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Valkyrie - Operazione Valchiria: Recensione in Anteprima

Pubblicato: 29 gen 2009 da dr. apocalypse

Valkyrie - Operazione Valchiria: Recensione in AnteprimaOperazione Valchiria (Valkyrie, Usa, 2008) di Bryan Singer; con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten, Thomas Kretschmann, Terence Stamp, Eddie Izzard, Jamie Parker, Christian Berkel, Tom Hollander.

Germania, 20 luglio del 1944. Adolf Hitler sta portando l’Europa verso l’autodistruzione totale. La Germania è al limite del collasso, la sfiducia comincia a serpeggiare tra i tedeschi, esercito compreso. Qui, un colonnello, Claus Von Stauffenberg, è costretto ad assistere con orrore all’ascesa di Hitler, decidendo di intervenire in prima persona. Assieme ad altri uomini di “potere” all’interno della nomenclatura nazista, Claus prende lo stesso piano di emergenza di Hitler per consolidare il paese nell’eventualità della sua morte , l’Operazione Valchiria, per assassinarlo e rovesciare il governo, cambiando il corso della storia…

Dopo oltre un anno di furibonde polemiche arriva finalmente in sala il contestato film su uno degli uomini ’simbolo’ della Germania, Claus Von Stauffenberg. Ad interpretarlo un glaciale, imbolsito e monoespressivo Tom Cruise, coadiuvato però da un ottimo cast di contorno e da una regia, targata Brian Singer, avvincente e tesa, tanto da non meritarsi le esagerate critiche piovute da più parti…

La storia lasciamola da parte. Non prendiamo in considerazione le inesattezze, le invenzioni e le parti “romanzate” da Singer e da Christopher McQuarrie, sceneggiatore della pellicola, attaccati dall’inferocita e quasi offesa stampa tedesca. Cerchiamo di giudicare il film, l’opera in quanto tale.

Di fronte abbiamo un autentico pilastro, un idolo, un’icona per tutti i tedeschi.
Claus Von Stauffenberg
rappresenta infatti una verità storica, troppo spesso dimenticata o taciuta: non tutti i tedeschi appoggiarono le follie di Adolf Hitler. Il malcontento serpeggiava ovunque, e non solo nelle strade, nei quartieri, nelle città, ma anche nei palazzi del potere, nell’esercito, tra quegli uomini che vedevano Hitler tutti i giorni, pranzando e cenando con lui.

La Germania stava crollando, si stava sgretolando, insieme a tutta l’Europa, per colpa di un folle, che andava fermato, in qualsiasi modo. 12 attentati in pochi anni vennero portati a termine nei confronti di Hitler, con uno, Operazione Valchiria, l’ultimo, che arrivò davvero ad un passo dal riuscire nel suo intento.

A capo di questo complotto proprio lui, Claus Von Stauffenberg, colonnello modello, ferito gravemente in Africa, arrivando a perdere sul campo di battaglia un occhio ed una mano. Fedele prima di tutto alla propria patria, alla propria nazione, Von Stauffenberg decise di tradire il proprio capo supremo attentando alla sua vita, rischiando la propria e quella di tutta la sua famiglia., pur di salvare la Germania.

Un rischio calcolato, portato avanti fino in fondo, fino a quel 20 luglio del 1943, quando una bomba esplose a pochi centimetri da Adolf Hitler, facendo credere a molti che finalmente la storia stava cominciando a cambiare direzione…

Come riuscire a mantenere alta la tensione in un film a tinte spionistiche dove tutti conoscono già la fine? Un problema non da poco per Christopher McQuarrie e soprattutto Brian Singer, capaci però di superare a pieni voti il difficile esame. Per farlo i due hanno preso a pieni mani dallo stereotipo del ‘blockbuster hollywoodiano’, farcendolo con una buona quantità di ‘action’, un’onnipresente e pressante colonne sonora, un montaggio intelligente ed una serie di idee di regia sicuramente apprezzabili.

Dall’interessantissima trasformazione iniziale della lingua tedesca in quella inglese, necessaria per cancellare il paradosso di un film con attori quasi tutti non tedeschi, ma nei panni di tedeschi, allo straordinario attacco aereo nemico in Africa, passando per la potente “cavalcata delle Valchirie” ed il crescente ed entusiasmante finale, dove tutti noi ci ritroviamo a sperare che Hitler sia davvero morto, anche se consapevoli che così non è.

