
L’altro giorno abbiamo pubblicato la prima foto ufficiale del nuovo film di Tim Burton: Dark Shadows. Se leggete i commenti vi accorgerete che alcuni lettori si sono lamentati dello stile sempre uguale del regista. Haze si chiede addirittura: “Perché continui a sguazzare nei tuoi stessi stereotipi?”.
Oggi vi voglio trascrivere una “vecchia” tesi di Jean Renoir:
“Un regista rifà sempre lo stesso film con gli stessi temi, scelte e situazioni”.
E vi propongo una discussione con sondaggio. Pensate ai vostri registi preferiti e chiedetevi: è vera questa tesi? Un regista rifà sempre un solo film? E’ per quel motivo che quel regista mi piace così tanto?
tyreal
27 set 2011 - 09:45 - #1Vorreste dirmi che “Barry Lyndon” e “Il dottor Sttanamore” sono lo stesso film con gli stessi cliché?
Forse un discorso che vale per il lato più commerciale del cinema, ma non mi pare sia una regola.
damiax
27 set 2011 - 09:54 - #2Oggettivamente non dovrebbero.
Poi c’è chi lo fa e chi no. Ora non sto a fare esempi. Alla fine poi è tutto soggettivo!
GSP
27 set 2011 - 10:00 - #3In Italia quasi tutti lo fanno.
cleaned
27 set 2011 - 10:04 - #4Sicuramente utilizzare sempre il solito attore feticcio genera un certo dejà-vù
go
27 set 2011 - 10:30 - #5Non è che rifaà sempre lo stesso film, ma ognuno ha il suo stile e si vede in ogni suo film.
keisthai
27 set 2011 - 10:33 - #6coppola, fincher, boyle, scott, nolan.. a cercare si trova sempre un filo rosso che lega tutte le opere, ma direi che i registi che ho citato smentiscono abbastanza bene la tesi di renoir..
IlTrippa
27 set 2011 - 10:39 - #7Danny Boyle in effetti fa proprio tutti i film uguali… un unico film che parla di un povero ragazzo zombie indiano tossico che si dirige verso il sole perchè ha trovato una borsa piena di soldi e deve andare lì a nasconderla.
Oppure Fincher con la sua saga del nerd sadico, giovane ma vecchio dentro, che cerca di far patire le pene dell’inferno a Jared Leto per le sue treccine biondo platino.
No ma questa teoria è proprio fondata.
Burton ha il suo stile inconfondibile, ma non fa tutti i film uguali… è un po’ come dire che un gruppo musicale fa tutte canzoni uguali perchè ha un determinato modo di suonare. Insomma non diciamo fesserie…
carioca
27 set 2011 - 10:47 - #8Non sono d’accordo… anche Cronenberg sfutta sempre il tema della “carne” e dell’ossessione, ma non fa sempre il solito film! Lo stesso per quanto riguarda Fincher, Boyle, Nolan ecc.. pure Polanski.
deception
27 set 2011 - 10:52 - #9secondo me sì, magari anche solo a livello inconscio e tematiche che un regista sceglie di affrontare e il modo in cui le affronta sono ricorrenti all’interno della sua opera. del resto questo è valido anche per gli scrittori, che scrivono sempre lo stesso libro a prescindere dal genere e dalla realizzazione.
basterd80
27 set 2011 - 11:12 - #10Ne abbiamo discusso ampiamente anche nel post di Dark Shadows. Credo che Renoir in fondo non abbia torto. Un gran regista è un po’ come un pittore, lo si riconosce dallo stile, dalle inquadrature, dalle ambientazioni, che nonostante cambino ed evolvano in storie differenti, sono riconducibili alla persona che le crea. Ripeto quello che già avevo detto, un’impronta ben riconoscibile, distingue il grande regista dal mestierante. È un mio parere ovviamente.
mattejo
27 set 2011 - 11:18 - #11Bisogna stare molto attenti, la linea di confine tra il fare sempre lo stesso film e il mantenere uno stile è sottilissima; infatti alcuni registi riescono ad apporre il loro stile pur cambiando sviluppo di sceneggiatura e regia, altri si copiano ed incollano continuamente. Avete citato Fincher, Burton, direi anche Tarantino, sono talmente ARTISTI da non cadere mai nel banale nonostante abbiano un modus operandi rintracciabile in ogni opera. Al contrario Boyle è un regista che non riesce assolutamente a celare i propri limiti, ma parliamo di un uomo che ha fatto della mediocrità il proprio marchio di fabbrica.
Per quanto riguarda il cinema italiano, è una costante copiarsi; c’è anche chi lo fa e riesce a produrre comunque cose apprezzabili come nel caso di Michele Placido, che davvero fa sempre lo stesso film (quanto si somigliano “Romanzo Criminale” e “Vallanzasca”? Tantissimo!) eppure lo fa bene.
Comunque la parentesi sarebbe ampissima, non finiremmo più di parlarne, anche perchè certi discorsi sono soggettivi al punto da rischiare di creare un circolo vizioso senza soluzione di continuità.
