Uomini che odiano le Donne: Recensione in Anteprima

pubblicato: mercoledì 27 maggio 2009 da dr. apocalypse in: Anticipazioni Recensioni Libri Europeo Thriller Gialli

Uomini che odiano le Donne: Recensione in AnteprimaUomini che odiano le Donne (Män Som Hatar Kvinnor, Svezia, Danimarca, 2009) di Niels Arden Oplev; con Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven-Bertil Taube, Peter Haber, Peter Andersson, Marika Lagercrantz, Ingvar Hirdwall, Björn Granath, Ewa Fröling, Per Oscarsson, Michalis Koutsogiannakis, Annika Hallin, Sofia Ledarp, Thomas Köhler, Stefan Sauk, Gösta Bredefeldt, Reuben Sallmander, David Dencik, Georgi Staykov, Gunnel Lindblom.

Sono passati 40 anni da quando Harriet Vanger è misteriorsamente scomparsa da una riunione di famiglia. Ad esser convinto che si sia trattato di un omicidio, benchè il corpo non sia mai stato ritrovato, il ricco zio, sicuro che l’assassino si celi in famiglia. Per far luce sull’accaduto, dopo 40 anni di inutili ricerche, lo zio assume un giornalista in declino e pronto ad andare in carcere per diffamazione ed un hacker senza scrupoli, chiamati a scovare l’assassino e il corpo della mai dimenticata Harriet…

Autentico caso letterario dell’anno, con il titolo di libro più venduto in Europa (solo in Italia quasi 700,000 copie) Uomini che Odiano le Donne è solo il primo capitolo dell’ormai celebre trilogia Millennium creata da Stieg Larsson, morto ancor prima che i suoi gioielli uscissero in libreria. Ad occuparsi di questa attesa e temuta trasposizione non Hollywood, che si prepara all’ovvio remake, ma una produzione svedese/danese che ha finito per convincere a metà, realizzando un giallo a tinte thriller sicuramente interessante ma decisamente troppo lungo e poco originale…

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E’ difficile. E’ sempre estremamente difficile riuscire a portare in sala best seller tanto venduti quanto amati. Metter mano alla trilogia di Millennium è stato sicuramente uno di quei casi, visto che a Uomini che Odiano le Donne è toccata la responsabilità di far partire la storia. Al regista poi il compito più arduo, ovvero portare in sala il primo capitolo, fondamentale per far conoscere i personaggi principali e dare il via alla trama, con pochi mezzi a disposizione ed un successo che, quando iniziarono le riprese, non aveva ancora toccato simili dimensioni. Basti pensare che i due sequel inizialmente vennero pensati per la tv, per poi far cambiare idea ai produttori dopo il boom mondiale dei libri, tanto da meritarsi anche loro una trasposizione cinematografica.

Ci ritroviamo così un film a più facce, tanto da meritarsi giudizi differenti. Intrigante la storia, ben articolata ed intrecciata, tra misteri, serial killer, donne scomparse, codici numerici e angoscianti fotografie ben utilizzate da Niels Arden Oplev. Alla trama, conosciuta a memoria dai milioni di fan sparsi in giro per il mondo, si aggiungono i due assoluti protagonisti, il giornalista Mikael Blomkviste la hacker Lisbeth Salander. Fondamentale era riuscire a trovare due attori che incarnassero perfettamente i due fantastici personaggi inventati da Larsson, con la scelta che alla fine è ricaduta su Michael Nyqvist e Noomi Rapace.

