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Abbiamo appena letto la recensione di Cineblog su Avatar, ecco che arriva il giudizio dell’Osservatore Romano tramite le parole di Gaetano Vallini:
“Sotto le immagini ben poco (….) c’è tanta stupefacente tecnologia da incantare, ma poche emozioni vere, emozioni umane per intendersi, in un mondo di alieni pur eccezionalmente immaginato e rappresentato”.
Della stessa linea la Radio Vaticana:
“Tanti effetti speciali e innocuo panteismo (…) Il film strizza abilmente l’occhio a tutte quelle pseudo-dottrine che fanno dell’ecologia la religione del millennio. La natura non è più la creazione da difendere, ma la divinità da adorare”.
Che ne dite?
Claudio S
12 gen 2010 - 12:41 - #51Le religioni monoteistiche hanno un denominatore comune: Sono tutte umano-centriche. L’essere umano, l’apice della creazione - chiaro che appena un film s’azzarda a “decentralizzare” questo… gioiello, i monoteisti “hard” non possono che negare “vere emozioni” - o come scrive Gaetano Vallini: emozioni UMANE. (Immaginatevi per un istante in che crisi esistenziali sprofonderebbero tutte le religioni monoteistiche se venisse provato che l’essere umano non è la sola forma di vita “intelligente” nell’universo…)
I Na’vi non sono umani e quindi per definizione (monoteistica) non appartengono all’apice della creazione. Perche allora condividere delle emozioni non-umane come l’amore e l’amicizia, la perdita dei propri cari, della propria dimora - forse persino (oh, mamma!) del paradiso?
A me (qui in Svizzera il film lo stanno gia dando da alcune settimane) sono venute le lacrime a vedere certe scene. E quindi per me l’unica spiegazione per un distaccamento emotivo come quello descritto da Gaetano Vallini non puo che risiedere nel condizionamento monoteistico, che descrive i Na’vi come “giganteschi uomini blu, razza guerriera determinata a difendere il proprio territorio”… Giusto, perche in chiave cristiana i Na’vi piuttosto avrebbero dovuto porgere l’altra guancia: Vuoi la terra su cui vivo? Prendila! Anzi, gia che ci sono ti do una mano a sfruttarne le risorse. A me un badile!
Piccolo errore: Non è vero che su Pandora non vi sia ossigeno, solo che l’aria è composta anche da altri gas, ragion per cui gli umani su Pandora hanno soltanto bisogno di una maschera antigas invece che di un intera tuta…
Chissa poi come il sentimentalismo in cui è caduto Cameron vada d’accordo con quelle poche vere emozioni (umane) nominate all’inizio…
Inoltre appare evidente che Gaetano Vallini non ha prestato attenzione a certi particolari (fanta-)scientifici, perche altrimenti avrebbe indirizzato “lo spiritualismo legato al culto della natura” in modo diverso: La “natura” su Pandora non è caratterizzata tanto in un modo mistico quanto non lo sia empiricamente: Gli esseri viventi su Pandora hanno la possibilita di accedere ad un vero e proprio network, una specie di internet su base biologica, molto piu potente del nostro www. Il culto della natura in questo caso risulta da considerazioni pratiche (cosi come la maggior parte dei riti religiosi hanno le loro radici in questioni pratiche…), non da “una delle tante mode”.
No, non condivido la critica per me poco riflettuta di Gaetano Vallini.
Debris65
13 gen 2010 - 08:06 - #52L’articolo non dice nulla di “offensivo”..temo dica solo la verita…solo che il critico - .Dovendo creare la base per un progetto grandioso Cameron ha dovuto chiedere a molti dei suoi fan un vero e proprio “atto di fiducia”…
Alla fin fine Avatar è davvero un film molto cinematografico,nel quale si mescolano molti elementi di grande interesse - culturali,tecnici…inevitabilmente Cameron può e deve! accennarne molti.
Chi guarda il film deve decidere: accetto i compromessi fatti da questo regista per creare oppure esco dalla sala ?? D’altra parte che fosse un “balla coi lupi degli anni 2000″ l’avevo pensato anche io…
Io credo che Pandora meriti una chance…
Sul panteismo….ma….lasciam perdere..e chi ha detto che i cristiani debbano sempre porgere l’altra guancia ?? Fino ad un certo punto.
iniziato
25 gen 2010 - 17:09 - #53Preti, medici e soldati sono le peggiori manifestazioni di umana cieca ignoranza.