Spugna
27 set 2011 - 11:43 - #12il regista che smentisce questa teoria è Stanley kubrick. Quello che la avvalla è forse Spielberg. Quindi dipende tutto dalla persona.
101931
27 set 2011 - 11:49 - #13Tutti gli artisti hanno un filo conduttore che, spesso, rimane uguale in tutte le loro opere. Ad ogni opera che fanno mostrano una sfaccettatura, o un’evoluzione, del concetto che hanno in mente. ovviamente non si può parlare di opere tutte uguali, ma la tematica rimane la stessa. Ripensate agli autori che avete studiato a scuola, alla fine c’era una visione del mondo che veniva reinterpretata e rivista in ogni loro opera. Penso che Renoir volesse dire questo con la sua frase.
robbiy
27 set 2011 - 12:34 - #14I registi sono persone come gli altri e come gli altri hanno dei gusti e delle preferenze nello stile e nelle tematiche che li contraddistingue e fa in modo che uno diventi o non diventi un suo fan. Se domani Tim Burton decidesse di fare un film romanticone in stile Titanic non direste che è stato bravo a cambiare ma direste che è un pazzo. E comunque credo sia mlto piu’ difficile una variazione sul tema che cambiare genere ogni volta.
La bravura come sempre è in come lo fai e non in cosa fai.
l4d
27 set 2011 - 12:47 - #15bisognerebbe intanto distinguere tra regista e artista… Lynch, Tarantino, Kubrick ecc. sono più artisti che registi… curano aspetti che vanno altre l’inquadratura fine a se stessa… Burton è decisamente più regista… certo ha un suo personale stile, ma il fatto che non riesca ad andare oltre è la riprova di quanto detto prima…
giampy.78
27 set 2011 - 13:12 - #16Adoro i registi che fanno sempre los tesso film….Tsai Ming-liang, i Dardenne, etc.
rabano
27 set 2011 - 13:53 - #17forse si riferiva a Wody Allen
gi088
27 set 2011 - 14:03 - #18A volte io scelgo di vedere un film di un artista in particolare perché so che solo quell’artista potrà farmi provare certe sensazioni, toccare certi temi, e ipnotizzarmi con il suo stile unico.
nicole64
27 set 2011 - 14:06 - #19Il mio regista preferito è Steven Spielberg e quassi tutti negli ultimi tempi dicono che fa sempre gli stessi film. Assolutamente NO! “Munich” non è “La guerra dei mondi”; e anche se temi come la guerra o la fantascienza gli abbia sperimentitati più di una volta nelle sue pellicole, lo ha fatto sempre trattando situazioni diverse. E’ passato dal drammatico all’horror, dall’avventura alla commedia, dalla fantascienza allo storico… voglio dire, più di così cosa volete. Tim Burton invece non è che faccia sempre gli stessi film ma usa all’interno delle sue pellicole lo stesso stile gotico e macabro, perché solo così li può differenziare da altri capolavori… come un artista fa cone le sue opere!
cleaned
27 set 2011 - 14:10 - #20E che dire di Paul W.S. Anderson?
http://www.cineblog.it/post/19832/il-riciclaggio-di-paul-ws-anderson
thade74
27 set 2011 - 14:39 - #21Neri Parenti fa sempre lo stesso film…
shin
27 set 2011 - 15:27 - #22ma certo che è così. Ogni regista ha bene o male il suo stile no? Ed è per questo che poi ci ci affeziona ad un determinato regista. Io mi ritengo un fan di Tim e noto con piacere che in tutti i suoi film c’è la sua vena artistica, indistinguibile, che mi piace molto. E proprio per questo che in Alice in wonderland m ha invece deluso, dove doveva dare un’impronta molto più personale.
Ed Vega
27 set 2011 - 15:47 - #23A mio parere un autore più che rifare uno stesso tipo di prodotto realizza lavori che possono essere collegati e accostati con i precedenti per lo stile, le tematiche affrontate o per i contenuti, personaggi ecc… ma in maniera comunque “riconducibile” o “riconoscibile” al massimo, e se è un regista non prevedibile o scontato non li fa “uguali” ad uno o più in particolare realizzato in precedenza. E questo ragionamento lo collego a quasi tutti i miei autori preferiti e di riferimento che sono Q. Tarantino, M. Scorsese, S. Leone, i fratelli Coen, M. Bava e L. Fulci, con l’eccezione di D. Argento che, purtroppo, è diventato ripetitivo e piatto principalmente negli ultimi 10 anni.
Giovi 88
27 set 2011 - 15:57 - #24Secondo me ogni regista ha il suo stile ma la cosa fondamentale di questo lavoro è sapersi rinnovare. Infatti basta guardare i film dei grandi registi per rendersi conto che lo stile di fondo è sempre lo stesso ma tuttavia le loro opere riescono comunque a sorprenderci senza mai ricadere nel dejavù.