Lontanamente somigliante a Stellan Skarsgård lui, giornalista d’assalto, pronto a tutto pur di arrivare alla libertà e sempre in prima linea, androgina, efebica, cupa e misteriosa lei, per una coppia che alla fine risulta comunque ben costruita, con un’alchimia interessante e in linea con le premesse del libro. A lasciare il segno indubbiamente Noomi, letteralmente trasformata nel fisico per riuscire a vestire i panni di Lisbeth, donna che odia gli uomini che odiano le donne, dal passato tormentato, dal futuro incerto e dal presente minaccioso. La sua Lisbeth è un indomabile animale, dominatrice assoluta, tanto nel sesso quanto nella vita. Potente, cruda e ancor più dettagliata rispetto al libro la scena dello stupro, che ci mostrerà una Lisbeth tanto astuta quanto vendicativa. Un personaggio strepitoso su carta, ben portato in sala (anche se la Lisbeth del libro la immaginavamo tutti molto più ‘piccola’) , con tutte le difficoltà del caso nel riuscire nell’impresa.

Attorno ai due Niels Arden Oplev, grazie anche ad una sceneggiatura non esaltante, monta una regia poco originale e non eccessivamente ispirata, a causa anche della mostruosa lunghezza della pellicola. Troppi 150 minuti, con un’ultima mezz’ora che eccede nei finali, diventando quasi fastidiosa e toccando spesso le corde dell’esagerazione (ma veramente nelle carceri svedesi ai detenuti è concesso di avere in cella il proprio personalissimo Mac portatile, con tanto di connessione ad internet?). Qualche sforbiciata in più in fase di montaggio si poteva e forse doveva fare, così come prestare una maggiore attenzione ai tanto affascinanti quanto inquietanti paesaggi svedesi, magari attraverso una fotografia più particolareggiata e ispirata, capace di mostrarci quella Svezia oscura e criminale portata su carta con tanta astuzia e bravura da Stieg Larsson.

Ciò che ne resta è un giallo interessante, sicuramente inferiore al libro da cui è tratto e probabilmente al di sotto delle proprie possibilità cinematografiche. Anche se diciamocelo… in mano agli americani poteva uscirne una porcata di dimensioni abnormi! Ma prepariamoci pure visto che l’aria da remake è frizzantina e ormai prossima, con Hilary Swank pronta a rispolverare il suo Boys don’t Cry per la Lisbeth in versione stelle e strisce! Iniziamo a preoccuparci?

Uscita in sala: 29 maggio
Voto Federico: 6
Voto Carla: 7+
Voto Simona: 4

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 4 su 5)
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Commenti dei lettori

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  • La Cassiera

    27 mag 2009 - 09:49 - #1
    0 punti
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    Ho sentito parlare molto bene di questo film!
    Da noi ci sarà l’anteprima domani e ci sono già un bel po’ di prenotazioni!

  • Profilo di Simona M

    Simona M

    27 mag 2009 - 09:55 - #2
    0 punti
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    Dovrò aspettare il 3 giugno per vederlo….e non vedo l’ora!!

    …No, per piacere la Swank decisamente no!!! E’ di circa 30 centimetri troppo alta!! Piuttosto la Portman!

  • Profilo di n3kr0s

    n3kr0s

    27 mag 2009 - 10:01 - #3
    0 punti
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    ma nella recensione si ripete mille volte “uomini che amano le donne”…e’ un lapsus ? O_o

    Cmq nn so che aspettarmi da sto film…non mi attira molto ma ne ho sentito parlare bene…..soprattutto del libro da cui è tratto…non so :/

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    27 mag 2009 - 10:18 - #4
    0 punti
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    Un signor lapsus, anche perchè gli americani come minimo lo chiameranno “Uomini a cui non stanno troppo simpatiche le donne”…

  • dum

    27 mag 2009 - 11:05 - #5
    0 punti
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    In Francia e Spagna il titolo è stato trasformato in (rispettivamente) “Les hommes qui n’aimaient pas les femmes” e “Hombres que no amaban a las mujeres”, in Inghilterra “The girl with the dragon tattoo”, gli americani siamo noi.

  • scrooge81

    27 mag 2009 - 11:32 - #6
    0 punti
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    non e’ un lapsus,e’ semplicemente l incompetenza di apo…

  • Profilo di Simona M

    Simona M

    27 mag 2009 - 11:55 - #7
    0 punti
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    @Dum: gli americani han fatto su un casotto colossale con i titoli…e i francesi non sono da meno, visto che l’hanno chiamato Millennium, le film.

