Prendete una bella vhs da 4 ore e azionate il timer per stanotte in Lp. Si inizia alle 2.00 su Rai3.
Prima c’è Jackie Brown, uno dei film più sottovalutati di Quentin Tarantino ma che consiglio vivamente di vedere. Soprattutto perché è di Tarantino (tout court) e poi perché potrebbe sorprendervi. E’ tratto da un noir di Elmore Leonard (e già questo) e riporta in auge la bella Pam Grier icona della Blaxploitation degli anni ‘70. Lei è un hostess che, grazie al suo lavoro, trasporta merce “hot” per guadagnare qualche soldino in più.
Lasciatevi avvolgere dalla trama, ci mette un po’ a carburare ma quando arriverete allo scambio delle borse nei camerini sentirete un tuffo al cuore. E il finale vi lascerà una forte malinconia addosso. Nel cast, per completare il tutto, ci sono anche Samuel L. Jackson, Robert Forster, Bridget Fonda, Michael Keaton, Robert De Niro e Chris Tucker.
Poi lasciate dentro la vhs e proseguite la registrazione. Alle 3.50 c’è Faster Pussycat! Kill! Kill! di Russ Meyer, storia delle scorribande nel deserto di tre ragazzacce, Varla, Rosie e Billie, cattive e sexy.
Il film, del 1966, è in bianco e nero ed è una bella gomitata nello stomaco alla moralità di quegli anni (e forse anche a quella di adesso).
Su continua trovate il trailer di Faster Pussycat! Kill! Kill! (una chicca, ragazzi!) e uno speciale trailer redux di Jackie Brown…
Sono d’accordo. Jackie Brown è il più sottovalutato tra i film di Tarantino, invece è un film grandioso, con i dialoghi tra i più riusciti al regista. Hai voglia a dire si tratta di un ottiumo film, tutti a dirmi “ma è lento” :-|
Jackie Brown non è lento proprio per niente; approfondisce i personaggi (cosa che non accade in Kill Bill, ad es.) e rende una storia oliata come un meccanismo ad orologeria straziante e umana come un film di Walsh o di Ford… e scusate e è poco!
[…] Ed è una storia ambientata paradossalmente ai giorni nostri (si vedono i cellulari): Tarantino dirige il suo (fake)b-movie contaminando il genere e il suo cinema, autodenunciandosi (il discorso sugli effetti speciali, gli stuntmen e quant’altro) e mettendo le carte in tavola. E quello che vediamo sullo schermo è una bellissima contaminatio che diverte e mescola la filmografia del regista (la lap-dance come il ballo di Pulp Fiction, i dialoghi nei bar, Michael Parks e il suo figlio n. 1, la Pussy Wagon e la suoneria del fischiettio di Daryl Hannah, il sangue e il feticismo per i piedi). Non per forza una summa, ma non gli era richiesto. Non bisogna accusare un regista se si diverte a dirigere una pellicola -e Tarantino si sarà molto divertito, come dimostra anche il suo cameo-, se il risultato è questo. E fra scene al femminile che non possono non richiamare alla mente il Russ Meyer di Faster Pussycat, Kill! Kill!, camei vari come quello di Eli Roth, un ascolto alla colonna sonora di Italia a mano armata e il titolo di Zozza Mary, pazzo Gary più volte ripetuto nel corso della pellicola, si assiste ad uno dei film più divertenti e colti della stagione. Se c’è chi non ama certe operazioni, chi non ama le citazioni (anche fini a se stesse) o chi non ama Tarantino, son problemi suoi. Voto provvisorio e in attesa di salire. […]
Jena Plisskin
11 giu 2006 - 18:35 - #1Sono d’accordo. Jackie Brown è il più sottovalutato tra i film di Tarantino, invece è un film grandioso, con i dialoghi tra i più riusciti al regista. Hai voglia a dire si tratta di un ottiumo film, tutti a dirmi “ma è lento” :-|
giuseppe panella
12 giu 2006 - 07:05 - #2Jackie Brown non è lento proprio per niente; approfondisce i personaggi (cosa che non accade in Kill Bill, ad es.) e rende una storia oliata come un meccanismo ad orologeria straziante e umana come un film di Walsh o di Ford… e scusate e è poco!
jena plisskin
12 giu 2006 - 13:42 - #3Eh, ma Tarantino viene identificato con gli Action Films, mentre alla fine quello che contradistingue il suo cinema sono proprio i dialoghi.
cineblog
26 nov 2006 - 02:44 - #4[…] […]
Grindhouse - A prova di morte e citazionismo
04 giu 2007 - 01:41 - #5[…] Ed è una storia ambientata paradossalmente ai giorni nostri (si vedono i cellulari): Tarantino dirige il suo (fake)b-movie contaminando il genere e il suo cinema, autodenunciandosi (il discorso sugli effetti speciali, gli stuntmen e quant’altro) e mettendo le carte in tavola. E quello che vediamo sullo schermo è una bellissima contaminatio che diverte e mescola la filmografia del regista (la lap-dance come il ballo di Pulp Fiction, i dialoghi nei bar, Michael Parks e il suo figlio n. 1, la Pussy Wagon e la suoneria del fischiettio di Daryl Hannah, il sangue e il feticismo per i piedi). Non per forza una summa, ma non gli era richiesto. Non bisogna accusare un regista se si diverte a dirigere una pellicola -e Tarantino si sarà molto divertito, come dimostra anche il suo cameo-, se il risultato è questo. E fra scene al femminile che non possono non richiamare alla mente il Russ Meyer di Faster Pussycat, Kill! Kill!, camei vari come quello di Eli Roth, un ascolto alla colonna sonora di Italia a mano armata e il titolo di Zozza Mary, pazzo Gary più volte ripetuto nel corso della pellicola, si assiste ad uno dei film più divertenti e colti della stagione. Se c’è chi non ama certe operazioni, chi non ama le citazioni (anche fini a se stesse) o chi non ama Tarantino, son problemi suoi. Voto provvisorio e in attesa di salire. […]