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Gli Oscar che non ti aspetti. I pronostici totalmente ribaltati, le sorprese, le delusioni. Dopo il ricco live blogging della notte, con la diretta seguita dal nostro Carlo, non si possono non tirare le somme di una notte che sicuramente farà discutere. The Hurt Locker ha letteralmente trionfato, sgretolando Avatar. 6 statuette contro 3, Kathryn Bigelow (all’8° film da regista dopo quasi 30 anni di carriera) che schianta l’ex marito James Cameron, entrando nella storia come la prima regista donna a vincere un Oscar. Mai un film capace d’incassare appena 14 milioni di dollari al box office americano era riuscito a far suo l’Oscar più importante, quello come Miglior Film. Considerando che dall’altra parte c’era la pellicola dei record, quella dei 2,559,189,000 dollari incassati in tutto il mondo, c’è da strabuzzare gli occhi per il coraggio dimostrato almeno questa volta dall’Academy, troppo spesso in passato accusata di scelte puramente commerciali e legate al botteghino.
Avatar si deve così accontentare della Migliore Fotografia, del nostro Mauro Fiore (non l’unico italiano, visto il trionfo di Michael Giacchino per le musiche di Up), delle Migliori Scenografie e dei Migliori Effetti Speciali. Una batosta probabilmente impronosticabile per James Cameron, apparso a dir poco turbato durante la cerimonia di premiazione. Scontati invece i quattro premi andati ai quattro attori, protagonisti e non, con Jeff Bridges e Sandra Bullock (che vince l’Oscar alla prima nomination) affiancati da Mo’Nique e Christoph Waltz. Clamoroso l’Oscar al Miglior film Straniero. Due i titoli che tutti davano tra i favoriti, Il Nastro Bianco e Il Profeta, con l’argentino El secreto de sus ojos capace di vincere in volata, sorprendendo e non poco. Considerando che gli altri sue sono praticamente dei capolavori, aspettiamoci un film mostruoso da questo thriller di Juan José Campanella.
Sorprese che non sono mancate nemmeno con le due Migliori Sceneggiature, originali e non. Ad uscire sconfitti, in questo caso, Jason Reitman e Quentin Tarantino, che si son visti portare via due Oscar che tutti davano più o meno per scontati dalla sorpresa Precious (clamorosamente ancora senza un distributore italiano) e dall’acchiappatutto The Hurt Locker, definito “una collezione di scene totalmente implausibili” da parte di alcuni veterani della guerra in Iraq, capace di uscire a mani vuote da Venezia 2 anni fa, senza esaltare nessuno più di tanto, e di trionfare agli Oscar 20 mesi dopo. Misteri del cinema. Due tegole importanti per Tra le Nuvole e Bastardi senza Gloria, titoli amati dal pubblico e dalla critica ma quasi del tutto snobbati dall’Academy, con zero Oscar per il primo ed una misera statuetta per il secondo, andata all’imbattibile Christoph Waltz. Che qualcuno ci spieghi cosa deve ancora fare Tarantino per trionfare meritatamente agli Oscar. Nell’attesa di avere una risposta, mandiamo in soffitta gli Oscar per un altro anno con la lista di tutti i vincitori, contestati e non, dopo il saltino.
MIGLIOR FILM
The hurt locker
MIGLIOR REGIA
Kathryn Bigelow per The hurt locker
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Jeff Bridges per Crazy heart
MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Sandra Bullock per The blind side
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christoph Waltz per Bastardi senza gloria
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Mo’Nique per Precious
MIGLIOR FILM STRANIERO
El secreto de sus ojos di Juan José Campanella
MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Up
MIGLIOR FOTOGRAFIA
Mauro Fiore per Avatar
MIGLIOR SCENOGRAFIA
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar
MIGLIORI COSTUMI
Sandy Powell per The young Victoria
MIGLIOR DOCUMENTARIO
‘The Cove’ di Louie Psihoyos
MIGLIOR DOCUMENTARIO CORTO
‘Music by Prudence’ di Roger Ross Williams
MIGLIOR MONTAGGIO
Bob Murawski e Chris Innis per The hurt locker
MIGLIOR TRUCCO
Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek
MIGLIOR COLONNA SONORA
Michael Giacchino per Up
MIGLIOR CANZONE ORIGINALE
“The Weary Kind” di T-Bone Burnett e Ryan Bingham per Crazy Heart
MIGLIOR CORTO ANIMATO
Logorama di Nicolas Schmerkin
MIGLIOR CORTOMETRAGGIO D’AZIONE
The New Tenants di Joachim Back.
MIGLIOR MONTAGGIO DEL SUONO
Paul N.J. Ottosson per The hurt locker
MIGLIOR MISSAGGIO DEL SUONO
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The hurt locker
MIGLIOR EFFETTI SPECIALI
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones per Avatar
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Geoffrey Fletcher per Precious (tratta da Push di Sapphire)
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Mark Boal per The hurt locker
the metal joker
08 mar 2010 - 21:36 - #101avatar meritava per la regia. posso capire le critiche x la sceneggiatura ma la regia di cameron è inpeccabile,quella della bigelow in confronto faceva ridere. felicissimo per up,per il F A V O L O S O jeff bridges e mi dispiace per tarantino che assolutamente meritava l’oscar x la sceneggiatura ( andato immeritatamente a the hurt locker)!!!!
Fra X
08 mar 2010 - 22:08 - #102“2 batman (lol),”
E allora? È pure riuscito a farne due all’ altezza quando c’ è il luogo comune, a volte vero, a volte no, che il sequel è decisamente peggio dell’ originale o giù di lì.
