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Franklyn - di Gerald McMorrow: la recensione

Pubblicato: 21 apr 2009 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

Franklyn - di Gerald McMorrow: la recensioneFranklyn (Franklyn, Francia / Gran Bretagna, 2008) di Gerald McMorrow; con Eva Green, Jay Fuller, Bernard Hill, Art Malik, Kika Markham, Ryan Phillippe, Gary Pillai, Sam Riley, Chris Wilson, Mark Wingett.

Certi film sembrano nati per dividere le platee. E, se si parte da un dato di fatto oggettivo, la questione si complica un po’ di più in questo caso. Il dato oggettivo è questo: Franklyn è stato distribuito, almeno in Italia (ma probabilmente anche negli altri paesi dove è uscito), come un film di fantascienza, magari fumettoso come gli ultimi film ispirati o diretti da Frank Miller.

Operazioni del genere, comunque, ne succedono decine ogni anno, e bisogna ormai farsene una ragione. Ma Franklyn, appunto, non è proprio una pellicola simil-cinecomix come la si intenderebbe, visti gli ultimi modelli. Sposa un certo filone distopico che anche alcuni cinecomix ci hanno recentemente portato, certo, primo fra tutti V per Vendetta, ma anche l’ultimo Watchmen, per poi invertire la sua rotta.

Intricato e senza spiegazioni per una buona metà, l’opera d’esordio dell’inglese Gerald McMorrow, costata forse un quinto di un medio blockbuster americano, racconta quattro storie che prima o poi sono destinate ad incontrarsi. C’è Emilia, studentessa d’arte depressa e con manie suicide; c’è Milo, alla ricerca di un’amica d’infanzia; c’è Esser che sta cercando il figlio. E infine c’è Preest…

Delle quattro storie, la sua è ambientata in un’altra dimensione rispetto a quella delle altre tre vicende, che prendono vita nella Londra contemporanea. La storia di Preest ha come sfondo la fantomatica Città di mezzo, dominata dall’obbligo di avere un culto. McMorrow, che ha scritto anche la sceneggiatura, sembra ispirarsi ai modelli prima citati per costruire il personaggio interpretato da Ryan Phillippe - lo si pensi come un mix di V e Rorschach -, e frulla stili architettonici e varie religioni per costruire la Città di mezzo, dove l’unico che non ha un culto proprio (ne esistono di tutti i tipi, anche i più imbarazzanti) è proprio Preest.

Dell’unione delle quattro storie, si diceva, non si capisce nulla almeno fino a metà, quando il giochetto inizia a tirare un po’ le fila e molti potrebbero già intravedere una soluzione. Alla fine, grazie ad un proiettile, tutti i nodi vengono al pettine. E il film si trasforma: da un film di “fantascienza” in parte figlio di Orwell, Franklyn diventa un film sulle conseguenze che il mondo contemporaneo ha in varie forme sull’essere umano.

Depressione, malattia mentale, guerra. Ferite, dolori insanabili e condizioni irreversibili. Ogni persona, e quindi ogni mente, soprattutto in casi estremi, ha quindi il suo mondo: i casini arrivano quando bisogna relazionarsi con gli altri. O forse è proprio dagli incontri inattesi che nascono i primi bagliori di speranza. C’è chi ha tirato in ballo Donnie Darko per cercare un paragone sulla presunta inspiegabilità del film di McMorrow: ma non si tiene in conto il fatto che, diversamente dal complesso film di Kelly, Franklyn difficilmente colpisce al cuore e si mantiene piuttosto freddino.

Forse non è quel gran film come qualcuno ha detto, e forse neanche il pacco che tanti altri hanno descritto: che un film del genere fosse destinato a spaccare pubblico e critica era fin troppo ovvio. Ed è anche vero che, per raggiungere il suo fine (originale, certo), Franklyn sembra un po’ pretenzioso, senza scavare troppo a fondo. Ma resta comunque un tentativo che difficilmente dall’altra parte dell’oceano qualcuno avrebbe osato mettere in atto. E a suo modo Eva Green riesce ancora col suo fascino e la sua bellezza a tenere lo spettatore incollato allo schermo.

