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...E ora parliamo di Kevin - Recensione in anteprima

Pubblicato: 16 feb 2012 da Simona

Commenti dei lettori

...E ora parliamo di KevinApproderà domani nei cinama italiani …E ora parliamo di Kevin, il film di Lynne Ramsay presentato allo scorso Festival di Cannes, che mette in prima linea una Tilda Swinton da Oscar (è imperdonabile che l’attrice non figuri fra le candidate di quest’anno!) che gioca in sottrazione e ci regala un’interpretazione meravigliosa fatta di piccoli gesti, di sguardi, di sfumature quasi impercettibili.

Già, perché l’intera pellicola poggia sulle sue spalle e tutta la forza emotiva la ritroviamo sul suo viso, una maschera di angoscia e di rassegnazione, specchio di una sofferenza tanto grande da aver anestetizzato Eva, la protagonista, da averla ridotta a poco più di un’ombra. Un dolore figlio di un senso di colpa tanto silenzioso quanto assordante, mai esteriorizzato, mai esibito o sbattuto in faccia allo spettatore come spesso accade.

Il film è tratto dal bestseller omonimo di Lionel Shriver e racconta la storia di Eva, una newyorkese intelligente e colta, madre riluttante di un figlio problematico ed indesiderato. Per quanto si sforzi, Eva non riesce a stabilire una relazione con suo figlio, che la odia con tutto sé stesso e fa di tutto per renderle la vita un inferno. Quando Kevin, alla vigilia del proprio sedicesimo compleanno, compie una strage, Eva si ritrova a lottare contro atroci sensi di colpa. E’ in parte colpevole del gesto compiuto da Kevin? E’ lei la responsabile dell’indole malvagia del ragazzo? Ha mai amato suo figlio?

Cannes 2011: We Need to Talk About Kevin - Trama e foto

Il calvario di Eva, che ripercorre a ritroso le tappe della propria vita famigliare, rivivendo in ordine sparso vari episodi del proprio passato, alla ricerca (vana) di una spiegazione razionale al comportamento del figlio (al quale continua a fare regolarmente visita in carcere, nonostante il netto rifiuto del ragazzo a rivolgerle la parola), è una via crucis di angoscia soffocante da cui si fa fatica a riprendersi nelle ore successive alla visione del film.

Erza Miller è bravissimo ed inquietante al punto giusto nel ruolo di Kevin adolescente, subdolo ed intelligentissimo manipolatore. Il ragazzo va tenuto d’occhio. Il suo personaggio, tuttavia, è il punto più debole del film. Soprattutto negli anni della prima infanzia, Kevin viene mostrato tanto consapevolmente malvagio da sembrare un anticristo da film horror e risultare, quindi, poco credibile. John C. Reilly è perfetto per incarnare un padre che si rifiuta di credere che qualcosa possa non andare per il verso giusto all’interno della sua famiglia. Adora suo figlio, che gli corre fra le braccia ogni sera quando torna a casa dal lavoro, e non crede ad una sola parola di quanto la moglie gli racconta. Il problema non esiste, se non se ne parla…

Regia e montaggio sono eleganti e studiatissimi, nulla è lasciato al caso, ogni elemento è perfettamente calcolato. Il colore rosso predomina la scala cromatica della fotografia. Dai pomodori della sequenza d’apertura, alla vernice ,al sangue versato.

Voto di Simona: 8

E ora parliamo di Kevin (We need to talk about Kevin - Drammatico, Thriller - Gran Bretagna, USA 2011) Regia di Lynne Ramsay, con Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller, Ashley Gerasimovich, Joseph Melendez, Siobhan Fallon, Lauren Fox, Ursula Parker. Al cinema dal 17 febbraio. Qui il trailer italiano.

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • deception

    16 feb 2012 - 13:23 - #1
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    concordo con la valutazione su kevin da piccolo, unito al fatto che, a tratti, questo film sembra quasi che cerchi troppo di essere “artistico” e va molto vicino allo scadere nel pretenzioso. superlativa la swinton e bravo anche ezra miller. mi ha perplesso john c. reilly (sarà che dopo averlo visto in quella porcata di fratellastri a quarant’anni faccio fatica a prenderlo sul serio)

  • ashjwilliams

    16 feb 2012 - 16:32 - #2
    0 punti
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    Visto oggi in lingua originale…STUPENDO!! Il fatto che questo bambino gia dalla nascita abbia un odio verso la madre è veramente interessante, soprattutto durante la crescita. Già dall’inizio capisci che il figlio ha fatto qualcosa di sbagliato ma quando il film rivela tutto quanto nel finale è qualcosa di agghiacciante ma no perchè è brutto ma perchè ti mette i brividi…Voto 9 e mezzo…