
Finalmente ci siamo. L’Auditorium Parco della Musica, progettato da Renzo Piano, riapre per la 4° volta le proprie porte al red carpet del Festival Internazionale del film di Roma. 137 lungometraggi e documentari, 14 film in concorso nella Selezione Ufficiale, 8 film fuori concorso nella Selezione Ufficiale, 8 proiezioni ed eventi speciali, 3 film Fuori Concorso|Anteprima – Alice nella città, oltre 30,000 biglietti già venduti ed un Auditorium ancora alle prese con gli ultimi ritocchi, in un via vai di accreditati, pubblico e operai, chi al lavoro e chi per svago, sotto il gelido sole di Roma, da giorni entrata nel freddo e pungente inverno.
Aspettando Paz Vega e Christopher Lee, attesi questa sera per l’apertura ufficiale del Festival con il film Triage, diretto dal Premio Oscar Danis Tanovic ed interpretato da un trasformato Colin Farrell, possiamo iniziare a trarre le prime impressioni sui primi due titoli visti in sala, ovvero lo stesso Triage e Skellig, goduto nella glaciale Sala Ikea.
Mark e David non sono solo amici, ma anche colleghi. Entrambi fotografi di guerra, nella loro vita hanno vissuto sulla propria pelle ben 11 sanguinari conflitti. Ambiziosi ed entusiasti, partono per il Kurdistan in cerca dell’inquadratura perfetta. Dopo un mese di permanenza, con gli iracheni pronti a sferrare l’attacco decisivo, Mark vuole rimanere, vista la ghiotta occasione a portata di mano, essendo loro gli unici fotografi occidentali sul posto, mentre David vuole tornare dalla moglie, incinta ed in procinto di renderlo padre. Cosa succeda realmente lo scopriremo solo alla fine della pellicola, visto che ritroviamo Mark solo, sanguinante e ferito in un ospedale locale nelle caverne di Harur. Tornato finalmente in Irlanda, Mark vive ora dopo ora lo choc vissuto. Esausto, disorientato, ferito e non preoccupato per l’amico, misteriosamente ancora non tornato a casa, Mark ricorda poco o nulla di quel che è accaduto in Kurdistan, fino alla sconvolgente verità finale…
Atteso ritorno in sala di Danis Tanovic, regista premio Oscar per No Man’s Land, Triage segue la tradizione del Festival di Roma, con film d’apertura dalle grandi aspettative ma a conti fatti incredibilmente non riusciti, per non dire brutti. Tratto dall’omonimo romanzo del corrispondente estero Scott Anderson, che ha seguito le guerre in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia, Triage risulta essere uno scontato polpettone di guerra sulle tracce indelebili lasciate dai conflitti nei confronti di chi riesce a tornare a casa. L’orrore della Guerra e i suoi innumerevoli traumi, non solo fisici ma anche psicologici, sai che novità. Dinanzi ad un convincente e magrissimo Colin Farrell, troviamo Paz Vega, autentica ‘imitatrice mal riuscita’ di Penelope Cruz, e per questo totalmente fuori ruolo, ed un ‘regalato’ Christopher Lee, nei panni di uno spagnolo (sic!) responsabile della ‘purificazione dei criminali di guerra dopo la guerra civile spagnola. Assolutamente gratuito il rimando al regime franchista, così come le tante battutine nei confronti della bellicosa Francia. A scene estremamente cruente, Tanovic ne alterna alcune noiosissime, fondate su una psicologia talmente spicciola da far impallidire il Crepet di vespiana memoria, finendo per realizzare un film che lascia sinceramente poco o nulla. Deludentissimo.