“la sposa cadavere(ricalco del NON SUO nightmare before xmas)”
???
“4 remake (wow che genio)”
Che remake?
Mi pare siano ispirati tutti a romanzi e quindi sono più che altro nuove versioni. Al massimo ti posso dare buono “Il pianeta delle scimmie”.
“mars attack o.O”
Cioè?
Fra X
08 mar 2010 - 22:09 - #103Mi spiegate perchè “Bastardi senza gloria” meritava l’ oscar alla sceneggiatura?
Fra X
08 mar 2010 - 22:26 - #1043 romanzi e un musical per la precisione mi pare.
Zelieri
09 mar 2010 - 04:36 - #1051) Avatar meritava quel che ha vinto.
Regia? Cosa c’era da dirigere? Dei personaggi mossi al pc? Dai per favore!
Miglior film? Ne conosco 100 migliori di Avatar e ogni candidato lo superava.
Rivoluzione dite? Certo, datemi 400 milioni di dollari e rivoluziono anch’io il mondo del 3D, perchè dire del cinema è sicuramente dire troppo. Il cinema non è effetti speciali, il film è storia.
2) Hurtlocker non è realmente un film di guerra, inoltre non c’è nessuna America ipocrita visto che l’unico film di guerra ad aver vinto oscar prima di questo era stato Platoon.
District 9 è il mio film preferito dell’anno però gli manca qualcosa, quel qualcosa che Hurtlocker possiede: essere una droga.
Chi l’ha visto veramente capirà cosa intendo, chi ha seguito le varie scene, chi è entrato nella mente dei tre soldati non potrà fare a meno di volerne ancora e ancora, proprio come il protagonista.
Gli altri film di guerra parlavano di guerra, di pazzia, di dolore. Hurtlocker è ben altro e l’oscar è meritatissimo.
Unica pellicola VERAMENTE rivoluzionaria che poteva vincere al suo posto era Up, ma son contento comunque!
Zelieri
09 mar 2010 - 04:38 - #1063) E comunque credo che nessuno di voi abbia letto tutte le intere sceneggiature, e soprattutto pochi avranno visto Precious.
4) Spero finiscano i commenti scandalizzati su Avatar che non ha vinto di qui e non ha vinto di là.
Avatar è un film da 5. Considerando gli effetti arriva a 8 visto in 3D, 7 visto in 2D.
Mi ci pulisco il c**o con la storia di Avatar, e questo basta a dargli solamente 3 statuette.
5) Il sonoro di Hurtlocker è strepitoso comunque.
Francesco Smile
09 mar 2010 - 19:36 - #107scusate ragazzi ma io nemmeno quest’anno sono d’accordo…avatar è un film colossale doveva essere premiato di piu ma non come miglior film perchè la trama non è all’altezza degli effetti visivi ma è cmq un film mastodontico…penso che bastardi senza gloria andava premiato come miglior film perchè tecnicamente parlando e come trama è un capolavoro…tarantino è tato truffato…trovo scndaloso il premio come colonna sonora ad up…io sono un musicista (non per questo mi sto vantando) e tecnicamete andava premiato avatar senza ombra di dubbio…il main theme del film è una composizione stratosferica.
Queste però sono le sorprese degli oscar (the hurt locker è un gran film ma non da 6 oscar!!)…l’accademy perde sempre piu d i valore e cred.ibilità
mauro-lanari
05 mag 2010 - 09:34 - #108La Bigelow riprende il tema a lei più caro dai tempi di “Point Break” (1991): la droga del vivere al massimo, uno o diecimila giorni che siano, piuttosto che trascinarsi nell’anonimato del sopravvivere spersi fra i cereali d’un supermarket con moglie e pargoletto estranei, stranieri, ostili e letali peggio di qualsiasi nemico sul campo di battaglia. La quieta esistenza civile non è meno belligerante d’uno scontro a fuoco, è solo più camuffata, falsa e ridicola. Se dunque “war addiction” ha da essere, conviene sapersi scegliere la guerra migliore. Insomma la didascalia dell’incipit, qualora interpretata in modo per l’appunto convenzionale, può travisare l’intera comprensione di “The Hurt Locker” riducendolo a ciò che non è: un’opera antimilitarista. Il personaggio recitato da Jeremy Renner è al di là del militarismo o meno, e come artificiere in perenne caccia di guai la sua presunta follia ha un metodo e soprattutto un senso. La sua prova d’attore annulla chiunque altro (Guy Pearce, David Morse e Ralph Fiennes): un “one man show” nella vita così come davvero dinanzi a ogni esplosivo da disinnescare, il quale non consente alcun effettivo gioco di squadra. In “Point Break” il rigetto della lenta agonia da ménage familiare veniva espresso in modo troppo ricercato, alla moda, con protagonisti di grido e sceneggiatura da cartoline esotiche, qui invece il messaggio viene contestualizzato in un ambiente e tramite un ritmo pressoché documentaristici, apparentemente banali e insignificanti nel loro svolgersi con un taglio minimalista, ordinario, mai sopra le righe per quanto teso, intenso e adrenalinico. Tuttavia la Bigelow incasina completamente il finale: Renner perde la capacità di stabilire relazioni umane pure coi bimbi “adottati” in Iraq e coi suoi commilitoni, giunti a disprezzarlo o a volerlo morto. Il rilancio per una missione d’un anno intero è dunque solo motivato da puro nichilismo. Al che, allora, si dissolve ogni differenza col nulla borghese che aveva già a disposizione restando a casa.