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Le colline hanno gli occhi: recensione in anteprima

Pubblicato: 12 ago 2006 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

THE HILLS HAVE EYES
di Alexandre Aja; con Aaron Stanford, Kathleen Quinlan, Vinessa Shaw, Emilie de Ravin, Ted Levine, Billy Drago.

Una storia di violenza. Risuonano le note di California dreaming dei Mamas and the Papas nel deserto più deserto. Una famigliola ha appena fatto un incidente: il padre ritornerà indietro alla pompa di benzina in cui sono stati da poco, il marito della figlia più grande camminerà lungo la strada per vedere se riesce a trovare aiuto. Ma prima tutti assieme si mettono a pregare. E intanto qualcuno li spia con un cannocchiale da una collina, e ripete ciò che il gruppo dice con una voce terribile. Le colline ritornano ad osservare, a costruire piani di morte e ad uccidere senza pietà dopo quasi trent’anni. Alexandre Aja ha più mezzi e un budget più elevato rispetto a quanto potesse avere Wes Craven (che qui produce) nel 1977, e per questo ne esce un film diverso, anche se con gli stessi personaggi e più o meno molte situazioni simili se non uguali. Le colline hanno gli occhi è un film diverso dall’originale, sì, ma è un film bellissimo, bello quanto il film di Craven.

I titoli di testa, belli e durissimi nella loro contrapposizione tra melodia allegra e immagini agghiaccianti, già c’introducono nell’atmosfera del film. Che è teso, tesissimo, e cresce con un climax incredibile. Cresce nella follia, nella violenza, nella disumanità. Funziona nella miscela di dolore fisico e dolore psicologico: fanno male, nello stesso identico modo dal punto di vista dello spettatore, sia le asce conficcate in testa che la perdita di una persona cara. Aja, come in Alta Tensione, spinge il pedale sul gore, che esplode in furia cieca negli ultimi minuti: ma questa volta è più coerente e non corre il rischio di scivolare nel ridicolo. Estremizza il tutto, ed è un piacere restarne shockati. La carne brucia, le teste si sfracellano, le dita vengono tagliate via, e la fusione tra tensione (bella alta) e splatter è riuscitissima. Gli attori sono tutti in parte, facce credibili e adatte al genere che lottano e piangono contro qualcosa che non riescono a capire. E quei cannibali atroci e pericolosissimi (strepitoso il make-up) sono parenti stretti di Freddy Krueger, di Viggo Mortensen in A history of violence, di Leatherface: quella cattiva coscienza di “quella” nazione è viva. E ci si può ribellare, si può continuare a uccidere e a far sgorgare fiumi di sangue tentando ci nasconderla nei meandri delle coscienze. E si può, appunto, anche pregare. Ma tanto quei cannocchiali saranno sempre vigili sulle colline…

Voto Gabriele: 8

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • BenSG

    12 ago 2006 - 16:02 - #1
    0 punti
    Up Down

    Concordo quasi su tutto, il film è piaciuto anche a me (http://www.delikatessen.splinder.com/post/8928686).

    Ciao!

    BenSG

  • Profilo di Joe

    Joe

    18 dic 2006 - 10:39 - #2
    0 punti
    Up Down

    LE COLLINE HANNO GLI OCCHI-2006.
    Concordo appieno con la recensione; è un film bellissimo e molto teso, superiore all’originiale di almeno dieci passi!!
    Splendido.
    Grane Aja!

  • Profilo di Joe80

    Joe80

    03 feb 2007 - 12:08 - #3
    0 punti
    Up Down

    Concordo in tutto e per tutto, con la recensione!
    LE COLLINE HANNO GLI OCCHI di Aja, è splendido!
    Non si vedeva un horror così crudo, reale e affascinante da molto tempo….
    Grande Aja!

  • Aja, Sutherland e gli specchi

    06 feb 2007 - 14:20 - #4
    0 punti
    Up Down

    […] Alexandre Aja si è già fatto conoscere al grande pubblico per la sua carica violenta. In Alta tensione non risparmiava nulla, ne Le colline hanno gli occhi esplodeva in un putiferio di sangue e tensione che per gli amanti del genere è stato una manna. Se nel caso del suo secondo film doveva confrontarsi con un film originale di Wes Craven, trattandosi di remake, col suo terzo film dovrà ritornare sulla strada del rifacimento. […]

  • […] L’attore parla anche della “moda” di fare i remake di horror-colossi, tipo Venerdì 13 (di cui si sta progettando il remake) e Halloween e Non aprite quella porta (già remakizzati): “Prima o poi, qualcun’altro dovrà fare la parte di Freddy. Ma io posso ancora fare Freddy grazie al trucco! Ciò che devo fare è perdere un po’ di peso. Nessuno si muove o parla come me. Ma, prima o poi, dovrò passare il testimone. Non so se rifaranno il primo Nightmare, perché è considerato un classico e il più pauroso di tutti. Sono un fan di Nightmare - Nuovo incubo di Craven, nonostante il primo e il terzo siano i più apprezzati dal pubblico. Mi ricordo ancora quando stavano per mancare i finanziamenti per quei film: avevamo un budget davvero basso, quindi magari il primo merita di essere rifatto. Mi piace davvero molto il remake di Non aprite quella porta, e il remake de Le colline hanno gli occhi mi ha davvero sorpreso”. […]

  • 0 punti
    Up Down

    […] John Stockwell è fissato proprio con l’acqua, vedi i precedenti Blue Crush e Trappola in fondo al mare, e sarà per questo che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore proprio nella già descritta sequenza sottomarina. Però c’è da dire che non c’è un vero momento di paura, e soprattutto non c’è tensione. Che se ne sia andata in vacanza anche lei come i bellissimi protagonisti di Turistas? Ma soprattutto, confrontato ad altri horror vacanzieri recenti, il film di Stockwell non è crudo e violento come Le colline hanno gli occhi, non è politico come Hostel e non è teso come Wolf Creek. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Un pochetto di sangue e una sola sequenza che può shockare qualche novellino (quella del trapianto, appunto), un discorso che sembra intraprendere la strada dell’horror politico abbandonato subito, e il tutto non acquista mai vero interesse. Non si capisce come qualcuno l’abbia accolto a braccia aperte. Più che brutto, un horror abbastanza inutile, e per niente coraggioso. […]