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David Lynch - Mulholland Drive: il libro di Luca Malavasi

Pubblicato: 17 gen 2008 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

David Lynch - Mulholland Drive - Luca MalavasiRicordo ancora la prima visione di Mulholland Drive. Lo interpretai come un insieme di sogni senza senso: dopotutto la materia dei sogni è quella dei ricordi, di piccole rimembranze, che messe assieme non hanno un significato. E poi c’erano alcune recensioni che dicevano di vivere il film e di non cercare un senso. Stolto io a perseverare nel crederci, perché la prima visione, per un novellino che voglia vivere un’esperienza, sarà sicuramente quella di restare basito, ma il senso c’è e, col senno di poi, manco così difficile. Forse.

Mulholland Drive è per chi scrive il film più importante (e bello) degli ultimi anni. E pare ormai già materia affrontata, già analizzata, pronta ad essere spiegata a chi non l’avesse (ancora) compreso. E invece pare di no. Il docente e critico Luca Malavasi commenta così le mille analisi che sono piovute dopo l’uscita del film:

Il destino critico di Mulholland Drive possiede qualcosa di sottilmente ironico: a quella specie di avvertimento o consiglio su cui si chiude il film – Silencio – ha infatti risposto il rumore a dir poco assordante di un fiume di parole […] che lo hanno a poco a poco circondato, fino a soffocarlo, di una fitta coltre di commenti e interpretazioni ormai inseparabili dal film stesso. A rispettarne il silenzio – fedele a un codice di comportamento ormai abituale – è stato soltanto il regista…

Come si fa a non essere d’accordo? Ma Mulholland Drive dev’essere analizzato e capito: sulla fiducia, vi consigliamo David Lynch - Mulholland Drive della catena Universale/Film (Lindau) di Malavasi, che riprende l’analisi critica ed interpretativa del capolavoro di Lynch.

L’indice:
1. David Lynch: altro, outsider, freak
2. Il film
3. Suddivisione in sequenze
4. Mille e una critica
5. Fratture narrative: la fine di un inizio
6. Sconfinamenti e cadute
7. Hollywood, il desiderio, lo sguardo
8. Antologia critica

David Lynch - Mulholland Drive
Luca Malavasi
Edizioni Lindau - «Universale/Film»
pp. 240, Euro 18,50
illustrato, formato 13,5×19 cm

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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di SUPERMANN

    SUPERMANN

    17 gen 2008 - 20:25 - #1
    -5 punti
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    dopo aver visto questo film ho perso la fiducia in David Lynch…

    bene l’onirismo, il mistero ecc.. ecc…
    ma non devi prendere in giro gli spettatori, non mi faccio fregare più…

  • Profilo di markk0

    markk0

    17 gen 2008 - 21:02 - #2
    0 punti
    Up Down

    Mulholland Drive devo dire che mi è piaciuto, ma con Inland Empire sono riuscito ad addormentarmi tre volte durante una sola visione…

  • LetMeGo

    17 gen 2008 - 21:47 - #3
    1 punto
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    Fra Fuoco Cammina Con Me, Strade Perdute , Inland Empire e Mulholland Drive quest’ultimo è l’unico che può essere completamento spiegato ed inserito in una visione globale in cui ogni particolare ha senso.

    Sforzarsi con questa pellicola è ragionevole ed è l’unica dove non si dovrebbe gettare la spugna. In tutti gli altri casi bisogna semplicemente accettare di essere suggestionati..

  • Profilo di Imma

    Imma

    17 gen 2008 - 22:18 - #4
    2 punti
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    Il libro è gia mio.

  • Profilo di neodie

    neodie

    17 gen 2008 - 22:27 - #5
    2 punti
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    Comprare comprare comprare!!!!!!!

  • Paro

    17 gen 2008 - 22:52 - #6
    -2 punti
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    Concordo con Supermann.
    Comunque sia i gusti sono gusti…

  • Profilo di Axl138

    Axl138

    18 gen 2008 - 00:51 - #7
    1 punto
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    Uno dei miei film preferiti, grande Lynch questo film e’ un capolavoro (ma reputo tali quasi tutti i suoi film e sicuramente anche Inland Empire e Strade Perdute). Quando son andato al cinema a vedere IE le piu’ di 3h mi son passate in un lampo altroche’ addormentarmi, ognuno e’ fatto alla proprio maniera, pero’ cercate di capire che se a voi fa sonno e non lo apprezzate non vuol dire che e’ brutto e vi vuole fregare… MD e’ si molto piu’ “comprensibile” rispetto agli altri 2 ma sinceramente non mi interessa granche’, sono importanti le sensazioni e le emozioni che questi film fanno provare piu’ che il cercare una logica spiegazione agli eventi che ci vengono mostrati. Perche’ non si puo apprezzare anche questo nel cinema? Non e’ retorica, credo sia per me come per tanti altri cosi, questi suoi ultimi film riescono a farmi provare emozioni che altri non mi danno… se questo vi pare poco

  • Profilo di petauro

    petauro

    18 gen 2008 - 00:59 - #8
    1 punto
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    Gran film.
    Concordo, non mi ha fatto impazzire, ma è un gran film. Parlo proprio di emozioni, angoscia, nel mio caso, Lynch mi mette addosso questo senso di disgusto angosciante che non ho mai capito, riesce a trasportare suoolo schermo quel che per me è malessere. E poi è proprio bravo. Contraddittorio.