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    27 mag 2009 - 12:09 - #8
    0 punti
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    Vabbè ma la Spagna non conta… se non traducono ci stanno male!

  • RedMax90

    27 mag 2009 - 12:54 - #9
    -1 punto
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    @Dum
    “The girl with the dragon tattoo” è il titolo del secondo libro/film….

    @Recensore
    Se avessi letto bene il libro sapresti che il carcere in cui viene rinchiuso Blomquist è un carcere per reati minori e quindi gli viene permesso portare il portatile….

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    27 mag 2009 - 13:03 - #10
    0 punti
    Up Down

    RedMax peccato che nel film nessuno e dico nessuno menzioni il fatto che il carcere sia un ‘carcere per reati minori’… più che un carcere sembra un albergo! Guardati il film e poi mi dirai…

  • Angel_r

    27 mag 2009 - 13:06 - #11
    0 punti
    Up Down

    Perchè gli americani sentono sempre il bisogno di fare un remake?
    (domanda retorica..)

    Lasciamo stare i titoli tradotti in italiano (…). Ma più che altro ci distinguiamo nel mettere dei sottotitoli che non c’entrano assolutamente niente

  • Profilo di madteo

    madteo

    27 mag 2009 - 13:54 - #12
    -1 punto
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    @RedMax ed altri:
    Di gente che non ha letto il libro ce n’è tanta, qui dentro: il protagonista maschile si chiama Mikael Blomkvist, non Blomquist.

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    27 mag 2009 - 14:18 - #13
    0 punti
    Up Down

    Bè sì questo è un palese errore dovuto al non aver letto il libro… come darti torto…

  • Alienator

    27 mag 2009 - 16:33 - #14
    0 punti
    Up Down

    sinceramente NON lo andrò a vedere,gia dal titolo mi sembra maschilista

    Spero vi divertiate ma credo di no

  • Profilo di Simona M

    Simona M

    27 mag 2009 - 16:39 - #15
    0 punti
    Up Down

    @Alienator, non sai quanto ti sbagli!!! Il film potrà magari non essere un capolavoro (te lo dirò dopo averlo visto) ma il libro lo è…..ed è decisamente TUTTO TRANNE che maschilista!!! ;o)))

  • Alienator

    27 mag 2009 - 17:00 - #16
    0 punti
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    Beh se me lo dice una Donna ci credo ;)

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    27 mag 2009 - 17:56 - #17
    -1 punto
    Up Down

    maschilista????

  • Proiezioni Mentali

    01 giu 2009 - 16:00 - #18
    0 punti
    Up Down

    Il video dell’intera conferenza stampa con Noomi Rapace e Niels Arden Oplev è disponibile su youtube: http://www.youtube.com/user/ProiezioniMentali

  • keiske

    30 lug 2009 - 10:01 - #19
    0 punti
    Up Down

    Ho letto tutta la trilogia in tre giorni… uno dietro l’altro, quasi senza soste. Trovo i tre libri (pensare che voleva scriverne 10 per questa saga, che dispiacere la sua scomparsa) splendidi sotto tantissimi aspetti. Ho voluto vedere per curiosità il film e penso che fosse difficile fare qualcosa di peggio di quanto è stato fatto. Del libro manca quasi tutto. In carcere lui ci va prima di risolvere l’enigma di Harriet e non dopo. Lo scoop su Wennerstroem viene confezionato da tutta la redazione, che invece sembra trasalire quando c’è il servizio televisivo (come sia possibile che venga stampato Millennium e la capo redattrice non ne sappia nulla). Erika come personaggio è stato massacrato. La vita sessuale libera di Blomqvist anche. La parte del libro dove Lisbeth dirotta 4 miliardi di corone (non 7 milioni) è magnifica e viene liquidata con 30 secondi di servizio televisivo. Anita che muore. Potrei andare avanti ore, ma sarebbe un esercizio di stile. Film pessimo.

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