative mancate o frustrazione di coppia, interessa davvero poco.Non si amano e basta, nemmeno nel 2025 piuttosto che nel medioevo o nel vecchio west. Se non c’è amore non c’è, il contesto ambientale diventa relativo.
    Più significativo sarebbe stato rendere l’idea di due persone almeno in principio innamorate, idealiste (almeno in teoria),sposatesi per completarsi e per migliorarsi (sempre in teoria), rese inutili nel corso del tempo, sia individualmente che come coppia, dal globale appiattimento di una società che (questo si è ben capito) fondava i suoi presupposti sull’omologazione a 360 gradi. La storia con questo incipit, avrebbe acquisito un’altra prospettiva mettendo davvero in luce il tema di fondo del film.
    Fatto così mi ha lasciato una forte idea di superficialità.

    Non ho letto il romanzo e non potrei esprimermi, Magari il film ha rispettato la storia e i ruoli e quello che ho detto sarebbe stata una forzatura rispetto all’originale, ma un film fatto in questa maniera non può essere definito un capolavoro ecc. ecc.Secondo me.
    Mi ha fatto piacere spiegarti la mia idea!

  • Profilo di crashandburn

    crashandburn

    10 feb 2009 - 21:56 - #41
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    Beh ma loro non sono non amanti fin dal principio.E’ proprio il contrasto ambientale che causa il disamoramento (passami il termine :D), perché è il contrasto ambientale che determina l’emergere delle caratteristiche che fanno scemare l’amore fra i due.Sono stati innamorati, si vede dai flashback.Senza essersi inseriti in un contesto diverso da quello in cui si erano conosciuti non si sarebbero tra l’altro probabilmente mai disamorati, perché non avrebbero mai dovuto scendere a patti col fatto di non essere speciali e diversi, ilc he era il presupposto su cui si fondava tutto : per come la vedo io Parigi per esempio serve a questo, a reinserirsi in un contesto “speciale” nel suo cliché per continuare a raccontarsi di essere diversi e ripristinare la coppia comunque conformista ad altro tipo di modello che erano prima di arrivare a revolutionary road.E’ l’essere inseriti nel contesto anni 50 a causare l’involuzione della storia, perché fa emergere la loro sostanziale non differenza dal resto.Ripeto che mi è piaciuto perché proprio in questo ho notato la sua non superficialità, nell’analisi di cosa può succedere ad un amore considerandolo nel suo essere determinato dalle circostanze : se ti innamori di una persona e questa diventa un’altra è ovvio che non la ami più.E se ti innamori di una persona perché “è la persona più interessante che tu abbia mai conosciuto”, e poi scopri che il suo essere interessante è costruito solo su una promessa che non verrà mai mantenuta finisci per odiarlo.Ed è proprio il contrasto con un ambiente a fartelo notare : quello che succede nel film, è quello che revolutionary road fa accadere ai due che si erano definiti per contrasto alla società che odiavano e non per loro affermazione.Secondo me può apparire superficiale perché i protagonisti sono superficiali, ed è il progressivo disvelamento di questa cosa a loro che credevano di non esserlo, e che avevano basato tutto su questo il centro del film : l’unico personaggio non superficiale è (e questo lo passo, come caratterizzazione molto banale) il matto.E lei che è l’unica dei due a cogliere davvero il punto, e che appunto è l’unica prima a cercare di ricostruire l’illusione con Parigi e poi ad entrare in crisi e a suicidarsi.Detto ciò per esempio il libro non l’ho letto, e questo è quello che penso del film, potrebbero tranquillamente essere tutte fregnacce ma ribadisco che non è affatto un film banaleo superficiale, e con la critica concordo ancora in pieno :D
    ciao ;)

  • Universe

    11 feb 2009 - 15:03 - #42
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    x Jena… la risposta e semplice..in titanic,il tanto criticato di caprio,si era ritrovato un personaggio che nn esigeva kissa quale interpretazione..tutto qua…xke gia allora di caprio era bravo,e lo aveva dimostrato in buon compleanno mr grape,e nn dimentikiamoci che gia nel 93 robert de niro era rimasto impressionato..uguale x la winslet….ovvio che oggi siano maturati,soprattutto leo cn Scorzese…..spero nn ci sia ancora qualke bigotto ke dica di caprio nn è bravo

  • piri

    13 feb 2009 - 11:17 - #43
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    Come dice il pazzo del film, ci vuole coraggio per vedere la disperazione del vuoto nella nostra vita e questo film sbatte in faccia degli spettatori questo vuoto con una violenza inaudita. Secondo me non tutti possono apprezzare questo film perchè non tutti hanno il coraggio e la lucidità per vedere quanto sia piatta e banale la loro vita.

  • miciamy

    17 feb 2009 - 19:03 - #44
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    Che film assurdo… pesante noioso e inutile… e poi che trama é??? veramente una delusione!

  • Profilo di lizz

    lizz

    29 ago 2009 - 22:19 - #45
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    secondo me un film bellissimo, intenso e coraggioso! chi se ne va dalla sala probabilmente è abituato a vedere le solite scemenze di natale!

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