“Forse ho pensato di far cinema perché non sono capace di nessun lavoro onesto. Camminavo ogni giorno su e giù per le vie di Helsinki cercando di rimediare soldi per bere ma era sempre più difficile trovarne. Allora ci siamo detti: cominciamo a fare film. Uno ha chiesto: su che cosa? Io ho risposto: su questo schifo che è la nostra vita”.
E’ una frase che in effetti racchiude la filosofia dei film di Aki Kaurismäki. E cosa succede quando un regista geniale come quello finlandese incontra un importante critico e regista come Peter von Bagh? Nasce un libro che, così come viene raccontato, ricorda Il cinema secondo Hitchcock, l’appassionante e classico dialogo tra Hitchcock e Truffaut.
Uscirà a luglio nelle librerie questo Dialogo sul cinema, la vita, la vodka, in cui i due, amici e collaboratori da molto tempo, ripercorrono la filmografia di Kaurismäki, dalla trilogia operaia ai recenti e ottimi L’uomo senza passato e Le luci della sera. Cinema e arte, Finlandia, vodka e aneddoti personali: un libro per cinefili e amanti del regista, ma anche per i curiosi che vogliono approfondire la figura di uno dei registi più interessanti degli ultimi anni.
In uscita il 13 luglio a 19 euro, Isbn Edizioni.
lolloso
04 lug 2007 - 18:57 - #1stupendo il cinema kaurismäki… anche se ho visto solo la fiammiferaia, posso dire di amare questo regista…
Mauro Lanari
10 ago 2008 - 22:42 - #2L’UOMO SENZA PASSATO (2002)
“L’uomo dei dolori” che resuscita per portare pace e bene, “via, verità e vita” (Giovanni 14, 6) all’umanità intera, è semplicemente teologia della gloria, messianica/pasquale/parusiaca, pure fuori tempo massimo d’un paio d’anni rispetto allo y2k delle attese cristiane del Giubileo ultimo scorso. Se poi il regista è sul piano stilistico “originalissimo, a tratti scanzonato, allegro e assurdo”, non me ne può fregare di meno.
Mauro Lanari
15 ago 2008 - 21:07 - #3A riguardo del titolo del film, due riferimenti biblici, uno antico e l’altro neotestamentario.
Isaia 65, 17: “Ecco infatti io creo
nuovi cieli e nuova terra;
non si ricorderà più il passato,
non verrà più in mente”;
Apocalisse 21,4: “E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate”.