Amabili Resti (The Lovely Bones, Usa, 2009) di Peter Jackson; con Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Susan Sarandon, Stanley Tucci, Michael Imperioli, Saoirse Ronan, Jake Abel, Amanda Michalka, Thomas McCarthy, Reece Ritchie, Nikki SooHoo, Rose McIver, Zachary Gordon, Anna George, Andrew James Allen, Robyn Malcolm.
La trasposizione impossibile. C’era un’attesa quasi spasmodica nei confronti Amabili Resti, film di Peter Jackson tratto dall’acclamato best-seller di Alice Sebold. Difficilissimo era riuscire a portare sul grande schermo il limbo vissuto da Susie Salmon, quattordicenne barbaramente uccisa e pronta a vegliare dall’alto, prima di arrivare in Paradiso, la propria amata famiglia. Perennemente in bilico tra realtà ed aldilà, il romanzo di Alice Sebold, strizzando l’occhio al noir, ci portava in un onirico viaggio sul concetto della vita dopo la vita, riuscendo in maniera sublime a costruire personaggi e rapporti familiari estremamente convincenti.
Come far diventare tutto questo ‘cinema’, senza dimenticare la voce fuori campo che ci racconta la storia, della stessa Susie Salmon, che ci parla dall’alto dei cieli? Su Peter Jackson pendevano quindi difficoltà non indifferenti, in parte quasi tutte superate. Amabili Resti non è infatti il capolavoro annunciato, ma un film potente, capace di volare altissimo in alcuni momenti, grazie ad una regia d’autore e ad un cast pazzesco, dominato da un fantastico Stanley Tucci, in odore di Oscar…
Un’adolescenza felice. Un amore finalmente ricambiato. Un primo bacio sognato giorno e notte. Una passione, per la fotografia, improvvisamente sbocciata. Una famiglia amorevole, felice, affiatata. Una vita da vivere ancora in tutta la sua interezza, fino a quando un vicino di casa non ti uccide barbaramente, a soli 14 anni. Un omicidio che distrugge non solo te, ma anche chi ti stava intorno, volendoti bene. Per questo finisci in una vera e propria ‘terra di mezzo’, tra cielo e terra, in un camaleontico e magico limbo dove puoi ancora vegliare sui tuoi cari, indirizzandoli verso la verità, verso colui che ti ha tolto la vita, in modo che non possa fare ad altri ciò che ha fatto a te. Un mondo misterioso da dove poter ammirare gli amabili resti cresciuti intorno alla tua assenza, dolce Susie Salmon…
Un film sulla morte, sulla vita, sull’amore incondizionato di un padre nei confronti della propria figlia, sui sogni di una bambina di 14 anni, sulla malvagità umana, un film sul destino e su come questo riesca ad influire sulla nostre esistenze, un film sul dolore e su ciò che da quel dolore può uscire di buono. Tutto questo e molto altro è Amabili Resti di Peter Jackson, riuscito, difficilissimo ma non esaltante ritorno in sala del Re del Signore degli Anelli.
Tecnicamente praticamente perfetta, la pellicola si perde dal punto di vista dell’emotività, riuscendo ad arrivare in maniera meno evidente al cuore e allo stomaco dello spettatore, se paragonata al romanzo originale. Jackson regala momenti di grandissimo cinema, volando alto con la fantasia nel dover rappresentare l’onirico limbo in cui finisce la piccola Susie, riuscendo tra l’altro a mantenere quello strato noir a tinte thriller, alternato al lato fortemente drammatico, che caratterizza la storia scritta da Alice Sebold, perdendosi però a volte per strada e dilungandosi nell’eccessiva durata.
L’impeccabile lavoro sui costumi, sulle scenografie, sulla cupa, solare, paradisiaca e minacciosa fotografia, sugli effetti speciali e sulla sceneggiatura, ben calibrata tra voce fuori campo di Susie che ci racconta gli avvenimenti e gli stessi avvenimenti, che si alternano al suo racconto, è evidente, tanto da meritare un sentito plauso. Manca però quel qualcosa che avrebbe reso il film un vero gioiello, tanto da lasciare quasi l’amaro in bocca per la sua non voluta incompiutezza. Il ‘legame’ tra il limbo di Susie e il mondo reale non è del tutto riuscito, così come non convincono le apparizioni della piccola Susie, ormai morta, tra gli umani. Qui, dal punto di vista dello script, qualcosa è mancato, finendo per dare una spiacevole sensazione di ’slegatura’, se non di pesantezza narrativa.
