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Barbarossa - di Renzo Martinelli: Recensione in Anteprima

Pubblicato: 08 ott 2009 da dr. apocalypse

Commenti dei lettori

Barbarossa - di Renzo Martinelli: Recensione in AnteprimaBarbarossa (Italia, 2008) di Renzo Martinelli; con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel, Antonio Cupo, Angela Molina, F. Murray Abraham, Gian Marco Tavani.

Io ho visto un film che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Pontida, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino al bollente telefono di Saccà. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia. È tempo… di morire“.

Omaggiando Rutger Hauer, mitico replicante di Blade Runner e qui incredibile Barbarossa, si può commentare ciò che è la nuova discussa fatica di Renzo Martinelli, costata 30 milioni di euro, quasi del tutto sborsati da Mamma Rai, ovvero anche da noi contribuenti, e realizzato con il folle sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In 24 anni di cinema non avevo mai vista nulla di simile. Mai nessun “film” era arrivato così vicino al senso del ridicolo. Mai nessun film era arrivato così vicino ad infangare il senso stesso di “settima arte”. Fino all’arrivo di questo Barbarossa, autentico mix propagandistico e parodistico a metà tra Braveheart, Fantaghirò, Giovanna d’Arco e Robin Hood - Un eroe in Calzamaglia…

E’ difficile. E’ sinceramente difficile riuscire a commentare un film come questo Barbarossa. Difficile perchè risulta quasi impossibile non passare per faziosi, prevenuti, eccessivi, se non addirittura politicizzati, nel dover annunciare una porcheria di simili proporzioni, che nulla ha a che vedere con il Cinema.

Pensato anche come prodotto televisivo, visto che il film sbarcherà a breve sulla Rai in due puntate, il Barbarossa cinematografico non ha appigli a cui aggrapparsi. Dal 1° al lontanissimo 138° minuto si procede navigando a vista, in un mare di fastidiosissima finzione (d’altronde questa non è storia, ma semplice leggenda). Fosse un B-Movie, girato con quattro soldi e da una banda di principianti, ci si potrebbe passare anche sopra. Peccato che qui si stia parlando di uno dei film più costosi della storia del cinema italiano. Renzo Martinelli, che in passato ci aveva già fatto assaporare oscenità di vario tipo, raschia qui il fondo del barile, realizzando in assoluto il suo capolavoro di bruttezza. Nel farlo ridisegna la geografia, trasformando Milano nella “porta per la Sicilia“, fino a far sorgere il Colosseo a pochi metri dal Tevere, senza dimenticarsi di portare in sala una Roma ovviamente “debole e appestata“.

Siamo nel XII° Secolo. Le terre del Nord Italia sono governate da un imperatore tedesco, Federico Hohenstaufen, detto Barbarossa. Il sogno del “Barbarossa” è quello di conquistare le terre del Centro e del Sud, così da far rivivere l’impero che fu di Carlo Magno, ovvero un Impero Universale. Peccato che nelle terre del Nord ci sia un giovane milanese di nome Alberto da Giussano, che, dopo vari soprusi e la distruzione di Milano, riuscirà ad unire quelle stesse terre in una Lega Lombarda, a dar vita ad una Compagnia della Morte e a sconfiggere il terribile Re, riconquistando la libertà…

Cosa ci faranno mai attori del calibro di Rutger Hauer e F. Murray Abraham in un film simile? Domanda a cui difficilmente si riesce a trovare risposta, visto la ‘qualità’ dell’opera. Perchè, perchè, perchè? Saranno solo fatti loro, parafradando un celebre spot di un altro dei protagonisti del film, ovvero Raz Degan. Soprattutto il secondo, F. Murray Abraham, lascia basiti. Diventato attore feticcio di Renzo Martinelli, Abraham 25 anni fa incantava il mondo in Amadeus. Il suo fantastico Antonio Salieri gli permise di vincere un Oscar e un Golden Globe. Per 25 anni Abraham è sempre stato associato a quel celebre personaggio, fino ad oggi, visto che grazie a questo Barbarossa Abraham sarà per tutti sempre e solo… Siniscalco Barozzi.

Dalla vetta dell’Olimpo ai bassifondi più impensabili, F. Murray Abraham paga caro la scelta di esser diventato l’attore feticcio di Renzo Martinelli, a cui si deve questa storica trasformazione. Da Antonio Salieri a Siniscalco Barozzi, ebbene sì. Al suo fianco Rutger Hauer, che probabilmente qualche pezzo di pane in bocca dovrà pur metterlo a fine mese, nei panni del temibile Barbarossa, combattuto con onore dal figlio di un fabbro, trasformatosi ad un certo punto del film in gioielliere, Alberto Da Giussano, ovvero Raz Degan, che a forza di bere Jagermeister è riuscito a diventare addirittura il William Wallace della Lega Nord.