Voto Federico : 5-

Skellig
Da molti considerato un capolavoro per l’editoria dell’infanzia, Skellig di David Almond fa suoi i primissimi tiepidi applausi del Festival del Cinema di Roma 2009. Diretto da Annabel Jankel e con un trasformato Tim Roth nei panni di un atipico angelo, amante della birra, da lui considerata “nettare degli dei”, degli insetti e dei topi, mandati giù con prelibatezza, il film ruota attorno al piccolo Michael, da poco approdato insieme alla propria famiglia in una decadente e pericolante casa. Motivo del trasloco, la gravidanza della madre, incinta e pronta a regalare a Michael una sorellina. Peccato che la bimba nasca con una rara e pericolosa malformazione al cuore. Michael, combattuto dagli eventi, finisce per scoprire in giardino, all’interno di un vecchio magazzino, uno ’strano uomo’. Sembra un barbone, non riesce ad alzarsi, è sporco, mangia insetti ed ha una ’strana’ schiena. Accudito con amore e passione da Michael, Skelling, questo il suo nome, finirà per ritrovare le forze, finendo per svelargli il suo incredibile segreto…
Senza esaltare ma neanche annoiare, Annabel Jankel porta in sala il pluripremiato libro di Almond, aiutato da un duo di attori sublimi: il piccolo e sconosciuto Bill Milner, autentica sorpresa nell’interpretare il coraggioso, timoroso e timido Michael, e Tim Roth, trasformato grazie al make up in un “tossico angelo”, tanto spaventoso quanto dolce. Spesso troppo lento e noioso, il film riesce comunque a spingere sull’accelleratore delle emozioni, senza avere chissà quali potenze economiche alle spalle (low budget evidente), finendo per risultare un ottimo prodotto per i più piccoli, tra fantasy e formazione. In conclusione nulla di eclatante, ma sicuramente godibile…
Voto Federico: 6
Mishaela
15 ott 2009 - 19:56 - #1Trovo un po’ troppo negativa la recensione di Triage. Il film è molto valido nella prima parte, mentre concordo sulla bassa qualità nella seconda parte, quella dublinese. Trovo che Farrell dia un’interpretazione eccellente, scavato, tormentato ma non plateale nel suo dolore. E’ un vero peccato che la sua interpretazione non possa essere supportata da un film nel complesso migliore. E’ un’occasione sprecata, ma comunque un film che consiglierei di vedere perché ha comunque molto da dire.
Pessima Paz Vega, ottimo come sempre Branko Diurijc
Dr.Apocalypse
15 ott 2009 - 20:30 - #2Mishaela ha sicuramente molto da dire, visto il dolore della guerra portato sullo schermo, ma proprio perchè si poteva e forse si doveva fare meglio, a mio avviso non è “salvabile”.
Stefano Sgambati
15 ott 2009 - 23:11 - #3Concordo sulla recensione di Triage, decisamente deludente…
E deludente ho trovato anche Colin Farrell… Non so se imputare la colpa alla sua prova d’attore o al personaggio decisamente troppo melodrammatico per essere un reporter di guerra.
Miglior attore del film, come dice Mishaela, sicuramente Branko Diurijc… Secondo me avrebbero dovuto scavare di più nel suo personaggio, a mio avviso il più interessante.
La regia, poi… praticamente inesistente.
Dr.Apocalypse
15 ott 2009 - 23:20 - #4D’accordo sul “dottor Dio”… interessantissimo, peccato che sparisca a buffo nello stesso modo in cui compre, sempre a buffo, il personaggio di Lee.
Comunque queste sono impressioni “pillole” a caldo. Le recensioni più complete arriveranno dopo, quando si avvicina l’uscita in sala.
@go
16 ott 2009 - 09:22 - #5Ah solo 6 per Skellig? Peccato mi aspettavo di +, mi sembrava molto interessante.
Lumiere
16 ott 2009 - 12:14 - #6About Triage, peccato per la stroncatura. Comunque in linea con diverse altre recensioni sul web, a quanto leggo. Anche se non mancano i sostenitori (vedi ad esempio http://www.movieplayer.it/articoli/06215/istantanee-di-guerra/) Forse l’aspettativa per Tanovic era troppo alta, dato il raffronto con No man’s Land, forse per (l’apertura di) un festival ci si mantiene esigenti e severi, senza sconto alcuno. Forse è necessario aspettare che le immagini e la storia sedimentino nella memoria per poter rivedere e rivalutare un po’ la pellicola…non so. Fatto sta che la mia curiosità a questo punto è cresciuta in maniera esponenziale e, avendolo perso a Roma, non vedo l’ora di vederlo in sala.
duilio5
16 ott 2009 - 12:46 - #7Triage è un GRAN bel Film. crudo diretto e pesante. lascia un amaro in bocca sul senso delle guerre, e di chi le vive suo malgrado pur essendo lontano. Colin Farrell (che a me non piace) da un intensa prova, sottraendo e vivendo con forza il conflitto interno che lo dilania.
Lee quando arriva è chirurgico e trovo anche credibile il leggero accento spagnolo che usa. Vega.. era molto bella ieri all’auditorium.. meno convincente sullo schermo.
Dissento dalla vostra recensione. forse non è un capolavoro ma di sicuro un bel film senza retorica (e poteva scadere visto l’argomento)