
Andiamo dal passato-presente al futuro. Futuro? Non so se possa chiamare così se si considera quel che sta capitando, in Italia più che altrove, ai festival, alle mostre, alle rassegna, ai mercati del cinema. Cosa sono? A cosa servono? Funzionano per il cinema e il pubblico, o sono solo luoghi di poltroni che amano sedersi in poltrone di comando e servire un aperitivo (un trailer) sapendo bene che seguiranno pochi o alcun film degno di vetrina?
Bella domanda, che mi faccio, e vi propongo, sulla base di quel che è accaduto, sta accadendo, accadrà per le poltrone del Roma Film Festival e la Mostra di Venezia. Dunque. Vediamo il calendario degli appuntamenti che è cominciato a Berlino, in febbraio, con una routine ormai consolidata, solida che non suscita scandali politici: prende con rigore quel che ritiene decente. Dopo un paio di mesi, maggio, toccherà a Cannes, che è una specie di nave da crociera di concordie internazionali su film, registi e red carpet, o poco più; sono lontani, assai lontani gli anni dei brividi, e comunque questo festivalone si fa rispettar.
A Pesaro, a giugno, ci sarà la Mostra del nuovo cinema che non sa sempre bene dove andare a cercare il nuovo e si “accontenta” (non è poco) di fare scelte meditate, e tentare aperture a un pubblico vasto, nella bella piazza centrale della città. Poi, ad agosto e subito dopo (quando?) ci sarà la tenzone Venezia- Roma le cui premesse sono apparse ai più scontate e persino ridicole per il chiasso e le inutili polemiche. Il problema purtroppo per ora è quello dei nomi dei direttori, superdirettori, presidenti, dei cda e dei potenti dello spettacolo che si rivelano impotenti di risolvere la questione di fondo, oltre al travaglio delle nomine: cosa sono queste due manifestazioni, qual è il bilancio delle singole esperienze e della concorrenza tra chiasso e gelosie, a cosa e a chi devono servire?
Le risposte latitano. I potenti si leccano le loro impotenze, e non sanno che nomine e pesci-pellicola pigliare. Di mezzo, stiamo sicuri, ci andranno il vecchio e caro cinema, e i vecchi giovani cari spettatori. Tra qualche tempo le verifiche. Con una osservazione conclusiva: i film sono pochi, quelli degni di una vetrina ancora meno, quelli essere modelli di qualità si contano sulle dite. La mediocrità delle chiacchiere sarà in grado di coprire il colore dei flop che si annunciano?
Foto: TMnews
a.
10 feb 2012 - 09:03 - #1ma della mediocrità di questo intervento ne vogliamo parlare?
italo-moscati
10 feb 2012 - 10:12 - #2Ma certo parliamone, non vedo l’ora. Forza A, prima lettera, esprimiti meglio. Non sono il solo ad avere riserve sui festival e la loro realtà presente:parli per mozione personale o per puro gusto di…
italo-moscati
10 feb 2012 - 10:56 - #3Coraggio A , rivela le tue opinioni, le tue idee, coraggio…sei un direttore di festival?
italo-moscati
11 feb 2012 - 14:42 - #4Con dedica ad A, il cui telegramma in testa ai commenti resta sempre spiegazioni da parte sua ai lettori che pure ne avrebbero diritto. Ma si sa l’anonimato favorisce i golpe comunicazionali qualunque…
Corriere della Sera di oggi 11 febbraio, a proposito del Roma Film Festival. Un bravo giornalista e non solo, Paolo Fallai, scrive che sul “futuro del Festival del Film di Roma prevale la paura. Lo avevamo lasciato sepolto sotto la neve provvidenziale che aveva fatto slittare gli incontri - e li scontri- di una settimana fa…il muro contro muro che ha portato alla paralisi della candidatura di Marco Muller alla direzione artistica, sta covando i timori peggiori?”. Quali timori? Che, lo spiega l’articolo, le cose vadano per le lunghe in attesa di accordi già in ritardo. Accordi politici, ben inteso. Nessuno si meraviglia ma la politica continua ad essere nei festival promostrice di una mediocrità sostanziale, di base e di prospettiva. Lo sbadiglio delle risse e delle ripicche si è mangiato gran parte del cinema e la primavera, una qualsiasi almeno di buone intenzioni, è assai lontana…
GIOVANNA LEVATI
16 feb 2012 - 15:26 - #5vergogna, e ho dovuto avere il canone maggiorato per vedere questo schifo! A me e alla mia famiglia la bella farfalla della Belen- la stupida crociata del sig. Celentano non on interessano. io sono una pensionata che deve sbarcare il lunario non ho dei cascet multimilionari eppure ho dovuto lavorare tutta la vita. Ma questi signori si permettono di scialacquare i soldi degli italiani ,per dire come si usa oggi ,CAZZATE E FARE PUBBLICITA’ ALLA TRASGRESSIONE
VERGOGNA!……………………………………………………………………
italo-moscati
16 feb 2012 - 15:48 - #6I festival sono malati, a cominciare da quello di Sanremo. I festival del cinema, per fortuna, non hanno nulla da spartire con Sanremo. E però Sanremo lascia venir fuori con prepotenza l’impotenza della nostra cultura (come chiamarla?) rispetto a tendenze di cui il festival della canzone del grande Modugno è purtroppo oggi il simbolo di un degrado senza freni…eppure le contromisure ci sarebbero, cambiare le tv ad esempio…