In 140 minuti Renzo Martinelli ci riporta così indietro nella storia, bagnandola completamente di leggenda e propaganda, facendo diventare la “falce” presagio di sconfitta per Barbarossa, arrivando fino ai Re Magi e a una Giovanna d’Arco in salsa leghista, qui interpretata da una psicotica e insopportabile Kasia Smutniak, ragazzina ‘toccata dal fulmine’ capace di predire il futuro attraverso mal riuscite visioni.

Attorno a questo desolante quadretto attoriale, Martinelli ci infila una serie di comparse assolutamente imperdibili. Non c’è scena, infatti, in cui i ‘figuranti’ non regalino espressioni da morir dal ridere, facendo precipitare tutto sempre più nel patetico. Patetico come gli “effetti speciali”, sinceramente ridicoli, il miliardo di ralenty, il gratuito e pesantissimo finale pulp, l’onnipresente colonna sonora che strizza più di un occhiolino al Gladiatore, la fotografia alla “Centro Vetrine” o le scene di presunta azione, caotiche, zeppe di primissimi piani, quasi sempre incomprensibili e non aiutate da un montaggio televisivo che finisce per ammazzare definitivamente il tutto.

Arrivasse negli States, Barbarossa trionferebbe di diritto ai Razzies Awards, rischiando probabilmente di battere record su record, facendo forse impallidire addirittura Uwe Boll. Questo non è il cinema italiano. Questo non ha nulla a che vedere con l’industria cinematografica nazionale. Questo semplicemente non è cinema. Questo è aver buttato 30 milioni di euro. Questo è il Barbarossa di Renzo Martinelli. Questo è il film più brutto che ho visto al buio di una sala in tutta la mia vita.

Uscita in sala: 9 ottobre

Voto Federico: 0
Voto Carlo: 3

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162 commenti

Commenti dei lettori

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  • mgd

    20 ott 2009 - 17:35 - #151
    -1 punto
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    che dire? ho visto il film e l’aggettivo è IMBARAzzante è stato veramente un’agonia su history channell a volte la sceneggiatura delle ricostruzioni è meglio , l’unica cosa che si salva sono cavalli e costumi .

  • Profilo di uomodigomma

    uomodigomma

    22 ott 2009 - 04:44 - #152
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    Perchè non compare il mio post?

  • Profilo di uomodigomma

    uomodigomma

    22 ott 2009 - 04:53 - #153
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    Vabbè… a parte tutte le critiche insulse, ad un film che per la prima volta dopo 40 anni affronta il tema EPICO in Italia, con un regista nostrano e comparse rumene, in quanto i costi per un genere così sono spropositati.

    Un film che riporta con stile manzoniano degli eventi realmente accaduti in quel contesto storico e li assembla in modo piacevole…

    Mi chiedo, riferendomi ad un accanito post del fantomatico Maestro Ulisse che fa il saccente critico: tu… oltre ad un simpatico VHS della battaglia di Grunwald, e ad una altrettanto simpatica pubblicità del panettone Bauli, che hai fatto nella tua vita oltre al fantasy?

    Ulisse: se il bambino usasse argano o leve per caricare la balestra, non saremmo più nel XII secolo!

  • Profilo di uomodigomma

    uomodigomma

    22 ott 2009 - 05:05 - #154
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    Ma quante balle srivono x tentare di demolire questo film??
    “si procede navigando a vista, in un mare di fastidiosissima finzione (d’altronde questa non è storia, ma semplice leggenda). ”
    la battaglia di Legnano, il giuramento di Pontida (che peraltro si studiano anche nei libri di scuola) il ritrovamento delle reliquie dei Magi, la distruzione di Crema, Brescia, Milano… ecc ecc..

    Forse chi fa il critico dovrebbe andare a vedere un po’ meglio la Storia…

  • Profilo di uomodigomma

    uomodigomma

    22 ott 2009 - 05:05 - #155
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    Ma quante balle srivono x tentare di demolire questo film??
    “si procede navigando a vista, in un mare di fastidiosissima finzione (d’altronde questa non è storia, ma semplice leggenda). ”
    la battaglia di Legnano, il giuramento di Pontida (che peraltro si studiano anche nei libri di scuola) il ritrovamento delle reliquie dei Magi, la distruzione di Crema, Brescia, Milano… ecc ecc..

