Che - L’Argentino (Che: Part One, Francia, Spagna,2008) di Steven Soderbergh; con Benicio Del Toro, Demiàn Bichir, Santiago Cabrera, Elvira Mínguez, Jorge Perugorría, Edgar Ramirez, Victor Rasuk, Armando Riesco, Catalina Sandino Moreno, Rodrigo Santoro.
Un mito della rivoluzione. Un’icona del suo tempo, rimasta intatta negli anni. Un uomo con più sfaccettature, portato in sala da adolescente pochi anni fa da Walter Salles con I diari della Motocicletta ed oggi ripreso da Steven Soderbergh in un’opera annunciata come monumentale. Allora aveva il volto angelico di Gael García Bernal, oggi ha quello incredibilmente somigliante di Benicio Del Toro. Semplicemente Ernesto Guevara, detto “Che”…
Presentato integralmente al Festival di Cannes, arriva finalmente in sala la prima parte del film fiume dedicato da Steven Soderbergh ad Ernesto Che Guevara. 3 anni di lavoro, 60 milioni di dollari di budget, un’infinità di materiale ed un film raddoppiato in fase di lavorazione, con l’ambizione di riuscire a portare sul grande schermo anche la ‘nascita” del Che, la trasformazione in guerrigliero, in rivoluzionario, senza però riuscire nell’impresa. Ciò che ne viene fuori da questa ‘prima parte’, infatti, è un quasi insopportabile polpettone di due ore e 10 minuti, vuoto ed eccessivamente didascalico…
Un errore clamoroso. Il progetto sognato e cercato per anni da Steven Soderbergh e Benicio Del Toro, quello di portare Ernesto Che Guevara al cinema, inizialmente si sarebbe dovuto dedicare solo ed esclusivamente all’ultima parte della sua vita. Il film si sarebbe dovuto chiamare Che - Guerilla e avrebbe puntato la propria attenzione sulla decisione, per certi versi clamorosa, da parte del Che di lasciare Cuba per andare a portare la Rivoluzione anche in Bolivia. Continuando a documentarsi, però, Soderbergh e Del Toro hanno raccolto talmente tanto materiale da cambiare idea in corsa. Non potevano tralasciare Ernesto Guevara, prima che diventasse ‘Che’. Non potevano portare in sala questo storico personaggio senza occuparsi anche del passaggio, fondamentale, che trasformò Guevara da semplice medico a guerrigliero rivoluzionario, a “Che”. E così è nato Che - l’Argentino, primo capitolo di un biopic monster.
Peccato che poi Soderbergh e Del Toro si siano affidati alla penna soporifera di Peter Buchman, sceneggiatore con tre pellicole alle spalle che potevano e dovevano essere un serio campanello d’allarme: Jurassic Park 3, Eragon ed Alexander. Su Buchman non può che ricadere la colpa di uno script che per 100 minuti non fa capitare praticamente nulla, se non portare in sala un Ernesto Guevara più Santo che Guerrigliero. Vediamo così un Benicio Del Toro medico, portantino, insegnante di lingua e di matematica, mentore, filosofo, acuto stratega, e comandante, sempre pronto a ricordare ai propri soldati che non si ruba, non si maltrattano nè verbalmente nè fisicamente i prigionieri e che non si picchiano o stuprano i contadini. Solo in un occasione Soderbergh si concede una versione più “credibile” del guerrigliero Guevara, ovvero quando condanna a morte un traditore, negandogli una semplice confessione, suo ultimo desiderio.
Per il resto Soderbergh e Buchman si impegnano con tutte le proprie forze a portare in sala, almeno in questa prima parte, un Ernesto Guevara candido come la neve, mito della rivoluzione chiamato a spodestare al fianco di Fidel Castro il Generale Fulgencio Batista, dal 1952 Presidente di Cuba dopo un colpo di Stato. Per riuscirci alterna quei momenti, dal 13 luglio del 1955, quando Guevara conobbe Raul Castro e suo fratello, Fidel, convincendosi della bontà dell’operazione di guerriglia per rovesciare il dittatore cubano, allo storico discorso che tenne alle Nazioni Unite nel 1964.