Tutto questo riesce alla sapiente mano di Brian Singer, capace di costruire un film decisamente ansiogeno, ricco di suspance e di colpi di scena, con un colonnello Claus Von Stauffenberg sprezzante del pericolo e pronto a tutto pur di metter fine all’atroce dittatura hitleriana. Ad interpretarlo il contestatissimo Tom Cruise, ex Re di Hollywood, finito in disgrazia per colpa del gossip e di Scientology, che l’ha portato lontano dalle major e dal cinema che conta.

Un Cruise costretto a dover portare una benda sull’occhio per quasi due ore di pellicola, limitando così ancor di più la sua già non celebre espressività. Fisicamente funzionale alla storia, Tom paga però la pesante “maschera” dal punto di vista recitativo, senza mai conquistare pienamente. Fortunatamente per lui a soppesare queste mancanze ci pensa il ricco cast di contorno, ben pensato e costruito.

Kenneth Branagh, Bill Nighy e Terence Stamp sono perfetti traditori, mentre Tom Wilkinson un azzeccato ed ambiguo fedelissimo del Fuhrer, voglioso di voltargli le spalle ma incapace di farlo, perchè privo di quel necessario coraggio. Singer tralascia i motivi ‘politici’ che portarono questi personaggi a complottare contro il capo supremo, puntando tutto sull’azione e sulla parte più ’spionistica’ dell’intera vicenda, facendo una scelta netta che tanto ha fatto discutere in Germania. Attorno a loro una sceneggiatura ben calibrata (invenzioni e forzature storiche escluse) capace di mantenere inalterata la tensione per quasi tutte le 2 ore di durata del film, sinceramente promosso.

Voto Federico: 6,5
Voto Carla: 6,5

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di enjoymath

    enjoymath

    29 gen 2009 - 12:51 - #1
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    Felice che non sia il solito pacco made in U.s.a.

  • Catlover

    29 gen 2009 - 14:35 - #2
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    Ho visto il film e, a mio modesto parere, mentre la prima parte è molto buona, la seconda perde ritmo e risulta poco convincente. Sono uscito dalla sala con la sensazione di avere visto “il film in cui Tom Cruise è vestito da nazista”, una pellicola che oltre al montaggio e alla fotografia - e qui l’iconografia nazista aiuta, con tutti quei rossi sparati e quei grigi lividi - non lascia davvero nulla. L’eroismo, l’audacia, il coraggio… ci sono? Boh… E poi, vedere grandi attori inglesi, stranoti attori inglesi, che fanno la parte dei tedeschi, davvero rende il tutto molto simile ad una mascherata. Peccato.

  • MDM

    29 gen 2009 - 15:28 - #3
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    la storia è quello che purtroppo è stata,non facciamoci deviare da un film.
    quello che mi preoccupa è come sia stato possibile che Hitler sia riuscito a morire suicidandosi,peccato…davvero un peccato.

  • francesco8787878787

    29 gen 2009 - 21:32 - #4
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    vedrò…

  • Profilo di Jason Bourne

    Jason Bourne

    30 gen 2009 - 11:31 - #5
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    Questo genere di film come al solito fa a pugni con la verità storica, dato che Klaus von Stauffenberg non è certo lo stereotipo propagandato in tutte le salse della presunta resistenza antinazista, e complottò semplicemente per salvare il salvabile in una fase della guerra in cui stava diventando probabile la sconfitta della Germania.

  • vivalavita

    31 gen 2009 - 12:25 - #6
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    Ma che commenti..ragazzi il film è stato straordinario..siamo stati due ore con il fiato sospeso pur conoscendo la fine del film…complimenti..è uno dei pochi film che ho veramente apprezzato..è stata ritratta la veridicità nella sua interezza.

  • D.I.L.D.O.

    06 feb 2009 - 12:56 - #7
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    non lo hò visto ancora ma se è bello come LA CADUTA correrò subito in videoteca quando uscirà x gustarlo a casa con comodo-

  • Zio Jackie

    08 feb 2009 - 17:38 - #8
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    Sono appena uscito dalla sala e sono corso a casa a vedere le recensioni. io trovo operazione valkiaria un film come pochi altri, grande sotto tutti i punti di vista, grande tom cruise e grande emotivià. bellissimo.

  • Giovanni Landi

    16 feb 2009 - 14:38 - #9
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    Film bellissimo, avvincente e insieme toccante. Rimane indigesto per diversi giorni e crea la voglia di saperne di più su tutti quegli uomini e quegli eroi.
    Unico disturbante, come è stato già sottolineato, è l’inevitabile e angosciante consapevolezza del finale. Tuttavia la suspence è comunque vivissima, perchè lo spettatore, pur conoscendo il fallimento dell’operazione, spera comunque che essa salga sempre un gradino più avanti, e soprattutto che qualcuno si salvi.

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