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CineBlog consiglia: L'uccello dalle piume di cristallo

Pubblicato: 06 ago 2006 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

Uno scrittore si ritrova al centro di una serie di delitti efferati a danni di giovani donne… I fatti si fanno più intricati e pericolosi quando lo stesso scrittore e la sua fidanzata si ritroveranno al centro della furia dell’assassino. Ma l’assassino commette un errore, e il colpo di scena finale sarà terribile. E geniale.
L’uccello dalle piume di cristallo è, assieme al precedente -di 5 anni- Sei donne per l’assassino, il capostipite del thriller all’italiana. Giustamente. Oltre ad essere il primo film del maestro del thriller/horror all’italiana, è un film che presenta spunti geniali e una trama godibilissima, con una fotografia suggestiva e un ritmo incalzante. Lo stile di Argento c’è subito, sin dall’inizio, e nonostante sia ancora un po’ acerbo la lezione imparata da Mario Bava c’è tutta e la personalità pure: siamo vicinissimi al masterpiece. La fotografia, come ho detto, è suggestiva, così come le ambientazioni, e l’intreccio è solido e credibile (anche se l’uccello descritto nel film non esiste). Ancora privo di una violenza visiva reale, il film si basa esclusivamente sulla trama e sulla tensione, creata anche attraverso suoni e voci femminili a mo’ di nenia nella bellissima colonna sonora di Ennio Morricone. Il migliore della “trilogia zoonomica”, di cui fanno parte Il gatto a nove code e l’introvabile ma bellissimo 4 mosche di velluto grigio. Imperdibile. Uno dei migliori Argento di sempre.
Stanotte, 03.05, RaiUno

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • superficie 213

    07 ago 2006 - 15:43 - #1
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    ottimo….esordio col botto!

  • cineblog

    25 ott 2006 - 14:08 - #2
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    […] […]

  • daniele

    14 dic 2006 - 14:48 - #3
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    un esordio magnifico, attraverso il quale dario argento dimostra sicuro utilizzo del mezzo, capacità di raccontare la follìa e la suspance thriller più inquietante e idea un nuovo stile di giallo-thriller-investigativo molto originale e convincente.

    di culto, con la C maiuscola. E assieme a Profondo rosso irripetibile, naturalmente.

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    […] Ma si può ovviamente dare un giudizio su ciò che abbiamo visto, in attesa di modificare la nostra opinione. Qualcuno lo definisce un puro e ruffiano esercizio di stile, qualcuno pensa sia geniale. Il film di Quentin Tarantino è l’ennesima dimostrazione dell’amore per il cinema del suo folle autore: capire le citazioni diventa un gioco e un piacere per lo spettatore, che si diverte con una storia “bassa” e tenta di cogliere i vari riferimenti sparsi qua e là. Ed ecco che qualcuno esclama “ma la ragazza indossa la maglietta de L’ultimo buscadero di Sam Peckinpah!”, oppure si è presi dall’euforia quando Kurt Russell (cattivissimo e lontano dai suoi personaggi carpenteriani) scatta le foto alle sue vittime come l’assassino de L’uccello dalle piume di cristallo di Dario Argento (notevole l’uso della colonna sonora originale del film, composta da Ennio Morricone, e il tema fa coppia con quello utilizzato in Kill Bill di Sette note in nero). PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Tarantino dirige una storia on the road che ha ancora il sapore della vendetta: sulle strade che hanno fatto tremare gli spettatori di Duel o The Hitcher si aggira un serial killer con una macchina nera, con un teschio bianco dipinto sul cofano. E’ Stuntman Mike, che studia per bene le sue vittime, tutte donne, per poi ucciderle. Come succede ad una biondissima Rose McGowan, che si schianta dappertutto dentro alla macchina, senza cinture di sicurezza, mentre si va ad altissima velocità. […]