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    18 gen 2008 - 01:01 - #9
    2 punti
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    Concordo con Axl138. E’ anche vero che la “trilogia” (Strade Perdute, Mulholland Drive, INLAND EMPIRE) si può soltanto sentire (a livello di emozioni e sensazioni) senza cercare un senso. Però non bisogna credere a chi dice che la cosa si ferma lì: il senso c’è e per tentare un vero approccio alle pellicole bisogna scavare più a fondo…

  • Profilo di Axl138

    Axl138

    18 gen 2008 - 01:13 - #10
    2 punti
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    ..e io concordo con gabriele^^ dicevo solo che non bisogna per forza avere un senso evidente e lampante che chiarisce e da’ una logica al film dopo la prima visione, ma che potrebbero gia solo bastare le emozioni e sensazioni che questo ti fa provare. Poi cercare di sforzarsi per trovare un senso (che non è IL senso ma UN senso) e’ sicuramente un approccio costruttivo alla visione di certi film

  • Profilo di petauro

    petauro

    18 gen 2008 - 10:37 - #11
    1 punto
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    Ma il senso a mio avviso c’è ed è abbastanza chiaro nell’epilogo, con ovviamente gli inserti di follia che destabilizzano tutto, ma ci sono forzature che infastidiscono lo spettatore che sta cercando di districare la matassa. Quindi capisco benissimo chi si è incacchiato guardandolo. (me compreso) alcune cose possono veramente sembrere una presa in giro, come menzionato all’inizio.

  • Profilo di Schwarzkrieg

    Schwarzkrieg

    18 gen 2008 - 10:50 - #12
    2 punti
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    Questa moda di dire che Lynch prende per i fondelli lo spettatore…
    mi sa tanto di “volpe che non arriva all’uva”…

  • Raffa

    05 feb 2008 - 22:55 - #13
    0 punti
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    Film capolavoro, il mio preferito in assoluto insieme a “Viale del tramonto” di Billy Wilder, questa è la vera essenza del Cine,a con la C maiuscola… Inland Empire globalmente non è piaciuto neanche a me (è il primo film del Maestro che “stroncherei” davvero nonostante i tocchi lynchiani inconfondibili), ma ragazzi le “prese in giro” allo spettatore sono altre… Lynch ci tratta come persone intelligenti, curiose, “attive” nella visione di un film. Non come stupidi, ottusi e ignoranti, al contrario di quel che fanno le cosiddette “major” e le case di produzione nostrane:-(… che Lynch non piaccia poi lo posso capire, ma per favore basta con questa storia della “presa per i fondelli”. E’ il “cinema” (con la c minuscola) dilagante che ci prende per i fondelli. Lynch ha di meglio da fare (e, per fortuna, lo fa). Ciao a tutti:-)

  • Genlteman

    09 feb 2009 - 19:35 - #14
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    Se per capire un film è necessario un testo critico vuol dire che il film vale poco, concordo con chi si è sentito preso in giro dalla visione, Lynch lo adoravo, ma da allora lo odio

  • Profilo di amyblue

    amyblue

    18 ott 2010 - 12:09 - #15
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    Capolavoro assoluto del cinema moderno, inarrivabile. Forse tra 20 anni avrà gli onori che gli spettano, la posizione dei detrattori (e nello specifico a chi preferisce la produzione Lynchiana precedente a MD) è francamente incomprensibile. Questo è probabilmente il primo film in mezzo secolo che per registro stilistico e impatto visivo compete con classici del calibro di Sunset Blvd., Marnie e via discorrendo. Per adesso a Cannes qualcuno se n’è accorto. Quoto Schwarzkrieg sulla faccenda ‘la volpe e l’uva’ tutta questa storia del Lynch burlone che prende per i fondelli mi sa tanto di cosa campata lì per ’sentito dire’..nella sua tortuosità e ambiguità MD è paradossalmente lineare e cristallino. Per quanto riguarda la ‘trilogia’, trovo Lost Highway e INLAND EMPIRE rispettivamente acerbo (seppur molto bello) e un soporifero esercizio di stile, il secondo..questo perchè sporadicamente noto la tendenza a considerare Mulholland Drive come anello debole, opera di passaggio o figlio indesiderato di un pilot TV, pessimo errore. Tempo al tempo..