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The Fountain: il trailer

Pubblicato: 22 lug 2006 da Natalie

Commenti dei lettori

The FountainImdb riporta pochissime info sul prossimo film di Darren Aronofsky (Requiem for a dream, Pi). La trama: 16esimo secolo Tom (Hugh Jackman) conquistatore spagnolo combatte i guerrieri Maya poichè alla ricerca della fontana della giovinezza che salverà la vita di Izzi (Rachel Weisz). Questa la prima delle tre storie parallele che si intrecceranno per tutto il film e che si dispiegheranno oltre che nello spazio nel tempo, ma per evitare di rovinare il film non vi racconterò ovviamente l’intera sinossi. The fountain viene detto “una storia d’amore, morte, spiritualità, e fragilità della nostra esistenza in questo mondo”. Misticheggiante…Su continua trovate il trailer!

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Rezzonico

    Rezzonico

    22 lug 2006 - 20:19 - #1
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    Non vedo l’ora di vederlo… Darren Aronofsky è uno dei miei registi preferiti. Pi e Requiem for a Dream sono 2 capolavori!

  • Profilo di Crescendolls

    Crescendolls

    24 lug 2006 - 14:29 - #2
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    Bellissimo!!! Lo andro a vedere nei cinema certamente !!!

  • Profilo di Mauro Lanari

    Mauro Lanari

    26 mar 2008 - 18:10 - #3
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    L’ALBERO DELLA VITA
    Non ancora compiutamente reso ebbro da “[Gn] 3, 14 – Il teorema del delirio” (1997), Aronofsky, dopo molteplici e giustificatissime traversie produttive, rilancia con “Gn 2, 9 – Il delirio d’un teorema”, summa d’un sincretismo da globalizzazione religiosa smisuratamente raffazzonato, semplicistico e pressappochista che manco Augias col suo bigino per laici e atei (ignoranti completi di biblistica).
    Del film è presto detto: l’“Ascesa all’Empireo” (1500-1504) di Bosch incrociato con un “cancer movie” nell’epoca del neuroimaging, offerto in tutte le salse spaziotemporali possibili e condito con un qualunquismo dei simboli e dei sentimenti che, al confronto, “Ghost” sembra d’un ingegno sovrumano. Però il maximum spunta fuori dai contenuti extra del DVD, dal backstage e dall’intervista fra i due attori protagonisti. L’auratica, ieratica, angelicata Weisz smoccola un 3×2, coperta da bip plurimi, mentre Jackman, cristificato, francescanizzato, zenizzato, buddhizzato, si presenta come il più sciatto e insulso prototipo di “The Family Man”, due “hippie metafisici” sul modello “del giorno successivo a una sbronza di birra”.
    Teorema per teorema: “due corpi repellenti si attraggono” (legge di Coulomb-Lanari).

  • Profilo di Mauro Lanari

    Mauro Lanari

    07 apr 2008 - 18:00 - #4
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    Ecco saltare via un’altra fissazione cognitiva. Infatti, secondo gli assi cartesiani nella fisica newtoniana, il tempo va posto all’ascissa, dunque t=x, perciò i rapporti intergenerazionali disegnano traiettorie orizzontali/longitudinali e non verticali, come invece i rapporti infragenerazionali sussistenti tra coetanei. Ma questo non cambia ancora nulla d’essenziale. Passiamo allora ad analizzare la rivoluzione copernicana compiuta dalla rivoluzione scientifica. Essa consiste, o sarebbe dovuta consistere, nella comunità degli scienziati che rimpiazza il principio scolastico dell’autorità e dell’autoritarismo gerarchici, piramidali, verticali con il principio democratico, paritetico, orizzontale dell’autorevolezza.
    Il medesimo problema si riscontra nell’immagine dell’albero genealogico, con i gradi di discendenza e ascendenza (o ascensione) verticali e verticistici che sanno di paternalismo, mentre di fatto sono solo dei rapporti fra predecessori e successori longitudinali, fra anteriorità e posteriorità causali. Stesso identico inganno si riscontra biblicamente con l’immagine dei due alberi edenici, il malefico/venefico e il vitale/vitalistico. Così l’ideologia gerarchizzante compare nella Scritture ebraico-cristiane sia escatologicamente, come “ascensione al Padre”, sia protologicamente, appunto come “albero della vita”. Tuttavia, se è corretto affermare che l’ideale supremo è quello d’un benessere edonistico di grado infinitamente superiore, acquisibile appropriandosi d’una facoltà autogenerativa anch’essa altrettanto superiore, allora l’albero della vita e l’ascensione cristica hanno ancora senso purché si qualitativizzi il vitalismo e si depaternalizzi il divino.