Voto Gabriele: 6
Voto Simona: 7

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (5 Voti | Media: 5 su 5)
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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • DOUBLE-D

    21 apr 2009 - 08:43 - #1
    1 punto
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    E’ un film molto spiazzante! Alcune cose non le avevo manco capite, piccole cose e “legami” che permettono di spiegare il film.Affronta problemi molto più crudi in realtà, mentre uno si aspetta un film quasi sul genere fumetto.

    Non so ancora come considerarlo, se un piccolo gioiellino o no,cmq buono un 6 per me vale(ho trovato spiegazioni su alcune cose che non avevo capito in alcuni forum ^__^)

    Ottime le ambientazioni della città di mezzo!

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    21 apr 2009 - 09:18 - #2
    1 punto
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    Solo 6? Per me si merita 7, è comunque un film che vale la pena di essere visto, se non altro per finanziare un po’ il cinema europeo..

  • Profilo di xibalba

    xibalba

    21 apr 2009 - 13:34 - #3
    0 punti
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    anche a me è piaciuto, soprattutto per la caratterizzazione di Eva Green, artista malata ed estrema e per l’atmosfera “psicotica” disseminata per tutto il film…
    non perfetto ma interessante

  • Renzie

    21 apr 2009 - 14:31 - #4
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    A me è piaicuto, mi ha sorpreso..pensavo tutt’altra cosa..invece l’ho trovato molto interessante e particolare! Forse un pò difficile la prima parte..ma un film elegante e diverso! Io avrei dato 7!

  • Profilo di neodie

    neodie

    21 apr 2009 - 14:51 - #5
    0 punti
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    Lo devo vedere!!!

  • Profilo di pol the zar

    pol the zar

    21 apr 2009 - 17:16 - #6
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    penso proprio che farò di tutto per vedermelo questa settimana

  • Profilo di braulio

    braulio

    22 apr 2009 - 17:50 - #7
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    come per lasciami entrare, questo film non lo proiettano vicino a casa mia.

    il posto più vicino è cortenuova, non sò neanche dov’è cortenuova

  • KA

    23 apr 2009 - 11:49 - #8
    0 punti
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    Fa letteralmente schifo!

    1: Il trailer cinematografico fa pensare ad un film totalmente diverso

    2: E’ di una lentezza allucinante, per due volte ho seriamente pensato di uscire dalla sala (e non mi era mai capitato), ho tenuto fino alla fine solo per “sopportazione” e per capire chi era l’Individuo.

    3: Non si capisce nulla, non solo fino a metà, ma fino alla fine (alcuni “legami” sono ovvi, altri rimangono nel “ma cosa c’entra?”)

    4: Eva Green mi ha deluso… l’avevo lasciata in Casino Royale e mi aspettavo una buona interpretazione, invece a parte l’essere gnocca non dice nulla.. e non basta il ruolo di “dannata aspirante suicida” a redimerla, e non giustificatelo come un ruolo impegnativo. Ha toppato stavolta!

    5: Fosse stato un film interamente ambientato nella Città di Mezzo sarei stato meno “crudele”. Ambientazioni bellissime in quella parte di film, ma solo le ambientazioni.

    BOCCIATO! (Ed espulso dalla scuola!)

  • Profilo di dombio

    dombio

    25 apr 2009 - 12:21 - #9
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    L’ho visto ieri, sinceramente, mi aspettavo di più, il film è troppo lento e inconcludente nella prima parte e bisogna fare uno sforzo per resistere al sonno, poi si riprende nel finale, quando i nodi vengono al pettine, ma non è abbastanza.
    Apprezzabile come tentativo, ma non merita più della sufficienza secondo me.

  • Billa1

    17 mag 2009 - 01:15 - #10
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    IN RISPOSTA A KA perchè un film dovrebbe essere più logico di un quadro, più razionale di un sogno, o rispondere inequivocabilmente ad ogni nostro perchè… ci sono film perfetti proprio perchè perfetti non sono, ma ti lasciano una flebile scia di un qualcosa che più in qua, quando meno te l’aspetti, ti danno una risposta e non sai minimamente da quale parte del tuo animo hai trovato appiglio….BUONA VISIONE.
    P.s: Il nome dell’attrice che interpreta la madre di lei???…non riesco a trovarla mi ci vorrebbe un pò di tempo ed io ivece ho fretta