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Giorno 6 a Venezia 2009: South of the Border - Lebanon

Pubblicato: 08 set 2009 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

hugo chavez foto

South of the Border - di Oliver Stone (Fuori concorso)
C’è chi sta subito mettendo a paragone i documentari di Michael Moore e Oliver Stone. Ai punti vince senz’altro Moore, ma ci sembra che il lavoro di Stone possa offire comunque spunti su cui aprire il dibattito e ragionare.

Partito come un documentario su Chavez (presente in sala, per la sorpresa di molti), South of the Border si è presto trasformato in un documentario che vuole analizzare la situazione attuale dell’America Latina paragonata alla visione che ne avevano gli States nell’epoca di Bush. Visione ovviamente filtrata dai mezzi di comunicazione, soprattutto la tv.

Eccessivamente di parte e discontinuo, visto che la parte su Chavez è molto più lunga rispetto a quella dedicata a Morales, Lula, Raul Castro e gli altri, questo quasi-sequel di Comandante permette almeno di far vedere in modo diretto come l’informazione possa essere qualunquista, a prescindere dal politico che si ha di fronte. E apre alla fine una forte speranza sui nuovi rapporti tra i paesi latino-americani e gli Stati Uniti di Obama. (Qui il trailer).

Lebanon - di Samuel Maoz (Concorso)
L’avevano annunciato come una delle sorprese del concorso, e così è stato. Il film di Maoz è un film davvero forte, apparentemente tenuto su da una sola idea (l’ambientazione costante all’interno del carro armato) ma appassionante e teso, non privo di una carica violenta che lascia spesso feriti.

Prima o poi bisognerà poi analizzare il fatto che due film recentemente abbiano raccontato la guerra del Libano in modi decisamente originali, prima Valzer con Bashir attraverso un documentario d’animazione, ora questo Lebanon, tutto dentro il carro armato, “spiando” l’esterno solo grazie ad un mirino.

La regia di Samuel Maoz è dinamica e controllata, e la fotografia fa miracoli nel rendere la sporcizia all’interno del carro armato, ma rendendo il tutto di un’eleganza spettacolare. Manifico anche il potente lavoro svolto sul sonoro. Probabilmente non sarà escluso dalla lista finale dei premi.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • gioo22

    08 set 2009 - 17:38 - #1
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    solo dei comunisti di m povevano invitare un dittatore simile fuck you festival del comunismo

  • Up

    09 set 2009 - 01:38 - #2
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    Il solito mangiamorte gioo22.Meglio Chavez che Ghedaffi!!!!!Ma questi Berlusconiani devono farsi curare da qualcuno mi sa!!!!

  • Spider_sp

    09 set 2009 - 02:44 - #3
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    Non è questione di essere berlusconiani o meno, né di essere di destra o di sinistra.
    Chavez è un dittatore, che ha un rispetto per la democrazia del suo paese pari a quella che ha Berlusconi per quella del nostro.
    Come ho detto anche in un altro commento, cerchiamo di pensare con la nostra testa e non seguendo i binari imposti dalle ideologie.
    Essere di sinistra non significa dover difendere ciecamente chiunque appartenga a tale ideologia politica. Perché di pezzi di m***a ce ne sono da entrambe le parti.
    E Chavez è uno dei più grossi, chiedilo ai venezuelani (come mia moglie), altro che quel paladino della giustizia come vuol fare credere quel venduto di Oliver Stone.
    Per quanto mi riguarda, odio Berlusconi tanto quanto non sopporto certi fanatismi di alcuni ottusi di sinistra. Ma ancora meno posso reggere quelli che osannano, difendono a spada tratta ed eleggono a eroi personaggi di questo tipo, senza neanche conoscere ciò di cui si sta parlando.

  • il riccio

    11 set 2009 - 18:21 - #4
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    Lebanon mi è piaciuto molto ed è nella mia lista dei vincitori del leone d’oro assieme a:
    - Life During Wartime Di Solondz
    - Lourdes di Hausner