Generazione mille Euro (Ita, 2009) di Massimo Venier; con Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Paolo Villaggio, Francesco Mandelli, Francesca Inaudi, Francesco Brandi, Roberto Citran, Lucia Ocone, Natalino Balasso, Steffan Boje.
Si possono fare in Italia film su una generazione, quella dei 25/30enni, senza scendere nel ridicolo, nel patetico o anche solo nella fastidiosa sensazione del già visto ed eccessivamente forzato? Sì, si possono fare, almeno a giudicare da questo sorprendente Generazione Mille Euro (oscena locandina a parte), che vede tornare in cabina di regia Massimo Venier, finalmente solo e senza il ‘peso’ del Trio sulle spalle.
Vivace, frizzante, divertente, ironico ed autoironico, capace di cavalcare i clichè e di giocarci, ben scritto, interpretato e diretto, Generazione Mille Euro ricorda il mai dimenticato Santa Maradona di pontiana memoria (nei dialoghi, nei personaggi, nella storia e nella freschezza dello script), facendo fare finalmente un salto in avanti alla commedia italiana di stampo ‘giovanilistico’ che, in questi rari casi, tutto è tranne che da buttare…
Una generazione di precari, di laureati con ottimi voti, di ragazzi pieni di sogni nel cassetto, costretti a dover convinvere con contratti di 6 mesi, stitici nella loro pochezza, quasi mai rinnovati e per questo portati ad obbligarli a dover star sempre con la valigia in mano, per tornare a casa da mamma e papà, senza più un soldo e con la coda tra le gambe. Una generazione costretta a dover convivere con i ‘vecchi saggi’ che non vogliono abdicare, che non si schiodano dalle proprie poltrone, per lasciarle poi ai nipoti di turno, quando finalmente si decidono a farlo. Una generazione che prega affinchè quei maledetti nipoti prima o poi finiscano, in modo da poter conquistare quel posto che spetterebbe lei e non a loro, raccomandati da generazioni, anche se appartenenti alla tua stessa di generazione. Una generazione passata dalla tipica e storica variabile X alla ballerina, tremolante e deprimente variabile Y, dove arrivi a stappare spumante se riesci a far tuo un contratto da 1000 euro al mese tutto compreso, ritenendoti addirittura fortunato per essere riuscito nell’impresa!
Liberamente ispirato al libro “Generazione 1000 euro” di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, arriva finalmente al cinema l’attesa trasposizione cinematografica, decisamente sorprendente nella sua realizzazione, visto l’andazzo generale degli ultimi titoli italiani di “genere”. Poggiata su una briosa, spassosa e grottescamente veritiera sceneggiatura, scritta a 4 mani dallo stesso Massimo Venier e Federica Potremoli, la pellicola porta in sala con cinico umorismo uno spaccato moderno della società italiana di oggi, su cui pende implacabile la sciabola della precarietà.
A vestire i panni dei ‘30enni’ di oggi un cast incredibilmente in palla ed estremamente azzeccato. Autentica sorpresa Alessandro Tiberi, vero protagonista del film, clamorosamente somigliante al più famoso Santamaria, sia nel fisico che nella recitazione. A lui tocca vestire i panni di Matteo, autentico “luogo comune“, come lui stesso si definisce, brillante laureato in matematica finito non si sa come a lavorare in un’azienda di marketing in fase di riorganizzazione. A fargli compagnia, in una casa che cade letteralmente a pezzi, da dividere in quattro e con ovvio e scontato affitto in nero, uno spassosissimo Francesco Mandelli, funambolo della playstation, amante del cinema, laureato con una tesi su Fassbinder ma finito a fare il ‘proiezionista’ in una sala d’essai.
