Non puoi farti 500 milioni di amici senza farti qualche nemico. Abbiamo visto qualche giorno fa che la prima locandina di The Social Network (che potete rivedere qui a fianco) porta impressa questa immensa tagline. Ce lo ripete oggi anche il primo teaser trailer del nuovo atteso lavoro di David Fincher.
Il film narra della nascita di Facebook e quindi della storia dei suoi creatori Mark Zuckerberg, Sean Parker ed Eduardo Saverin, interpretati rispettivamente da Jesse Eisenberg, Justin Timberlake ed Andrew Garfield. Il trailer non ci offre troppo di nuovo, se non qualche dialogo e qualche “tag”, per restare in tema: ma forse si può iniziare ad intuire l’atmosfera della pellicola.
The Social Network uscirà negli States il 1 ottobre, ma in Italia si spera di averlo in anteprima già alla Mostra del Cinema di Venezia. In attesa di avere ulteriori dettagli, dopo il salto trovate questo primissimo teaser trailer. E diteci: vi aspettavate qualche dettaglio in più e siete delusi, o questo breve video ha alimentato di più la vostra attesa?
drapocalypse
26 giu 2010 - 15:46 - #1Non mi sta convincendo affatto questa campagna di lancio.
Bah, mi sbaglierò…
che tristezzac
26 giu 2010 - 16:32 - #2la colonna sonora del teaser trailer fa un pò troppo il verso a quella di inception…
vincenzo
26 giu 2010 - 17:01 - #3una cazzata
elecktra
26 giu 2010 - 17:17 - #4Non mi è mai piaciuto facebook e non credo che mi piacerà il suo film!
videodrome
26 giu 2010 - 17:45 - #5Se vogliamo fare un bel film su vari social network, perchè non parlare dell’alienazione a cui ci hanno portato…abbiamo perso il contatto umano. La cosa assurda è che spesso quando incontriamo per la strda vecchie conoscenze, non ci salutano facendo finta di non vederci, poi però ci chiedono l’amicizia su facebook. Con questo non voglio passare per bigotto, i vari socialnetwork fanno parte del progresso, rendendo possibile la comunicazione tra persone lontane e di differenti culture ma l’abuso smodato e insensato è assurdo.
Gerry02
26 giu 2010 - 17:51 - #6fincher è un grande regista, sa quello che vuole, penso che sarà un gran film
luporosso
26 giu 2010 - 18:25 - #7Non credo che per apprezzare l’operazione di Fincher si debba sentirsi coinvolti dal fenomeno Facebook. Credo che a Fincher interessi indagare l’origine e il funzionamento di un vero e proprio meccanismo di affabulazione di massa. Io che non mi sognerei mai di aprire un account su Facebook, mi aspetto un bel film. Se sarà invece un’agiografia dei furboni che hanno concepito in vitro il social network per definizione resistendo ai rovesci dei “nemici” resterò ovviamente deluso, come tanti. In ogni caso sarebbe fantastico vedere il film a Venezia….
videodrome
26 giu 2010 - 19:04 - #8luporosso, il tuo punto di vista è interessante e sagace, non mi sento di dissentire, anzi, lo appoggio in pieno. Credo che se Fincher con il suo film dovesse insidiarsi in tali meccanismi partorirebbe un gran film sul fenomeno dei social network, l’alienazione di cui appunto parlavo, al contrario come te ne resterei deluso.
debris00
27 giu 2010 - 10:27 - #9Come è chiaro - ho votato un paio di commenti - sono assolutamente d’accordo con quel che state dicendo appoggio quel che dice Videodrome: “se Fincher con il suo film dovesse insidiarsi in tali meccanismi partorirebbe un gran film sul fenomeno dei social network…”
Anzi sarebbe un film banale e semplicemente un tentativo di approfittare del fenomeno e del passaparola….Molto meglio le tante parodie che girano sulla rete del fenomeno Faccialibro.
the doctor
27 giu 2010 - 11:13 - #10sara’ come genere uguale al film i I pirati di Silicon Valley
maxì989
27 giu 2010 - 11:50 - #11..il film sarà sulla storia di facebook.. e su come il suo creatore abbia rubato l’idea ad un suo amico che studiava con lui
gigino 'o vibrione
27 giu 2010 - 12:46 - #12scusate, che font è quello dell’immagine? futura?
sara010
27 giu 2010 - 21:01 - #13Bah, non credo che il trailer sia così avvincente. Per esprimere un giudizio sensato aspetto di vedere il film, in ogni caso sono d’accordo con chi vive benissimo senza Facebook. Con tutto il rispetto per i suoi estimatori, personalmente non mi registrerei neanche sotto tortura.