In stato di grazia tutti gli attori principali, decisamente sopra i loro standard abituali. Convincente e commovente la piccola e bravissima Saoirse Ronan, che si conferma dopo l’exploit in Espiazione (candidata all’Oscar a 13 anni). La sua Susie sembra uscita dalle pagine del romanzo, dolce, sognatrice, innamorata, sofferente ed ingenua 14 enne, con quegli occhi azzurri che bucano letteralmente lo schermo. In parte anche Mark Wahlberg e Rachel Weisz, genitori distrutti dalla morte della propria amata figlia. Wahlberg, soprattutto, conferma tutte le proprie capacità drammatiche, sottolineate ancora una volta da un’inedita Susan Sarandon, nonna ubriaca e cattivo esempio vivente per i dolci nipotini, fino a quando la morte non si abbatterà sulla famiglia, apparentemente perfetta, trasformandola nell’unica ad avere un minimo di giudizio.
A stupire però, finendo per stare una spanna sopra tutti gli altri, è Stanley Tucci. Il suo diabolico assassino colpisce nel segno, evitando di finire nel clichè del genere, regalando una performance esaltante. Il suo parlare sbiasciato (in lingua originale), la sua risata luciferina, gli occhi di ghiaccio che trasudano una lucida ed insensata follia, sono da Oscar. Tucci da anni non sbaglia più un film, è arrivato il momento di premiarlo come merita, soprattutto dopo questa spaventosa interpretazione. Ciò che ne resta è un film unico nel suo genere, visti i tanti generi trattati, toccati con mano e miscelati tra loro, ben amalgamati da una regia che trasuda capacità e da una colonna sonora che, strizzando l’occhio al new age, riesce perfettamente a dimenarsi tra tensione, commozione e mondi a noi sconosciuti.
Portare in sala The Lovely Bones era quasi impossibile. Peter Jackson c’ha provato e c’è quasi riuscito, lasciando purtroppo tanti ed emozionanti amabili resti allo splendido romanzo originale…
Uscita in sala: 5 febbraio
Voto Federico: 7+
Voto Simona: 7,5
Voto Gabriele: 8
Voto Carla: 6
cleaned
26 nov 2009 - 13:43 - #1Non ho letto il romanzo ma… boh… la trama mi attira davvero pochissimo. E’ un film su tanti aspetti della vita e della morte, come dici tu, ma c’è comunque quel senso di deja-vù tra Ghost, Il Sesto Senso e lo stesso “Sospesi nel tempo”, sempre di Jackson.
Oltre al fatto che il volto dell’assassino è noto fin dal trailer.
bibyl
26 nov 2009 - 13:52 - #2cavolo mi dispiace….su rt è 56%…però concordo su stanley tucci che è un attore meraviglioso….grandioso…!!!!
arisio
26 nov 2009 - 14:06 - #3Romanzo potentissimo, film da vedere.
A.
Donatodonnie
26 nov 2009 - 14:22 - #4Cavoli, alla fine della recensione mi aspettavo come minimo un 8… invece 7+! XD
Da quanto leggo quindi, sicuramente un film da vedere, superiore a tanti di quei film che ultimamente, attesi tantissimo, hanno deluso profondamente. Spero in un altro filmone da parte di PJ, un regista che sto imparando ad ammirare sempre di più!
xibalba
26 nov 2009 - 15:30 - #5le opinioni come sempre sono soggettive (come per Nel paese delle creature selvagge che ha colpito positivamente molti frequentatori del blog-me compreso- ma non ha entusiasmato il recensore).
Resta di fatto che Peter Jackson, a differenza di certi suoi colleghi del fantastico a cui il cervello è andato in pappa per colpa di digitale, performance capture e 3-d, almeno contiua a credere nel fattore umano delle storie e ci porta ad emozionarci per attori veri e non per un pugno di Pixel (naturalmente escludo dal discorso ogni riferimento all’animazione o alla Pixar che è più umana degli umani in performance capture).