Ai due ‘masculi’, si contrappongono le due ovvie donzelle, interpretate da Valentina Lodovini e l’ormai onnipresente Carolina Crescentini. Sempre più brava, solare e sottovalutata la prima, che piomba in casa di Tiberi e Mandelli come nuova coinquilina, ovviamente anche lei precaria, mentre finalmente in palla risulta essere la seconda, autentica “stronza”, capo marketing, che finisce però per perdere e far perdere la testa al povero Matteo, suo dipendente, che dovrà così scegliere: dare retta all’amore e rimanere “precario a vita” o prendere al volo la classica opportunità di lavoro che solo un coglione rifiuterebbe?
Ai quattro si aggiungono poi un melanconico Paolo Villaggio, che da ‘eterno impiegato’ si trasforma in professore universitario pronto ad agguantare la triste e desolante pensione, ed una macchiettistica Lucia Ocone, nei panni della ‘fannullona’ brunettiana di turno, con contratto a tempo indeterminato in tasca che passa metà delle proprie giornate al telefono d’ufficio con parenti ed amiche varie!
A chiudere i conti una quasi irriconoscibile Milano, una colonna sonora Made in Caterina Caselli, con le sue ‘assistite’ Elisa e l’ormai lanciatissima Malika Ayane a dominare più o meno la scena musicale, una serie di gag e di battute fulminanti ed una Generazione che, nonostante tutto, anche se priva di un presente stabile e di un futuro anche solo abbozzato si rimbocca le maniche e sorride alla vita, affidandosi anima e corpo alle 1000 risorse che irrimediabilmente, e per forza di cose, la contraddistinguono…
Positivo, in tutti i sensi.
Uscita in Sala: venerdì 24 aprile
Voto Federico: 7 (pieno)
Roberto D.
22 apr 2009 - 12:15 - #1Azz, e allora lo vedremo.
francesco8787878787
22 apr 2009 - 12:25 - #2Apocalisse io ti rispetto e rispetto le tue idee…detto questo, questo film è una macchietta impossibile da digerire, veramente osceno. non sono di per sè contro tutti i film italiani, alcuni, come tutta colpa di giuda, fortapasc, li ho trvati davvero ben fatti o almeno discreti…ma questo film NO…ma ha una regia? qualcosa di sensato? mandelli e La crescentini… uno cerca di storpiare qualcosa alla Calà, a livello vocale, l’altra appena attacca, è il collasso.
voto 3
Roberto D.
22 apr 2009 - 12:29 - #3Due pareri moooolto discordanti. Allora è da vedere.
andrea4381
22 apr 2009 - 12:44 - #4Federico, da quando hai dato 8 a quella schifezza che è “Indiana Jones e il Teschio di Cristallo” non so davvero se fidarmi più di te..
Dr.Apocalypse
22 apr 2009 - 12:46 - #5Fra non so che dirti, a me è piaciuto… anzi ti dirò di più… alla fine della proiezione stampa è anche partito l’applauso!
De gustibus…
Kingdom
22 apr 2009 - 13:40 - #6Tirare in ballo Santa Maradona mi sembra un’esagerazione.
Ma dopo tutta la vita davanti c’è ancora bisogno di pellicole del genere? vale per questo film tanto quanto Fuga dal call center.
Dr.Apocalypse
22 apr 2009 - 14:01 - #7Kingdom è ovviamente un’esagerazione. Ho solo detto che ‘lo ricorda alla lontana”… Santa Maradona è un caso più unico che raro!
gparker
22 apr 2009 - 14:09 - #8Invece io sono molto d’accordo. Anche io ho pensato subito a Santa Maradona, non per la realizzazione, la trama o i personaggi ma per il mood generale. Per quel modo di affrontare il giovanilismo molto intelligente che non rinuncia anche all’intrattenimento più diretto e semplice. E’ davvero una via di mezzo che soddisfa un po’ tutti con classe.
cuordileone
22 apr 2009 - 14:51 - #9Film divertentissimo e che fa pensare. Mandelli da oscar
Odd
22 apr 2009 - 15:42 - #10Vorrei vederlo. La Lodovini è molto brava e promette bene per i trascorsi visti, in compenso faccio fatica a vedere la Crescentini (dopo cose oscene tipo Notte Prima degli Esami Oggi, non fosse per le tristemente onnipresenti scene di nudo) e ancora di più non reggo Mandelli, che con il fare l’attore c’entra meno di zero.
