Giovanni Galletta è il regista del film drammatico italiano Dopo quella notte con Maria Grazia Cucinotta, Serena Grandi, Enrico Lo Verso, Antonella Ponziani, Francesca Ferrazzo, Maurizio Mattioli; nelle sale dal 9 luglio.
Francesco, Elena, Roberto, Flavia, Tommaso e Virginia formano una bella compagnia di amici. Un sabato sera escono dalla discoteca e Francesco si mette alla guida nonostante sia un po’ brillo. Durante la strada muore in un incidente e il gruppo rimane sconvolto. C’è chi si chiude in casa, qualcuno desidera solo fuggire, ognuno reagisce in modo diverso…
Oggi vi regaliamo foto, locandina e trailer (dopo il salto).
Dopo quella notte: foto, locandina e trailer




annibale8
07 lug 2010 - 11:03 - #1il problema del cinema italiano..è che tutti i film hanno la stessa trama…riciclata più e più volte…isterismi, tradimenti, donne nude (quelle ci stan sempre per attirare qulche marpione convincendolo a boicottare il cinema porno)…e non ultimo il fatto che metà attori non sanno metà manco recitare..e l’altra metà non sanno nemmeno l’italiano…siamo in italia..ma allora perchè accettano attori che parlano solo in dialetto..o napoletano o romanesco…de sica in primis…è una vergogna assoluta!!!!
diablodream
08 lug 2010 - 15:44 - #2come darti torto? le trame e le storie sono sempre quelle: mafia, crisi famigliari, tragedie, corna e cinepanettoni (che sbancano nonostante siano la m***a del cinema).
Ecco il cinema italiano oggi!
anny0703
15 lug 2010 - 13:43 - #3Il film mi ha emozionato e lasciato qualcosa. Un film lento, a tratti con scene emotivamente forti. Molto belle le musiche.
nic-82
27 ago 2010 - 23:03 - #4un film pessimo. Senza vergogna. non conosco chi sia il regista ma è tutto veramente pietoso. un film senza struttura, con una sceneggiatura da recita dell’oratorio, fotografia di scarsa qualità. se è una pellicola amatoriale ok altrimenti all’indecenza non c’è fine.
Paolo di Firenze
21 set 2010 - 21:25 - #5Non è questo il cinema italiano e queste non sono le trame classiche. Questo film è post-mocciano. Pensavo che Moccia avesse toccato il fondo, ma almeno i suoi film avevano un filo logico. Questo è una sconnessa accozzaglia di chiacchiere da bar. Un bar di preti bigotti. Qualunquista e superficiale. Non si tratta dell’amatorialità o meno. Si tratta di un’idea confusa, banale che non valeva la pena raccontare.