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Speciale Venezia: Bianciardi!

Pubblicato: 30 ago 2007 da Carla Cigognini

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Avete presente la casa editrice Isbn? Bene, è nata Isbn Milano Films, la casa di produzione di Isbn Edizioni.

La loro prima opera si chiama Bianciardi!, documentario di Massimo Coppola sulla vita e sull’opera dello scrittore Luciano Bianciardi (nella foto), prodotto in collaborazione con Indigo Film.

Bianciardi! è diretto da Massimo Coppola, soggetto e sceneggiatura Massimo Coppola, Alberto Piccinini; Immagini Giovanni Giommi, Montaggio Giogiò Franchini, Latino Pellegrini; Suono Alberto Fasulo, Prodotto da Massimo Coppola, Giacomo Papi, Nicola Giuliano, Francesca Cima In associazione con Luca Fanfani.

Bianciardi! è un viaggio tra Grosseto, Roma, Rapallo, Milano, per ascoltare le voci di quelli che vissero vicino allo scrittore la sua «vera» vita agra. Dalla compagna Maria Jatosti, per cui mollò moglie e figli e scappò a Milano, alla figlia Luciana, con la quale riallacciò un tenero e drammatico rapporto negli ultimi anni di vita. E poi i suoi editor, i vecchi amici di Grosseto, quelli della bohème milanese e quelli dell’esilio di Rapallo, il luogo che aveva scelto per scappare da quella Milano che «lo aveva accolto a braccia aperte (come ricorda Maria Jatosti) ma che non amava, che anzi disprezzava». Tra gli altri, Umberto Lenzi, Mario Dondero, Sergio Pautasso, Enrico Vaime, Carlo Ripa di Meana, Carlo Lizzani e Lando Buzzanca.

Il doc sarà presentato alla Mostra del Cinema di Venezia

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    […] Ettore, che ha iniziato ormai da un po’ a mettere mano alla produzione letteraria di suo padre, Luciano Bianciardi, ha scoperto dai giornali che alla Mostra del Cinema di Venezia viene presentato un film-documentario incentrato sulla vita dello scrittore. Così, attraverso il suo blog, ha scritto tre lettere indirizzate a Massimo Coppola, Alberto Piccinini, che hanno curato regia e sceneggiatura, e a sua sorella Luciana, parte attiva nel film, non tanto per rivendicare la sua figura di figlio primogenito, ma per dimostrare amarezza per quell’apporto che avrebbe potuto dare alla ricostruzione della vita di Bianciardi e che invece è venuto a mancare. Dice in merito Ettore: Non che mi ritenga particolarmente importante o che pensi di avere eccezionali verità da raccontare, ma dovrà convenire con me che, nel narrare la vita “agra” di quel personaggio, avrebbe avuto una certa importanza – storica, mi intenda – ascoltare chi bambino fu per mano di sua madre a salutare il padre che partiva col treno per Milano quel giorno di Luglio del 1954, oppure sempre bambino andò a cercare il padre che non tornava a casa a Brera, nel ristorante delle sorelle Pirovini, alla redazione di Feltrinelli (era ancora in via Fatebenefratelli). Oppure ascoltare la stessa persona, ormai ventenne, che visse, non senza emozione e tormento, il ritorno del padre a Grosseto, negli ultimi due anni della sua povera vita. […]