L’isola del tesoro, il celebre romanzo di Robert Luis Stevenson, è al centro di un grande progetto della Ecosse Films che vuole riportare al cuinema i pirati di Long John Silver con un adattamento per il pubblico contemporaneo. La sceneggiatura è nelle mani di Niall Johnson (autore del biopic su Maria Callas) .
L’idea è quella di mettere al centro della vicenda la relazione tra il terribile pirata Long John Silver (che fu interpretato anche da Orson Welles) e il narratore interno della storia, il giovane Jim Hawkins. Lo stile narrativo del film però dovrebbe ricordare quello di del recente Sherlock Holmes con Robert Downey Jr.
L’isola del tesoro è stata adattata per il cinema almeno una dozzina di volte ma il grande successo di Sherlock Holmes (oltre 400 milioni di dollari) sta spingendo i grandi studi a riproporre alcuni classici in un taglio alla Guy Ritchie. E si parla già di una nuova versione dei Tre Moschettieri di Dumas.
Nuovo trend o un buco nell’acqua?
Fonte | Variety
teseus91
16 feb 2010 - 14:08 - #1“L’idea è quella di mettere al centro della vicenda la relazione tra il terribile pirata Long John Silver (che fu interpretato anche da Orson Welles) e il narratore interno della storia, il giovane Jim Hawkins.”
Ma non bastava già,a mio avviso, il (ben fatto) Pianeta del Tesoro?
l4d
16 feb 2010 - 16:57 - #2trasposizioni all’altezza del libro qualcuna c’è… forse un taglio moderno non ci starebbe poi così male… e poi il vecchio LongJohn non morirà mai !!!
Fra X
16 feb 2010 - 18:21 - #3Io ho visto solo la versione del 1950 della Disney. Bel film con un grande Robert Newton.
Pipischella
16 feb 2010 - 21:33 - #4Vi. Prego. No.
Non bastava rovinare Sherlock Holmes con il taglio alla Ritchie? Che pa**e!
Zorro_81
17 feb 2010 - 16:29 - #5Nuovo trend o un buco nell’acqua?… Io direi “nuovo trend E buco nell’acqua”. Almeno se non ci mettono registi e attori competenti. Gli auguro di non fare l’errore che hanno fatto in tanti nei primi anni dell’attuale filone supereroistico, quando dopo i primi titoli di successo siamo stati investitici da una raffica di porcherie, film mal scritti, mal diretti e mal recitati… Ma era la moda.
La letteratura classica certamente potrebbe essere una manna per l’industria del cinema, evidentemente a secco di idee, e se il metro di paragone è “Sherlock Holmes” di Guy Ritche metti mai che ci facciano vedere qualcosa di interessante.