Rabbit Hole (Usa, 2010) di John Cameron Mitchell; con Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Sandra Oh, Dianne Wiest, Jon Tenney, Tammy Blanchard, Giancarlo Esposito, Patricia Kalember, Mike Doyle, Julie Lauren, Phoenix List, Miles Teller, Sandi Carroll, Shoshanna Withers, Jay Wilkison, Sara Jane Blazo, Benjamin Sachs
Il dolore per un lutto e la sua complessa elaborazione tornano ad interessare Hollywood con Rabbit Hole. Nel film di John Cameron Mitchell sono Nicole Kidman, qui in veste anche di produttrice, e Aaron Eckhart a dover affrontare con forza la perdita di un figlio.
Adattato da una piéce teatrale del premio Pulitzer David Lindsay-Abaire, qui anche in cabina di sceneggiatura, Rabbit Hole conferma le doti registiche dell’indipendente e solitamente provocatorio Mitchell, in passato visto in cabina di regia con il pluripremiato Hedwig - La diva con qualcosa in più e con il trasgressivo e sottovalutato Shortbus - Dove tutto è permesso, e rilancia la carriera della Kidman, ultimamente affondata dinanzi a scelte filmiche opinabili e a prove d’attrice ben lontane dagli standard a cui ci aveva abituato.
La vita di una coppia felice, rivoluzionata dalla morte del figlio di 4 anni. Partendo da queste premesse il giovane Mitchell costruisce il suo dramma intimo e familiare, elaborando probabilmente anche un lutto privato, avendo dovuto sopportare, da adolescente, il peso della morte del fratellino più piccolo.
Se a teatro era stata Cynthia Nixon ad intepretare la parte della madre distrutta dal dolore, con i nervi a fior di pelle, incapace di reagire e prepotente nei confronti del marito, in sala il compito è toccato alla Kidman, desiderosa di trasformare la premiata pièce in un film, che evitasse magari di ricalcare i soliti cliché già visti nell’affrontare un tema simile, ovviamente anche qui in parte riproposti. Da qui la scelta di affidarsi all’indipendente John Cameron Mitchell, che convince però solo a tratti, soprattutto nel costruire e giustificare malamente l’intreccio che vede protagonisti Nicole Kidman e un inizialmente misterioso ragazzo, oltre ai vari tentennamenti ‘ormonali’ di un intenso, potente e drammatico Aaron Eckhart.
Se l’alchimia tra i due è sorprendentemente notevole, con un paio di scene in cui si lasciano andare da strappare applausi, ed una terza presenza, quella di un’intensa Dianne West, che non fa altro se non aggiungere ulteriore qualità, l’opera nel suo complesso si fa ammirare grazie ad una delicatezza registica che solo a tratti viene indebolita da una sceneggiatura non impeccabile, un po’ troppo ambigua, teatrale e precipitosa, su cui domina incontrastata la bravura finalmente ritrovata di una Nicole Kidman da nomination all’Oscar.
Impegnato, impegnativo, potente ma imperfetto.
Qui il Trailer
Voto Federico: 6,5
Voto Gabriele: 8
mr deeds
01 nov 2010 - 16:15 - #1mi aspettavo di piu per me era il film piu atteso vabbè sempre meglio dei sui ultimi film una domanda dr. apocalypse riuscirà nicole a portarsi l’oscar a casa.
gillynni
01 nov 2010 - 16:30 - #2contentissima per la mia nicole……ben fatto….però dr. apocalypse sei ancora troppo acido con lei……ti ricordo che tu la veneravi……!!!!!speriamo ti passi prima o poi….
carlo4568
01 nov 2010 - 16:40 - #3be’ 6.5 non è male…anche se mi aspettavo di più.
ma alla fine? promosso o bocciato?