Imperfetto o meno (lo era anche King Kong che mi ha emozionato nonostante l’eccesso digitale perchè era innanzitutto una grande epopea avventurosa) il cinema di Peter Jackson ancora crede nella convivenza fra effetto speciale e storia e non nell’asservimento di questa a quello.
Naturalmente vedrò anche christams carol e avatar e possibilmente mi piaceranno ma già percepisco in questi prodotti un senso di “artificioso” che mi fa rimpiangere le emozioni provate a suo tempo con un kolossal come The Abyss (per l’uno) o
Contact (per l’altro….) tanto per fare due esempi.
E tutto questo non fa che aumentare in me il desiderio di un film “imperfetto” come Amabili resti….
vincenzo
26 nov 2009 - 17:13 - #6Voto Vincenzo 9
luporosso
26 nov 2009 - 18:01 - #7Concorso con Xibalba sul giudizio relativo a Peter Jackson, regista che non usa la tecnologia per schermare il vuoto come certi suoi illustri colleghi ma per architettare al meglio una storia, sempre imperfettamente e autenticamente umana. Non sono invece d’accordo con il recensore quando definisce il romanzo di Alice Sebold “splendido”. Interessante sì, suggestivo anche, appassionato, originale, ma con grandi lacune. Quella principale consiste proprio nella caratterizzazione del limbo ultraterreno dal quale la ragazzina protagonista osserva gli altri personaggi: troppo ingenua, troppo consolatoria, troppo a tinte pastello, troppo facile. Se Jackson ha sporcato e scurito un po’ questa dimensione, ha fatto solo bene. Trovo debole anche nel libro il personaggio della madre, troppo approssimativo e lasciato irrisolto, con molta meno pienezza e meno senso di quello del padre. L’assassino invece nel romanzo non mi aveva particolarmente impressionato; se Stanley Tucci se ne è impossessato al punto da renderlo da Oscar come ho letto sono curioso di ammirarne la trasposizione. Comunque attendo il film con ansia…
drapocalypse
26 nov 2009 - 19:20 - #8Il personaggio della madre resta ’sullo sfondo’ anche in questo caso. E’ il padre il vero co-protagonista. E l’amore tra lui e sua figlia ad essere al centro della trama.
Concordo su tutto su Jackson, che considero ormai un Maestro. Non per questo il film ha comunque delle lacune, impercettibili, che non lo rendono perfetto.
simona-m
26 nov 2009 - 20:22 - #9@luporosso: io non ho ancora visto il film (non vedo l’ora di farlo!) però mi interessava intervenire in merito al romanzo. Io sono perfettamente d’accordo nel definirlo “splendido”. Mi ha colpito profondamente e l’ho trovato potente, soprattutto nella prima parte, sul finale forse si perde un po’… Per quanto riguarda la descrizione che l’autrice fa del Cielo: ricordati che non è il “paradiso”, non è il Cielo di tutti. La piccola Salmon mette bene in chiaro che è il SUO Cielo. E’ la proiezione dei suoi desideri, è la SUA personale visione del paradiso. E lei è una ragazzina di 14 anni…quindi ritengo normale e assolutamente plausibile che sia tutto a tinte pastello e fiorellini. Una ragazzina di 14 anni (in un periodo storico quando le 14enni non erano ancora smaliziate come sono oggi, erano poco più che bambine) stuprata e brutalmente uccisa, credo abbia tutti i motivi di questo mondo per desiderare un Cielo consolatorio e, se vogliamo, un po’ infantile.