    Forse chi fa il critico dovrebbe andare a vedere un po’ meglio la Storia

  • crizia

    24 ott 2009 - 18:07 - #156
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    non facciamo passare la cosa come se il budget del film fosse tutto finanziamento statale…! se no sembra davvero una follia, e poi.. ma quali 30 milioni!!!!
    pubblicità che gli è tornata contro, data la non riuscita del film, ma in verità ne sono stati spesi molti meno della metà!
    diciamolo, se no si parla di cazzate.. inutilmente

  • promoTube

    25 ott 2009 - 23:53 - #157
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    DAVVERO UN GRAN BEL FILM!

  • darioroma

    28 ott 2009 - 23:18 - #158
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    ma che bel film.. voto 8 e mezzo.

  • pellsMil

    28 ott 2009 - 23:19 - #159
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    strabello ! ! !

  • terens

    02 nov 2009 - 13:58 - #160
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    la recensione non rispecchia il film.. ma sei sicuro che lo hai visto??

    ad ogni modo a me è piaciuto molto. voto 8!

  • Cpt. Roger

    02 nov 2009 - 18:05 - #161
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    Recensione penosa. E come ha suggerito qualche commento precedente, faziosa. Tanto che non vale neanche la pena sottilizzare oltremodo. La maggior parte dei soldi sborsati non deriva dalla RAI, come riferito… e quanto ai riferimenti alle ambientazioni, poi… non credo che a Sergio Leone avrebbero criticato di essere andato in Spagna o in Sardegna a girare i Western per risparmiare.

    Vivendo all’estero trovo molto penoso vedere come qualsiasi tentativo di creare qualcosa di nuovo e diverso in italia - al di la’ della evidente propaganda e di alcuni limiti oggettivi del film in questione - si continui a scontrare sempre e solo con critiche disfattiste, negative e - in fin dei conti - autolesioniste. Certo, ogni tentativo che non provenga dalla cricca di intelletualini di sinistra che da decenni ponopolizza la cultura italiana.

    “..Questo non ha nulla a che vedere con l’industria cinematografica nazionale. Questo semplicemente non è cinema…” E’ proprio vero. Il cinema italiano - l’unico di successo - e’ quello dei panettoni di Natale di De Sica e Boldi… Del giusto tenore culturale. Anche meno del ’sussidiario’ citato. Ma quale altro film italiano e’ in grado di fare successo al botteghino? I riferimenti alla qualita’ dei film del passato contano come il due di picche. Erano altri tempi, altre esigenze, altri italiani. Quelli che incassano ora, lo fanno perche’ i recensori compiacenti - prendendo o meno i loro oboli - li pompano ad ogni pagnina di giornale… che guarda caso sono tutti schierati sulla stessa linea.

    Certo, sono convinto che se sul Carroccio ci compariva Benigni in mutande, veniva dipinto come un’opera d’arte. Ma forse allora avrebbe costato 60 di milioni (anche se magari, per Benigni la RAI li avrebbe voluti sganciare… e nella soddifazione di tutti i recensori… o quasi).

    Sveglia ragazzi! Stiamo parlando di un film italiano, non di Hollywood, con tutto il suo apparato di propaganda e di lancio. (Poi si critica tanto, ma anche Braveheart non era mica chissa’ che capolavoro di interpretazione, ne’ di fedelta’ storica)! Il protagonista storicamente era un mezzo sbandato. Questo e’ un prodotto con in testa la fiction televisiva e una certa dose di una certa ideologia. Ma e’ un tentativo coraggioso; un tentativo privo di quel sostegno intelletual-mafioso di cui godono le produzioni ‘fedeli alla linea’.

    Quale pellicola storica italiana - se ce n’e’ mai stata una per il cinema in tempi recenti - ha mai fatto incassi al botteghino o attirato l’interesse del pubblico, oltre che per il fatto che un attore famoso ci compariva?

  • Profilo di carloprevosti

    carloprevosti

    02 nov 2009 - 21:03 - #162
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    @ Cpt. Roger - Dici di vivere all’estero, di conseguenza immagino che il film tu non l’abbia visto, vero? Anche perché parli di “qualcosa di nuovo”, non mi pare che Barbarossa sia una gran novità (indipendentemente dal giudizio estetico, dopotutto anche Bertolucci ha fatto film da decine di milioni di euro, vedi L’ULTIMO IMPERATORE).

    Inoltre non è vero che in Italia non ci sono mai stati film storici. Da IL GATTOPARDO a IL MESTIERE DELLE ARMI ci sono fiori di capolavori di questo genere.

    Quando Benigni ha fatto LA TIGRE E LA NEVE e PINOCCHIO solo i “critici televisivi” ne hanno parlato bene (ma Marzullo lo consideri ancora?).

    Ora ti do un compito. Guarda il film e poi ne riparliamo.

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