Il mattino ha l’oro in bocca (Ita, 2008) di Francesco Patierno; con Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella, Donato Placido, Corrado Fortuna.
Firenze, primi anni 70. Qui parte la carriera di Marco Baldini, giovane fiorentino dal presente incerto e dal futuro tutto da costruire, che di punto in bianco si ritrova a fare il dj in una piccola radio locale. Incredibilmente il programma decolla, il ragazzo si fa un nome, fino al casuale incontro con il capo dei capi dei dj: Claudio Cecchetto. Per Marco si aprono le porte della storica Radio Deejay, e da Firenze si arriva alla Milano da bere.
Soldi, notorietà, una carriera che decolla, una trasmissione di culto con un giovane ragazzo proveniente dai villaggi vacanze chiamato Rosario, fans adoranti, ma soprattutto un vizio che picchia ai fianchi il giovane Baldini: il gioco. Cavalli, poker, puntate incredibili, perdite mostruose, prestiti con interessi altissimi chiesti a strozzini che non scherzano, fino al punto di non ritorno, al fondo del barile che se raschiato puzza di fossa…
5 anni dopo l’applauditissimo e premiatissimo Pater Familias torna Francesco Patierno con questo Il mattino ha l’oro in bocca, liberamente tratto dal Giocatore di Marco Baldini. A prima vista la svolta del regista è a dir poco clamorosa. Dall’esordio folgorante ci ritroviamo con questa storia terribilmente drammatica raccontata con toni leggerissimi, da pura commedia. E proprio questo particolare fa storcere la bocca. L’aver deciso di raccontarla in questo modo, dandogli un taglio scansonato, limita la storia stessa, che non osa, si tiene, troppo politically correct, quasi ci fosse il timore di infastidire i personaggi reali.
Lo stesso Patierno sottolinea addirittura di aver messo su un Pinocchio moderno, con una mandria di Gatti e di Volpi, un Mangiafuoco strozzino, il buon Geppetto che sacrifica il proprio sogno per aiutare il suo Pinocchio, fino alla Fata Turchina finale che porta il bambino finalmente cresciuto fuori dai guai. Come Fata Patierno porta in scena una Chiatti monotematica, e conseguentemente monoespressiva, rappresentata come una ‘bad girl’ solo perchè cassiera in una ricevitoria ippica, sempre con la sigaretta in bocca, non bionda ma castano scura, con due occhiaie fisse e a conoscenza della biografia di Jack Daniel’s… della serie “wow che introspezione!”.
L’altro volto femminile è quello dell’assolutamente impalpabile Martina Stella, che appare in 3scene3, giovane fidanzata di Marco Baldini quando era ancora a Firenze. La povera Stella, persa ormai negli anni nei meandri gossippari, si ritrova a dover intepretare un personaggio insensato, mal scritto e mal rappresentato, finendo nell’assoluto dimenticatoio. Solitamente ci mette parecchio già di suo, aiutarla anche con una parte veramente folle non è stato di certo d’aiuto.
Alle due girls ovviamente si contrappone il vero protagonista del film, Elio Germano. Considerato, giustamente, il miglior attore della propria generazione, Germano se la cava, senza però trasmettere particolari emozioni, contribuendo al senso di sincera inutilità della pellicola stessa. Patierno non cerca di entrare nella psiche di Baldini, non spiega perchè il giovane Marco non riesca a fare a meno del gioco, non prende in esame la sua psicosi, trattando tutto come se fosse un gioco, un passatempo, tra una diretta radiofonica e l’altra, facendo raccontare tra l’altro allo stesso Germano la storia stessa, attraverso una fastidiosissima voce fuori campo.
Tutto il circo baldiniano viene preso in esame, con personaggi stereotipati e portati all’eccesso come nel caso di Fiorello e Cecchetto, in un ventennio, quello degli anni 70/80, rappresentato malamente, con Micra targate CN 078ER parcheggiate in bella mostra. Paradossalmente alla fine della fiera a prendersi un meritato applauso sono gli attori di contorno come Carlo Monni, commovente padre di Marco Baldini, e il mitico Umberto Orsini, temibile strozzino.
Curioso constatare poi come Radio Deejay, il cui marchio appare in bella mostra per buona parte del film, non abbia dato 1 euro che 1 alla produzione, a detta degli stessi interessati.