rabano
01 nov 2010 - 16:43 - #4se si conoscesse a fondo la carriera di Nicole Kidman si saprebbe che le sue ultime prove non sono state al di sotto dei suoi alti standard, semplicemente ha partecipato ad alcuni progetti indie che non hanno avuto una grande diffusione e conoscono purtroppo solo i veri amanti del cinema. in Margot at the Wedding Nicole è stata semplicemente divina, una delle interpretazioni migliori della sua carriera, accanto all’altrettanto strepitosa interpretazione della coprotagonista Jennifer Jason Leigh….
consiglio a tutti di vederlo!
drapocalypse
01 nov 2010 - 16:51 - #5Promosso, anche se le aspettative erano talmente alte da aver probabilmente influito sul giudizio finale. La nomination è sua al 100%, sulla vittoria finale non saprei. Ne ha già vinto 1. Quest’anno forse tocca alla Moore.
iOi
01 nov 2010 - 17:19 - #6Dr.Apo, ma l’hai visto Revolutionary Road?
Steven43
01 nov 2010 - 17:21 - #7mi dispiace che ti abbia fatto quest’impressione
rabano
01 nov 2010 - 17:33 - #8secondo me per l’oscar hanno più probabilità la Bening o la Portman; certo che la Moore un oscar se lo meriterebbe (anche se non ho visto the kids are all right), ma credo che al momento non sia la favorita!
luporosso
01 nov 2010 - 18:04 - #9Ma quale Nicole Kidman da Oscar? NATALIE PORTMAN tutta la vita!
orpheus
01 nov 2010 - 18:07 - #10quoto iOi, Revolutionary Road parla proprio di tutt’altro, non muore nessun figlio…
drapocalypse
01 nov 2010 - 18:45 - #11Ragazzi miei la stanchezza da Festival comincia a farsi sentire. L’ho visto ed amato (e ancora oggi lo sostengo).
Steven43
02 nov 2010 - 10:32 - #12Ma la Kidman in questo film è più vera, o si vedono comunque i segni della chirurgia (anche se ammetto che io non li vedevo più da Nine), non perché io sono uno di quelli che la critica per questo, la amo e la amerò per sempre, ma per prepararmi ai giudizi degli altri.
Callisto Software
02 nov 2010 - 11:06 - #13NOn mi piace troppo l’interprete maschile
dino75
02 nov 2010 - 13:22 - #14@dr Apo una domanda: il film è ben bilanciato tra gli interpreti o è solo un one man (woman) show? Grazie in anticipo se potrai rispondere.
carlo4568
02 nov 2010 - 13:38 - #15@Steven43 ma che cavolo di domanda è? qui mi sa che stiamo esagerando con questa storia
drapocalypse
02 nov 2010 - 16:38 - #16Tirata resta tirata, ma sicuramente e’ piu’ espressiva rispetto alle ultime prove… non š un one girl show, c’š anche un buon Aaron Eckhart, anche se l’attenyione ovviamete ricade soprattutto sulla Kidman, vera protagonista (e produttrice….)
rabano
02 nov 2010 - 18:54 - #17“Tirata resta tirata”
come si fa a dire una cosa simile, ma se è piena di rughe????
drapocalypse
02 nov 2010 - 20:24 - #18Ha due guanche di porcellana.
rabano
02 nov 2010 - 20:37 - #19mah… quando era giovane aveva sì delle guanciotte molto tonde, nulla in confronto a ora. nel film mi paiono assolutamente normali. cosa dovrebbe avere? le rughe sulle guance? stiamo scadendo nel gossip. parliamo di recitazione, per favore!
yuri!!
03 nov 2010 - 00:27 - #20evidentemente voi di cineblog sapete benissimo che i numeri contano più del commento. ed è per questo che quel 6.5 non rispecchia, ma ha più influenza, rispetto a tutta recensione che mi pare si porti più in alto di un semplcie 6.5.
il film è OGGETTIVAMENTE bello, e la kidman è OGGETTIVAMENTE brava. so che voi preferirste tagliarvi un braccio pur di ammetterlo ma nicole kidman ha doppiamente vinto: come attrice e come produttrice.
l’unica cosa tirata qui è la stupidità di una larga fetta della critica italiana che ancora cerca di tirare per le lunghe una storia (sapete quale) che ormai da nessuna parte trova più spazio. non fa più rumore. basta è finita, fatevene una ragione.