Per differenziare i due momenti storici Soderbergh si affida a due stili di ripresa differenti, concedendosi un bellissimo ed isterico bianco e nero per il Che del 1964, ed un colore privo di luci artificiali, ripreso digitalmente, per il Guevara rivoluzionario del 1956, quando Ernesto e Fidel Castro sbarcarono a Cuba. Proprio la fotografia, come spesso capita con il regista di Sesso, Bugie e Videotape, è una delle cose più riuscite della pellicola…
Nel mezzo, sinceramente, tanta noia. Inizialmente è Guevara a raccontare la ’sua’ storia, tramite una voce fuori campo, che poi misteriosamente scompare lungo l’arco della pellicola. Consciuti Fidel Castro e suo fratello Raul, Guevara il 12 novembre del 1956 parte per Cuba, con l’obiettivo di renderla libera dalla dittatura. Solo dopo 3 anni l’Avana sarà in mano dei rivoluzionari. Anni portati sullo schermo in maniera cronologica e disascalica, quasi documentaristica, senza un minimo di pathos o di particolare interesse. Anche i momenti più drammatici risultano ‘finti’ e mal gestiti, per quelli che sembrano 100 minuti a dir poco interminabili. Soderbergh con noiosa accuratezza porta al ciema i duri allenamenti ed i mesi passati dal Che e dai rivoluzionari tra le foreste di Cuba. Fino al finale, a quegli ultimi 20 minuti, quando il film finalmente in parte si riprende.
La ’svolta’ avviene con l’assalto a Santa Clara, ultima fortezza da conquistare da parte del Che e dei rivoluzionari prima dell’attacco finale all’Avana. Qui Soderbergh riesce miracolosamente a risvegliare lo spettatore, grazie ad un’autentica rivoluzione di popolo, impreziosita da un riuscito piano sequenza con un attentato ferroviario. Qui, molto probabilmente, inizia la 2° parte dell’opera, Che - Guerriglia, che già dal nome promette di essere completamente un altro film (o almeno si spera). L’unico film inizialmente pensato, ma ainoi raddoppiato in fase di lavorazione.
Più che una previsione o una certezza una semplice speranza, perchè questa prima parte, a parte lo splendido Benicio Del Toro ed il poco credibile Rodrigo Santoro, ex modello prestato al cinema, nei panni di Raul Castro, è stata solo che un enorme noiosissima e sfiancante delusione. Riuscire a far tornare lo spettatore al cinema per vedere la 2° parte dopo una prima così noiosa? Difficilissimo, se non impossibile…
Uscita in Sala: 10 aprile
Uscita in Sala 2° parte: 1° maggio
Voto Prima Parte Federico: 4,5 (voto al doppiaggio: 2)
Voto Prima Parte Simona: 5,5
Voto Prima Parte Gabriele: 8
francesco8787878787
01 apr 2009 - 11:38 - #1lo vedrò…non tanto per il Che che non mi è mai piaciuto (ed io in Gael non ci vedo nulla di angelico), ma perchè voglio capire se Soderbergh riesca ad azzeccare un film dopo traffic…
Dr.Apocalypse
01 apr 2009 - 11:49 - #2No Francè… è rimasto ancora a Traffic…
Delirio
01 apr 2009 - 13:25 - #3Non potrò non vederlo, mi pare ovvio…poi giudicherò.
Nei giorni scorsi un idiota poco più che ventenne, che ha preso la parola al congresso del PdL, ha definito il ” Che ” uno dei peggiori sanguinari di tutti i tempi. Magari questa prima parte del film aiuterà qualcuno a capire meglio.
Munky
01 apr 2009 - 13:30 - #4Ahpperò, vedo che il pressapochismo di questi commenti è già bello che palese.
Anti-Fan
01 apr 2009 - 18:34 - #5Già specialmente le persone che idealizzano il film, a prescindere che siano una schifezza o meno… chissà come mai…
Ho letto recensioni a iosa, e tutti si riconducono al fatto che il film fa schifo… e se certa gente nn accetta le critiche, allora è rimasto alla cortina di ferro.
Francesco Golf
01 apr 2009 - 19:15 - #6Cineblog è per me, da ormai parecchio tempo, un feed immancabile e un servizio insostituibile.
Tuttavia non posso fare a meno di notare come, per un film che nel bene o nel male crea una grande aspettativa, la recensione sia una stroncatura totale senza nessun riferimento, mai, alla soggettività dell’autore della stessa.
Geniale, tra l’altro, come si salvi in extremis Benicio del Toro (definito addirittura “splendido” dopo la valanga di escrementi riversata sul film), giusto per non incorrere nella facile obiezione “Come fa un film così schifoso ad avere a che fare con una Palma d’oro?”
Mi domando, sinceramente, come faccia un biopic completamente incentrato solo sul protagonista ad essere così pessimo, se lui è stato “Splendido”.
Poi un momento… l’ex modello prestato al cinema è tra i “pro” del film? Mah…
A me sembra, con la dovuta e necessaria dose di soggetività, una recensione malscritta, poiché troppo negativa per un film applaudito a Cannes e con troppe pretese di oggettività.
Francesco Golf
01 apr 2009 - 19:17 - #7Vedrò il film il 10 e poi dirò la mia :-)
Saluti a tutti, e comunque complimenti per l’ottimo servizio offerto la stragrande maggioranza delle volte.