In conclusione un film sbagliato, malamente pensato, su cui incombe una domanda sostanziale, ovvero: ma si può fare un film sulla vita di Marco Baldini? Trovata la risposta, si esce dalla sala e si pensa decisamente già ad altro…
Voto Federico:4,5
neodie
21 feb 2008 - 14:20 - #1Ma chi va a vedere film di questo tipo?
Anti-Fan
21 feb 2008 - 14:27 - #2ma che è sta porcheria???
USAtv
21 feb 2008 - 15:02 - #3oggi erano ospiti a radio dj, fuori onda (ma in onda su allmusic) il regista s’è lasciato scappare che Baldini è un mezzo matto che ogni tanto chiama e vuole i soldi… da collasso, Savino non ha fatto in tempo a stopparlo.
Paro
21 feb 2008 - 15:06 - #4I love the italian cinema!
Gel
21 feb 2008 - 15:20 - #5decisamente meglio il libro allora
xibalba
21 feb 2008 - 15:28 - #6ah, di questo parlava?…ma per piacere…
rika92
21 feb 2008 - 15:30 - #7Per quanto mi riguarda, il semplice fatto che ci sia la Stella mi tiene lontano un miglio dalle sale…XD
Precisino
21 feb 2008 - 16:06 - #8All’estero il titolo del film verrà tradotto in “All works and no play make Jack a dull boy” ?
BRiO
21 feb 2008 - 16:21 - #9Mah… la vita di Baldini
_WillyWonka_
21 feb 2008 - 16:28 - #10peccato… peccato veramente perchè la vicenda poteva ricevere un trattamento migliore.
Ho letto il libro ed è un vero viaggio all’inferno per il povero Marco, dover trafficare marche da bollo rubate per raggranellare quattro soldi con cui pagare gli interessi dei soldi presi a strozzo per pagare gli interesse di altri soldi presi a strozzo per pagare ancora altri interesse di altri soldi presi a strozzo. Con la minaccia di morte quotidiana.
Non capisco perchè nel film si sia cambiato registro, sia sia scelto un tono scanzonato. Baldini ha fatto veramente un viaggio all’inferno e per fortuna ne sta uscendo. Il gioco ossessivo-compulsivo è una brutta bestia ed il film avrebbe potuto approfondire di più questo punto.
Ma poi, perchè la Chiatti e la Stella, eh ?
Allora vi volete proprio dare la zappa sui piedi.
Peccato.
rick
21 feb 2008 - 16:46 - #11quindi la replica di stasera di dj chiama italia pare interessante per il fuorionda :-)
USAtv
21 feb 2008 - 18:37 - #12a quanto pare hanno detto che lo segheranno cmq sta a circa 20 minuti dalla fine il pezzo
veeto
22 feb 2008 - 19:51 - #13Colui che ha ideato la locandina meriterebbe un bel calcio in c., mettere una bella ragazza come Chiatti con la sigaretta in mano………
Tyreal
23 feb 2008 - 17:23 - #14@precisino: citazione coltissima!!! complimenti!
fede_J&T
29 feb 2008 - 11:22 - #15quindi è anche questo un “Continuiamo a farci male!” ?!
Io pensavo di andarlo a vedere: germano mi sembrava una garanzia…ma dopo aver letto la recensione, mi sembra che nemmeno lui riesca a salvare il film! peccato…
andrò a rivedermi Sweeny Todd! ;P
molengai
02 mar 2008 - 21:08 - #16dopo questa recensione credo che mi limiterò a leggere il libro
Francesco87
03 mar 2008 - 23:05 - #17Io sono stato a vedere (purtroppo) questa oscenità…..attirato stupidamente da Germano…
Sono daccordissimo con tutto ciò che è stato, ma mi sembra strano che nessuno abbia sollevato un altra questione……la scenografia….
Ragazzi, scene con smart, BMW X5, New beetle…..ma stiamo scherzando???E poi la + bella……nella sede di radio dj (apparte che potevano spendere sti 10 euri x rifarla in uno studio com’era 15 anni fà, xke è ridicolo far passare quella sede come una sede fine anni 80) Germano è appoggiato su uno scaffale pieno di raccoglitori dove nelle etichette è scritto “anni 1999/2002″ oppure” anno “99″
Cioe….mamma mia che orroreeeeeee!!