Mi incuriosisce il paragone con Santa Maradona, uno dei miei film italiani preferiti degli ultimi anni, certamente una delle commedie a tematica “giovanile” più riuscite. Ponti è bravissimo (regia ma soprattutto sceneggiatura), Accorsi e Caprioli anche, ma soprattutto Libero De Rienzo è inarrivabile nel personaggio di Bart… chissà se il paragone regge davvero.
freya80
22 apr 2009 - 15:45 - #11spero cuor di leone scherzi…. filmaccio
Up Due
22 apr 2009 - 23:16 - #12Massimo Venier ha sempre fatto dei grandi film e un ottimo regista.Ora si cimenta nel Teen-Movie.Vai Massimooooo
Up Due
22 apr 2009 - 23:19 - #13Massimo Venier non è per la prima volta solo Federico ha diretto “Mi fido di te” il bellissimo film con Ale e Franz un piccolo gioiello, te lo ricordo.
Carlo111
23 apr 2009 - 13:17 - #14che tristezza il cinema italiano… non la smette proprio più di sfornare schifezze…
Up Due
23 apr 2009 - 15:25 - #15Carlo questa non è una schifezza guardala prima basta con l’ipocrisia
Carlo111
24 apr 2009 - 09:10 - #16guardatela tu sta robaccia… non sono ipocrita, sono realista, i film italiani fanno schifo (nessuno escluso), punto.
Up Due
24 apr 2009 - 15:37 - #17Carlo Massimo Venier è un signor Regista i suoi film non sono robaccia.I Film italiani non sono mica tutti come i Vanzina-Parenti e Moccia!!!Non dire cretinate anche l’america ci spara cavolate vedi Transformers, aveva un senso quella battaglia?
Roberto D.
25 apr 2009 - 00:41 - #18Carlo ma smettila di sparare balle… Il cinema italiano non è solo cinepanettoni, e sei ignorante se pensi ciò. Hai mai visto Nuovomondo? E i recenti Si può fare, o Nonpensarci? Smettila di fare il chiuso di mente e guardati un po’ intorno.
Houston
27 apr 2009 - 12:19 - #19Hai ragione Apo,questo film ricorda Santa Maradona….nel senso che lo scopiazza malamente facendo interpretare a Mandelli il ruolo che fu di Di Rienzo!
Il regista è convinto che basti infilare qualche battuta sui cliché del cinema per farci digerire tutti gli altri,soprattutto nell’ultima mezz’ora,quando il protagonista si porta a letto entrambe le protagoniste (e perché non anche la sua ex?almeno avremmo capito la sua utilità ai fini della trama…) e ci rifila pure il pistolotto morale sull’importanza di preferire gli amici alla carriera….Buona la prova degli attori ma per il resto cinque euro buttati nel cesso!
luca123
12 mag 2009 - 13:19 - #20Io il film l’ho visto e (ovviamente i gusti non si discutono) mi sembra al massimo mediocre.
Un pregio effettivamente lo ha ed è quello di non essere piagnucoloso e di una noia fastidiosa, per il resto si ride poco o niente (è una commedia) e il riso non è mai veramente amaro, come dovrebbe essere in questi casi.
Infatti il film naufraga senza appello proprio nella sceneggiatura, i personaggi sono poco più che macchiette stereotipate, affrescate con pochissima cura.
Qui si sta parlando della vita bruciata di milioni di persone senza un futuro degno di questo nome, perciò un maggiore spessore sarebbe d’obbligo.
Insomma si può anche ridere su queste tragedie sociali e umane (si sono fatti film comici sulla shoah) e ripeto è un pregio, ovviamente se riesci a farlo senza insultare nessuno o, forse peggio, essere di uno scontato intollerabile.