simona-m
26 nov 2009 - 20:32 - #10@cleaned: per forza che il volto dell’assassino si conosce fin dal primo momento. La storia viene raccontata dalla vittima…e lei sa perfettamente da chi è stata uccisa. E il suo dramma sarà il restare impotente a guardare le vane ricerche della polizia che non ha nessun indizio per scoprire l’assassino, e il dolore della sua famiglia che non ha un corpo su cui piangere e nemmeno la, pur piccola, consolazione di vedere il colpevole dietro le sbarre…
Ale_p3
07 gen 2010 - 16:18 - #11Amabili resti…cosa dire?! Appena ho finito il libro della Sebold ho visto il film di Jackson in anteprima in lingua originale e posso solo darvi un consiglio, se avete letto il libro e se come me vi ha emozionato dalla prima all’ultima parola, non vedete il film perchè ne rimarrete solo delusi perchè tutta l’emozione e il sentimento che poteva dare questo film allo spettatore è stato concentrato negli ultimi 5 minuti. Non ho mai adorato Jackson come regista e soprattutto non ho mai adorato la trilogia del Signore degli anelli(è presente all’inizio del film un riferimento a Tolkien) mentre ho adorato Sospesi nel tempo, ma in questo caso tutto ciò non c’entra perchè sono pienamente d’accordo con la recensione proposta dalla redazione di Cineblog. In questo film l’emotività, la consapevolezza del dolore e nel contempo dell’amore vengono a mancare mentre il libro è semplicemente…prezioso. Scritto in una maniera tale da farti vivere quasi in prima persona l’orrore, il dolore e l’amore che prova Susie Salmon “like the fish” da chi come l’autrice ha similmente subìto una violenza come la protagonista. In sostanza per essere giusto direi che il film si merita un 6 mentre il libro che dire…leggetelo e capirete…Stanley Tucci, Susan Sarandon e “lasta but not least” Saoirse Ronan ottimi nelle loro interpretazioni anche se sminuiti da uno script troppo rattoppato…auguro a tutti una vita lunga e felice.
Alessandro
xleonx
10 gen 2010 - 12:56 - #12Carina l’ambientazione anni 70, non male gli attori, ben dirette le parti thriller. Ma la sceneggiatura sembra voler dire mille cose e non ne dice nessuna, rendendo tutta la parte sovrannaturale superflua e quasi accessoria, il film lento e prevedibile, l’immedesimazione nulla. Ma soprattutto, davvero qualcuno è stato pagato per gli effetti speciali di questo film? Fiori e tinte pastello andrebbero benissimo, ma il limbo di jackson sembra un viaggio attraverso gli sfondi peggiori di windows vista, kitch all’inverosimile e buoni al massimo per un film delle winx. delusione.
alew2y
30 gen 2010 - 22:14 - #13io ho visto il film con la scuola prima che uscisse lo hanno comprato assai !!! e vi dico che e da vedere e molto triste PJ stavolta ha superato se stesso infatti il prossimo sabato lo adnrò a vedere per la seconda volta e troppo billoooooooooooooooooooooooo
Jacopo Belbo
10 feb 2010 - 13:16 - #14Io ho seguito il percorso inverso rispetto alla maggior parte delle persone che hanno scritto qui : ho visto il film di Jackson (rigorosamente in lingua originale, non ne posso più di film doppiati) e l’ho trovato notevole; forse prolisso in alcune scene o con degli artifici di sceneggiatura e regia “telefonati”; ad esempio nella scena in cui l’assassino fa rotolare la cassaforte verso la discarica c’è un allungamento dei tempi fatto apposta per creare suspence; nonostante questo secondo me è veramente un bel film. Sicuramente è molto molto diverso dal romanzo che ho letto subito dopo aver visto il film; laddove infatti il film infatti glissa e preferisce toni più castigati, il libro invece è potente ed evocativo, e non mi dilungo nei dettagli per evitare spoiler.
Credo che il film vada visto pensando più che ad una trasposizione letterale (a-là Harry Potter) ad una interpretazione soggettiva di Jackson, che ha tenuto conto da un lato dei prevedibili problemi di censura cui sarebbe andato incontro se avesse ricalcato pari pari quanto scritto; dall’altra parte ha cercato di rendere ancora più accessibile la storia che presenta evidenti difficoltà ad essere trasposta pedissequamente su schermo: nella descrizione del Cielo personale della protagonista ad esempio, o in certe parti del romanzo che era inevitabile venissero tagliate nel film.
Film da vedere, se possibile in lingua, se non altro per le performance di Ronan, Sarandon e uno Stanley Tucci ancora una volta in stato di grazia (e odore di Oscar).
ROOOOOCK ON
12 feb 2010 - 22:08 - #15FILM STUPENDO.