E’ FINITA. PUNTO.
non credete a queste sciocchezze scritte, rabbit hole è UN BELLISSIMO FILM, non delude le aspettative.
rabano
03 nov 2010 - 03:37 - #21comunque è tutto molto esilarante yuri… se non fosse tutto terribilmente tragico…
ad esempio in questa recensione “Nicole Kidman da Oscar” è diventato “Nicole Kidman da nomination all’Oscar”, giusto per ridimensionarsi un po’, visto che quando si tratta della Kidman è meglio ricomporsi e non lasciarsi andare troppo all’entusiasmo…. ormai è diventato tutto uno stereotipo e un conformismo avvilente.
detto questo, credo comunque che una nomination potrebbe essere già una grandiosa vittoria; la conquista della statuetta, per svariati motivi, è pressochè impossibile (ma non per mancanza di merito…)
dino75
03 nov 2010 - 09:07 - #22@rabano: interessante, quindi nemmeno tu credi che un oscar si vinca soltanto per meriti artistici?
yuri!!
03 nov 2010 - 11:52 - #23Mio Dio rabano, ho notato solo ora…Che patetici. Cosa vi ha fatto la Kidman? Non digerita che nonostante sia una grande star possa fare anche film piccoli indipendenti? Non vi va giù che dopo tante batoste che avete cercato di infliggerle sia ancora li bella tranquilla? Ma fatevi una vita
JasonVanHalen
07 nov 2010 - 00:05 - #24http://aefc.forumfree.it/
rabano
07 nov 2010 - 22:18 - #25dino, non fare l’ingenuotto. all’assegnazione dell’oscar concorrono numerosi fattori. ricordi quando si dava per scontato che la Kidman avrebbe vinto l’oscar per moulin rouge, poi scoppiò la protesta politica sui neri snobbati all’oscar e questo fu assegnato a halle berry(?????). la giuria spesso preferisce premiare attori ancora privi del premio, magari a seguito di numerose candidature: la winslet, bravissima attrice, ha vinto l’oscar per un’interpretazione mediocre (the reader) poichè la stampa martellò l’opinione pubblica sul fatto che la winslet aveva ricevuto tante nomination (5-6) e non aveva mai vinto. e così fu. per quanto i critici furono mediamente molto freddi nel valutare la prova della winslet. il prossimo anno è più probabile che siano premiate attrici come la portman e la bening (non giudico la loro prova che non conosco ancora) perchè al contrario della kidman non sono mai state premiate pur essendo bravissime attrici. e questo indipendentemente dal merito singolo, anche se la prova della Kidman fosse superiore alle altre…..
dino75
08 nov 2010 - 11:48 - #26@rabano: ovviamente è così, diciamo che gli assegnatori sono dei gran “paraculi” e che i meriti non sono mai reali, ovviamente come sai il mio intervento era fazioso…;-)
rabano
08 nov 2010 - 19:16 - #27sì sì, lo so bene che anche tu sei allibito come me dal fatto che la Kidman abbia vinto un solo oscar……
;-)
Simonros
08 gen 2011 - 12:37 - #28Ho visto il film e non riesco a comprendere come la sceneggiatura possa essere definita ambigua. Dove risiederebbe l’ambiguità? Io l’ho trovata invece assai equilibrata, sorretta meravigliosamente dai due attori protagonisti, bravissimi entrambi, e da una regia sapiente, capace di giocare per sottrazione. Solo un paio di scene stonano, quella del supermercato e - in parte - quella del confronto tra il ragazzo e il marito, ma nel complesso si tratta davvero di un ottimo film. Da segnalare anche la delicata colonna sonora di Anton Sanko.