Ei@
02 apr 2009 - 08:58 - #8@3
Pero’ scusami non lo considererei un angioletto….
Anche lui ha i sui scheletri.
La cosa che mi fa un po arrabbiare, come fa una persona che ha imbracciato un fucile e ucciso passare per martire della liberta’ e soprattutto ricordato dai posteri, e uno che ha sempre combattuto in modo non violento, senza far del male a nessuno, finire nell’oblio…..
Comunque il film lo guardero’ sicuramente, anche perche’ trovo Benicio adatto come protagonista.
Dr.Apocalypse
02 apr 2009 - 09:34 - #9francesco il modello non è un PRO, rileggiti bene quel che ho scritto. (poco credibile Rodrigo Santoro)
Sugli applausi di Cannes io non so che dire… li il film lo videro TUTTO, io posso dire che questa prima parte è pessima.
A me non è piaciuta. Del Toro è molto bravo, ma c’è solo lui.
Guardalo e poi mi dirai…
Francesco Golf
02 apr 2009 - 10:11 - #10Il fatto che a Cannes il film sia stato proiettato tutto intero, in effetti, potrebbe aver influito come dici tu sul formare un parere decisamente più positivo del tuo.
La mia non vuole essere assolutamente una difesa totale del film (anche perché senza averlo visto sarà dura!), e anzi a questo punto andrà a finire che deluderà anche me.
I miei commenti erano più che altro una specie di sfogo: mi aspettavo un film magnifico e adesso ho paura a entrare in sala. Speriamo…
Francesco Golf
02 apr 2009 - 10:13 - #11Cavolo, ho dimenticato di parlare del modello… ho riletto e ho ricapito uguale:
“[…] perchè questa prima parte, a parte lo splendido Benicio Del Toro ed il poco credibile Rodrigo Santoro, ex modello prestato al cinema, nei panni di Raul Castro, […]”
Significa esattamente quel che c’è scritto, e cioè che del film salviamo Benicio del Toro e il poco credibile Rodrigo Santoro.
Saluti :-)
Houston
02 apr 2009 - 10:30 - #12Credo che lo vedrò,mi piacciono le storie di serial killer…
francesco8787878787
02 apr 2009 - 11:36 - #13Houston ma quanto sei fascista?????!!!!vabbè, rispetto le tue idee…pur non condividendole…
potresti essere il nuovo dux…magari affiliato con il papa…
Houston
02 apr 2009 - 12:48 - #14Fascista io????
Guarda che è verità storica,bello…
Ares_73
02 apr 2009 - 17:18 - #15piu di un critico lo ha definito un capolavoro…sinceramente cineblog lo trovo uno spazio eccellente, ma in quanto alle recensioni…punto di vista personale eh
Francesco Golf
02 apr 2009 - 18:18 - #16Serial killer? Verità storica?
LoL
Anti-Fan
04 apr 2009 - 13:37 - #17@15
Chi..?? Citami le fonti..? Tu, tua nonna, e qlk centro sociale…?
francesco8787878787
10 apr 2009 - 23:23 - #18visto appena, buono un 7,5
mariano 53
11 apr 2009 - 07:40 - #19SENZA AVER VISTO IL FILM,(IL REGISTA IN GENERALE PRODUCE FILM INTERESANTI E BEN RACCONTATI INIPENDENTEMENTE DELLA SCELTA DI FARE INTRATTENIMENTO PURO O IMPEGNO),MI SEMBRA CHE LA RECENSIONE DI QUESTO CRONISTA PECCHI DI QUALCOSA CHE DOVREBBE ESSERE AGLI ANTIPODI DI UN GIORNALISTA,IN PIU QUANDO DEBE RACCONTARCI UN PRODOTTO ARTISTICO ,TENENDO CONTO DI INTENZIONALITA,E CAPACITA’ NARRATIVA DEL AUTORE.MI SEMBRA PIU UNA PRESA DI POSIZIONE POLITICA…E’ INNEGABILE CHE QUALSIASI DOCUMENTAZIONE SERIA E OGETTIVA,AVALA IL LATO UMANISTICO DEL CHE,ANCHE IN QUELLA FASE INIZIALE DELLA SUA EPOPEA CUBANA,E FA PARTE DEL MITO E DELL SUA PRESENZA COME ESEMPIO PER UNA GRANDE FETTA DI POPOLAZIONE UMILE E LONTANA DI ICONE MEDIATICHE IN TUTTA L’AMERICA LATINA… IRRITARSI, NEGARLO E UTILIZARLO COME ARMA PER CRITICARE UN OPERA ARTISTICA,COME SI CAPISCE DALLE PRIME RIGHE FA POCO FAVORE ALLA IMMAGINE DI RIGOROSITA PROFESSIONALE CHE DOVREBBE AVERE UN GIORNALISTA SERIO E CREDIBILE.IL CHE CON LE SUE CONTRADIZIONI,CURABA,EDUCABA E COMBATTEVA NEGLI ANNI 60′,ANALIZARE UN PERSONAGGIO FUORI DEL CONTESTO POLITICO E SOCIALE E ASSURDO ED IN MALA FEDE…E USARE LA CRITICA AD UN OPERA ARTISTICA PER MANIFESTARLO E FUORI LUOGO E INDEGNO,ED E’ QUELLO CHE TRASPARE DA QUESTA RECENSIONE
Giac
11 apr 2009 - 12:08 - #20Visto. E non mi pare soporifero, solo diverso (non antihollywoodiano) nel prendersi tempo nel raccontare la storia. Sul Che ‘edulcorato’ non sono d’accordo. in quanto le parole (nel discorso ‘americano’ e nell’intervista) fanno spesso da contrappunto alle sue azioni. Spara, uccide, abbandona i compagni, fa buon viso a cattivo gioco, ripete formule retoriche un po’ ottuse… Il carisma e la statura per così dire morale emergono prepotenti sì, ma non è certo un’agiografia oleosa questa pellicola… devio dire che pur non apprezzando particolarmente soderbergh il film mi pare una prova interessante e degna.