DA VEDERE GENTE.
W AJ MICHALKA!
simona-m
13 feb 2010 - 00:39 - #16Oh, infine posso dire la mia! Come avevo già detto, ho adorato il libro. Il film…beh, sicuramente lo tradisce e molta dell’emotività va innegabilmente persa. Alcune scelte poi non le ho proprio capite.
(Non credo di spoilerare, ma avviso che da qui in poi parlerò liberamente di alcuni dettagli)
Perchè sono stati tolti gli stupri? Capisco la scelta di non mostrarli (così come non vengono mostrati gli omicidi) ma tanto Susie quanto le altre vittime dell’assassino sono tutte state stuprate prima di essere uccise. Perchè non dirlo? Avrebbe reso ancora più dolorosa la storia di Susie, più comprensibile il suo odio e il suo desiderio di vendetta, oltre all’invidia nei confronti della sorella che ha potuto vivere serenamente l’amore e il sesso, mentre a lei sono stati rubati…
A parte questo (e tanti altri piccoli dettagli) il film è comunque ben fatto, ben diretto, ottimamente recitato (fantastica la Sarandon!!)…e in definitiva merita di essere visto. Mi è piaciuto parecchio anche come è stato rappresentato il Cielo, che poteva essere la sfida più ardua da superare.
Renzie
13 feb 2010 - 01:58 - #17L’avevo visto in inglese, lo rivisto in italiano volentieri…un film davvero profondo, toccante, intenso!
Mi sconcerta vedere solo 7 o 7,5 ed a quella pacchianata di AVATAR 10! Saranno gusti..
Come scrissi già nel mio blog:
Ho appena finito di vedere Amabili Resti (In lingua originale , sottotitolato) ultima fatica di Peter Jackson (Il signore degli anelli)ho ancora le lacrime agli occhi!
Questo non è un film, è una poesia, un incubo, un sogno, un dramma, una favola…il dolore, la gioia, la paura, l’amore, il coraggio…tutto quello che viviamo nella vita, è proprio quello che affronta Susie dopo essere morta!
Decidere se andare avanti o restare a guardare…la sua “vita”, e i suoi “resti” sulla terra andare in frantumi…o aiutarli ad andare avanti e lei con loro!
Nonostante i magnifici efetti visivi, Amabili resti deve il suo punto di forza nella storia (Non come SopravaluTAR), nelle magnifiche interpretazioni (Stanlei Tucci (da oscar), Mark Wahlberg, , Saoirse Ronan bravissimi)!
Jackson dirige il tutto, come se stesse dipingendo un quadro…accompagnato da musiche, silenzi, immagini meravigliose che ci fanno riflettere!
ghost rider
14 feb 2010 - 22:49 - #18Comunque anche il Signore degli Anelli era quasi impossibile da mettere sullo schermo…
eppure PJ l’ha fatto.
Certo se si parla di “spirito del libro” allora anche per il Signore PJ non è che abbia colto molto lo “spirito” del racconto (tranne forse nel primo)
Lizardo82
15 feb 2010 - 10:39 - #19l’ho trovato di una noia mortale.
anzichè due ore mi è parso durarne quattro.
ed è un peccato perchè la storia c’era e la maestria del regista anche.
Pat_
23 feb 2010 - 18:11 - #20@ simona
io non ho letto ancora il libro, però avevo immaginato gli stupri ed ho gradito il fatto che non ne abbiano parlato apertamente. già mi ha distrutto cosi’ figuriamoci poi….
il film mi è piaciuto molto,finalmente sono riuscita commuovermi di nuovo, cosa che non mi capitava da un po’, ho adorato il padre, ” niente è più grande dell’amore che prova un padre per la prorpio figlia” mi ha steso,un bravo a Mark Wahlberg è un gran bell’attore, Tucci da oscar, mi ha inquietato non poco.
Il finale pero’ ha fatto perdere un bel po’ di punti
highlander4life
28 feb 2010 - 22:16 - #21A me questo genere non è piaciuto per niente invece! Sarà ma x me il film è un’offesa alla sensibilità umana .. odio tutti i drammi di questo genere e soprattutto quando vengono coinvolte persone innocenti (specialmente dei bambini).