E’ slittata al 30 dicembre l’uscita italiana di Hachiko - una storia d’amore, struggente film di Lasse Hallström,visto al Festival del cinema di Roma 2009. Interpretato da Richard Gere e da un incredibile cane, il film porta in sala la celebre storia di Hachiko, cane leggendario in Giappone.
La commovente storia si ispira a fatti realmente accaduti. Nel 1924 un cane di razza Akita, di nome Hachiko, viene acquistato e portato a Tokyo da Hidesamuroh Ueno, professore universitario. Tra i due si instaura un’alchimia incredibile, quasi magica, tanto che il cane attende Ueno tornare dal lavoro, alla stazione dei treni, tutti i giorni alla stessa ora. Per un anno intero, Hachiko l’accompagna e lo attende in stazione, fino a quando un infarto improvviso stronca la vita a Hidesamuroh. Dopo la sua morte Hachiko viene dato via, ma scappa regolarmente per tornare alla stazione dei treni, aspettando il suo ritorno, sempre alla stessa ora, sempre nello stesso punto. Ogni giorno, per 10 anni.
Perfetto film natalizio, il titolo è passato al ‘capodanno’, con la speranza di conquistare i cuori dei cinofili italiani. Ce la farà?
jackburton
03 dic 2009 - 10:22 - #1Sto già piangendo ed ho letto solo la trama!
megalopolis77
03 dic 2009 - 12:44 - #2Molti anni fa, era il 1986, ebbi la sventura di andare a vedere Antarctica, famosissimo film giapponese che narra la storia di un branco di cani da slitta abbandonati in Antartide. Questo splendido ma struggente film mi fece stare così male fisicamente, psicologicamente e moralmente che giurai a me stesso che non sarei più andato a vedere un film nel quale uno o più cani sarebbero stati protagonisti.
Molti anni dopo mi sono lasciato fregare, quasi nuovamente, da Io & Marley (mi alzai e me ne andai dal cinema nel momento esatto in cui smisi di leggere il libro).
Questo Hachiko sarà sicuramente un film meraviglioso. E non potrebbe essere diversamente quando si narra la storia di un cane.
Sono fin troppo a conoscenza del fatto che i cani siano in grado di provare gli stessi sentimenti umani come la felicità, la tristezza, la rabbia, la nostalgia, il senso di mancanza. E vederli soffrire, sapendo che la loro sofferenza è tanto reale quanto lo è per un uomo (o di più), anche se si tratta solo di un film, fa soffrire il triplo anche me. Troppo.
Vorrei tanto andare a vedere questo film. Ma non ne ho il coraggio.
Spero soltanto che chi lo andrà a vedere capisca anche lui cosa sia realmente un cane, quale sia la sua personalità, quanto potenti siano i sentimenti che può essere in grado di provare nei confronti di un essere umano.
Spero soltanto che chi lo andrà a vedere capisca e prenda coscienza che i cani rappresentano il vero miracolo della natura, capaci di amare un uomo, profondamente e incodizionatamente, per il semplice piacere di farlo.
dalecooper
03 dic 2009 - 14:52 - #3Megalopolis
Bellissima la tua analisi sul mondo canino. Avendo avuto cani, posso confermare che l’empatia tra animale e padrone è totale.
Per quanto riguarda Hachiko, avrebbero dovuto farlo uscire il 18 dicembre, se non altro per offrire un’alternativa di qualità ai vari cinepanettoni che stanno rovinando le menti di una nazione.
max99787
04 dic 2009 - 12:15 - #4Gia’ PIANGOOO…. bawwwwwww
diablodream
04 dic 2009 - 15:54 - #5Concordo in toto per tutto quanto detto da Megalopolis.
Non ci sono altre parole per descrivere la profondità, l’affetto e la lealtà che un cane può provare per il suo padrone.
Andrò a vedere questo film assolutamente perchè bramo di sentire quel brivido di commozione che mi corre giu per la schiena quando sullo schermo scorrono immagini di potenza tale da risvegliare i piu profondi sentimenti celati in me e in ognuno di noi.
Sisio83
09 ago 2010 - 13:16 - #6Avevo un cane bastardino di nome Nerone. Lo aveva trovato mio padre insieme ad altri cucciolotti nella sua caserma. Sin dal primo momento è stato un cagnolino fedele e giocherellone! Faceva una tenerezza incredibile. Più cresceva e più mi rendevo conto della sua incredibile diversità. Non era un cane, ma bensì una persona!!! Ogni volta che mi vedeva, mi abbracciava. Si avete capito bene! Lui si alzava sulle due zampe posteriori e con quelle anteriori mi abbracciava poggiando una zampa sul mio fianco destro ed una sul mio fianco sinistro. Una volta per giunta, vedendo mia sorella triste seduta su una sedia, lui si sedette di fronte a lei e poggiò la sua testa nelle sue gambe guardandola con occhi dolci.
Purtroppo la Leishmaniosi ce lo portò via e da quel momento non ho più avuto un cane così. Ho avuto anche una cagnolina shitzu di nome Betty. Anche lei era affettuosa e fedele ma Nerone aveva quel che, che nessun altro mio cane ha mai avuto!