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Avati: ritorno all' horror

Pubblicato: 11 set 2006 da Natalie

Commenti dei lettori

Laura MorantePupi Avati, torna all’horror. Nonostante “La cena per farli conoscere “, non sia ancora uscito nelle sale, Avati si troverebbe al momento negli Usa per lavorare a questo nuovo film da lui definito un horror “gotico”. Il nascondiglio delle monache sarà interpretato da Laura Morante, Rita Tushingham, Burt Young e Treat Williams. Anni ‘50, il film è ambientato in un pensionato di lusso gestito da suore nel quale una notte, in circostanze misteriose, la madre superiora e due ricche pensionanti vengono trovate morte. La storia poi farebbe un salto temporale di 50 anni. Laura Morante, decide di affittare l’ex pensione per trasformarla in un ristorante. La donna, appena dimessa da una clinica psichiatrica, inizierà ad avvertire rumori sinistri provenire dal locale.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • superficie 213

    11 set 2006 - 11:53 - #1
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    Mah…..Avati c’ha visto il guadagno nell’horror

  • DanieleC:

    11 set 2006 - 13:06 - #2
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    be almeno non è la solita menata sentimentale… ma un po di fantascenza nessuno ???????????????? Un western…. un fanta horror….insomma qualcosa di diverso…spero almeno che questo sia un horror degno di tale classificazione..

  • DanieleC:

    11 set 2006 - 13:09 - #3
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    p.s. ieri sera su sky cinema 1 è andato in onda un documentario su Sergio Leone, e devo dire che è stato nonostante avesse molti anni, un ottima visione, e credo che a vedere cosa si sono ridotti a fare gli italiani, quando Leone con la sua audacia faceva lavorare con lui gente come Fonda, e ciò che sperimentava, sempbrano molto più moderni i suoi lavori di allora di ciò che ci viene costantemente propinato dal cinema italiano.

  • Profilo di SteveMcQueen

    SteveMcQueen

    11 set 2006 - 19:32 - #4
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    I precedenti horror di Avati non erano affatto male e Zeder é uno dei miei preferiti.
    Magari ne esce un bel film.
    Byez

  • Steven

    11 set 2006 - 22:20 - #5
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    La trama sembra niente male ma…è vecchia,ormai.Quella della protagonista che,dotata di maggiore “sensibilità”,(in questo caso si tratta di una ex-psicotica),riesce a “sentire” delle “presenze” in una casa.Nella quale,anni addietro,è stato commesso un omicidio. E magari,scommetto che,alla fine,la protagonista si rende conto che gli spiriti le stanno mandando dei “messaggi”,(su chi li ha uccisi…),e nel finale scopre il colpevole del delitto…
    Mai visto “Le Verità Nascoste”? E “The Gift-il dono”? e “Gothica”? e ce ne sono altri ancora…
    PS: Concordo con Daniele C:Sergio Leone è stato il migliore,”Giù la testa” è tra i miei film preferiti,ma amo anche tutti gli altri. e poi,le colonne sonore di ENNIO MORRICONE…la bellezza del sublime…

  • DanieleC:

    12 set 2006 - 12:48 - #6
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    Io invece preferisco c’era una volta l’america, lo ritengo un capolavoro (lo so che molti storceranno la bocca per la violenza ed altro) ma a livello di sceneggiatura, fotografia, montaggio e regia fa le scarpe a molti filmoni americani girati da registi ben più blasonati, non a caso De Palma quando ha girato gli intoccabili ha cercato di copiarne la linea, non riuscendo però ad arrivare minimamente allo stesso risultato, lo stesso film, girato da un americano avrebbe ricevuto una decina di statuette, e gran parte della sua sfortuna derivò dal montaggio breve per il mercato americano fatto dalla produzione, che ne resero incomprensibile la trama negli usa. Se si pensa che ha girato quasi tutti i suoi film con un badget da miseria, così come del resto hanno sempre fatto anche Bava Fellini e De sica. Credo che pultroppo manchi la voglia, la determinazione e la volontà di rischiare film di un certo genere e ci si acconteneti di girare film steretipati di un certo tipo, ormai dall’italia non esce un film per il verso da anni. Nessuno che prenda una digitale e faccia un film naturale, senza raccontare le solite storie , ma avendo il coraggio di girare in modo semi-documentaristico, come un tempo, senza stare attenti alla forma ma cercando di dare una pennellata unica. Oggi i film non sembrano più quadri di singoli artisti, ma fotocopie di originali.