ApocalypseNow
27 set 2011 - 17:02 - #25Qualcuno ha detto che ad avallare questa teoria è proprio Spielberg. Beh, a parer mio non è affatto così, basti pensare alla diversità che c’è tra titoli come Jurassic Park, Indiana Jones, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, Amistad, Schindler’s List, Salvate il soldato Ryan, Poltergeist, Prova a prendermi e l’imminente Tintin. Titoli che fra loro non hanno nulla in comune e che sono tutti bene o male dei capolavori.
mitchconner
27 set 2011 - 17:48 - #26io sono tra coloro che l’ultima volta si sono lamentati dello stile di Burton. Ma nel sondaggio ho risposto che non sono d’accordo, non tutti i registi ripropongono sempre lo stesso film, ma credo che invece affrontino spesso temi simili tra un film e l’altro, o personaggi simili. Di qui a dire che per questo dirigano sempre lo stesso film mi pare un’eresia! la questione di Burton mi pare un’altra, lui non dirige film con tematiche simili, ma film con un solo ed un unico tema: la follia e l’emarginazione (sempre poi con il solito stile dark, le solite forme a spirale bianche e nere e i soliti due attori Deep e Carter)e mi pare ovvio che dopo un certo numero di pellicole (e di anni) alcuni spettatori abbiano poi l’impressione di aver visto lo stesso film per 20anni. Ogni artista/regista ha un proprio stile facilmente riconoscibile, ma provate a mettere a confronto, che ne so, Trainspotting e 127 ore, non mi paiono proprio due film identici….
albedo039
27 set 2011 - 20:19 - #27Spielberg fa tutti i film uguali? Ahahah si infatti Duel e’ proprio identico a schindler’s list e ad E.T… Per favore prima di sparare cavolate pensate oppure ancora meglio tacete
stefano.mhf
27 set 2011 - 20:42 - #28Fare film tutti uguali? Dipende, come ha detto damiax è soggettivo. Per fare un esempio a me ha scocciato un po’ il fatto che Ferzan Ozpetek continui a fare film sui gay. Ci sono anche altri argomenti. Ma se Tim Burton fa film con lo stesso stile, ma ovviamente diversi e che parlano di cose diverse per me va bene.
antonio-gamesblog
27 set 2011 - 23:11 - #29Beh, la citazione di Kubrick mi sembra scontata e al tempo stesso pertinente. Senza contare che mi dà modo gettare una traccia, affinché magari se ne discuta. A ben vedere, anche il cinema di Kubrick è legato da un sottile fil rouge che lega un po’ tutti i suoi film.
Elementi come l’”imprevedibilità”, l’”istinto”, la “violenza”, sono temi che ricorrono ciclicamente nei suoi film. La sua maestria stette nel saper riproporre lo stesso tema nei modi più svariati. E’ evidente a chiunque che la violenza cui assistiamo in Arancia Meccanica non sia la stessa di Barry Lyndon. Tuttavia anche in quest’ultimo film la violenza è manifesta, e la si scorge in tutte quelle forme sociali di convenzione, dinanzi alle quali, alla fine, il protagonista cede, senza riuscire più a dissimularsi. Insomma, la visione circa l’indole umana non è mutata poi molto nell’arco dei suoi tredici film.
Ma qui c’è da fare un’annotazione. Il maestro scrisse solo due delle storie di tutti i film che ha diretto. Tutti gli altri si basano su libri scritti da altri. Lui stesso ammise di non essere convinto che sarebbe stato in grado di scrivere una storia da zero.
Bisogna quindi tener conto anche di questo. Quanti registi, dei quali si può dire che “fanno sempre lo stesso film”, sono anche creatori della storia che dirigono? E quanti solo sceneggiatori?
Posto che certe argomentazioni devono pur sempre ruotare attorno ad un tipo di cinema che deve comunque essere anche solo vagamente autoriale. Un progetto su commissione non ci fornisce quasi mai degli strumenti validi per approntare simili discorsi.
Francis Ford Coppola diceva che prima di ogni suo film doveva necessariamente trovare “qualcosa” su cui fissarsi, di modo che ogni qualvolta approdasse ad un punto morto, potesse servirsi di quel “qualcosa” per andare avanti. Può un simile elemento permettere ad un regista di “non ripetersi”?
Giro a voi la palla.
dnakiller
28 set 2011 - 11:57 - #30La risposta non può che essere “dipende”, la domanda dovrebbe essere: Ci sono registi che rifanno sempre lo stesso film?
SI e la foto che avete messo in testa all’articolo è esplicita.
Gab
cleaned
28 set 2011 - 14:21 - #31@Antonio-Gamesblog
Se il film è sceneggiato da altri o tratto da un libro, ovviamente non è possibile che rifai lo stesso film. Quel ciccione di Besson, ad esempio, ha appena scritto e prodotto Colombiana che è un clone spudorato di Nikita/Lèon. Anche se poi non lo dirige lui…