Ares_73
11 apr 2009 - 15:06 - #21su “il cinema de lsilenzio” che e’ sicuramente tra le migliori testa online di cinema lo ha premiato con un bel 7, il quaotidiano di stamattina lo ha valutato 7, su multiplayer.it e’ stato valutato benissimo, allora io mi chiedo’ ma che film hanno visto i recensori di cineblog? ,troppe recensioni con voti “irreali” ,dei 3,5 ,dei 4,5 ad un film cosi…poi e’ chiaro che una recensione e’ un giudizio di una persona ,ma un minimo di equilibrio pero’…
francesco8787878787
12 apr 2009 - 14:22 - #22io sono partito prevenuto, poi ho notato con particolare attenzione la regia e l’ho trovata didasclica nel senso buono del termine, ma molto matura, compatta, il film è interessantissimo per la resa scenica nell’insieme…ha delle imperfezioni, ma si sente realmente la passione del personaggio sia tramite lo sguardo di Benicio, sia tramite la gigantografia che ne traccia soder…Si pone la prospettiva umana del Che, ma si cerca anche di decantarne le virtù…la storia non so se sia andata così, sta di fatto che l’aspetto politico, quello di pensiero, quello umano, traspaiono tutti.Ed è chiaro che i volti degli altri combattenti subiscano un’eclissa dalla centralità di Che…i voti bassi sono ingiusti, Cahiers du Cinema lo considera un capolavoro…io , un ottimo film
Giac
13 apr 2009 - 10:03 - #23http://www.youtube.com/watch?v=wkRLTD3OdBA
.fra
14 apr 2009 - 09:27 - #24è chiaro che chi ha scritto questa recensione non sa nulla della rivoluzione cubana ne tanto meno di ernesto guevara se non quanto letto su vari giornali di gossip e forse pensava di andare al cinema a vedere dragonball ma non trovando i biglietti… consiglio al recensore di guardarsi rambo forse più vicino alle sue “corde”… il film è chiaramente documentaristico dove emergono bene la personalità e le idee del dottore argentino, bella l’idea dell’ordine cronologico con flashback e flashforward… è vero che il doppiaggio non è il massimo e almeno il discorso alle nazioni unite si poteva lasciare in lingua originale con sottotitoli (andate a vedervi su youtube il discorso in spagnolo e poi mi dite), senza scordare poi la grande interpretazione di benicio del toro… film da vedere ;)
Francesco Golf
15 apr 2009 - 18:47 - #25Visto in lingua originale e, come supponevo e avevo già scritto, la recensione è esageratamente negativa. Il film non è affatto noioso, secondo me.
L’accento, ovviamente è sul SECONDO ME: un’iniezione di sana umiltà fa sempre bene.
Sono contento di notare tutti i commenti concordi ai miei, a parte quello del serial killer.
Saluti
Francesco Golf
15 apr 2009 - 18:59 - #26Ai visitatori faccio notare che lo stesso blogger ha votato di più Twilight di questo film…
http://www.cineblog.it/post/13724/twilight-recensione-in-anteprima
jardena
16 apr 2009 - 14:30 - #27L’ho trovato un film pazzamente noioso. Non vedevo l’ora che finisse; c’erano pochissime informazioni storiche, solo spari, spari, spari…….. che barba! la seconda puntata me la risparmierò sicuramente