L’amore non basta (Drammatico, Italia 2008) Regia di Stefano Chiantini, con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Tiberi, Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Marit Nissen, Andrea Pietrantoni, Carlo De Ruggeri, Ivan Franek, Emanuela Scipioni.
Martina è un’assistente di volo. Un giorno, durante un turno di lavoro, si imbatte in Angelo. Uno scambio di sguardi tra il passeggero e la hostess e un diario dimenticato sembrano il preludio per la nascita di una storia d’amore. Man mano che le immagini scorrono sullo schermo e mentre Martina si emoziona e si commuove per le parole d’amore contenute nel diario, scopriamo che quell’incontro sull’aereo non è stato casuale e il diario non è stato affatto “dimenticato”: Angelo e Martina infatti, da un pezzo, hanno una storia d’amore e Angelo ha lasciato apposta i suoi scritti sull’aereo, perchè Martina li leggesse. Un rapporto, il loro, che si trascina tra alti e bassi, rotture e ricongiungimenti.
Oltre la vita dei due ragazzi e alla loro storia d’amore, che alterna momenti di grande emozione ad altri di totale incomunicabilità, seguiamo altre due storie di rapporti affettivi problematici. Quello di Angelo e suo padre Nicola e quello della madre di Martina ed il suo compagno Fernando. Persone che si amano in maniera diversa, con tutte le sfumature che la parola amore contiene, ma che nonostante questo non riescono ad incontrarsi e comprendersi pienamente. La frase di Italo Calvino utilizzata sui manifesti, esprime perfettamente lo spirito della pellicola: “…mi sembra che ormai esistano solo storie che restano in sospeso e si perdono per strada”
Stefano Chiantini, alla sua terza prova dietro la macchina da presa, confeziona un film delicato, introspettivo, permeato da un senso tangibile di malinconia, grazie anche alle bellissime musiche di Piernicola di Muro. Un film che non cerca di fornirci delle risposte ma solo di farci riflettere, che - per dirla con le parole usate dal regista - “cerca di rappresentare la sospensione e non la definizione”. Uno spaccato di vita quotidiana che rimane sospeso, senza arrivare ad una conclusione. Ognuno potrà immaginare quella che preferisce.
Ottimi gli interpreti, sempre molto misurati, mai sopra le righe. Bravo soprattutto Alessandro Tiberi, alle prese con un personaggio difficile e complesso come quello di Angelo. Personalmente è stato una scoperta: lo conoscevo come doppiatore ma non come attore. Andrà tenuto d’occhio! Brava - come sempre - Giovanna Mezzogiorno, molto bella la caratterizzazione di Nicola da parte di Rocco Papaleo; forse troppo poco sfruttato Alessandro Haber.
Presentato domenica sera al MIFF in anteprima mondiale, “L’Amore non basta” - che ha ottenuto un grande successo di pubblico - sarà distribuito in 100 copie il prossimo venerdì 18 aprile.
Voto Simona: 7 e 1/2
Ero-Sennin
15 apr 2008 - 09:21 - #1ammetto tutta la mia pochezza e ottusità:
L’amore non basta (Drammatico, Italia 2008)
mi sono fermato alla seconda riga del post. mi è bastato leggere la parola ‘amore’ e la catalogazione ‘drammatico’ abbinata alla variabile geografica ‘italia’ .. ho sentito un rumore di sfere rotolanti sotto la scrivania
Vincenzo
15 apr 2008 - 09:59 - #2già!
le sfere andavano in senso orario o antiorario :-)
petauro
15 apr 2008 - 10:29 - #3Ero-Sennin, sei proprio un superficiale, nonché ingrato, il cinema italiano di oggi è l’unico, e dico l’unico cinema che sta dalla parte dello spettatore, basta infatti associare il nome della ‘miseria’ di turno con il nome ‘amore/bacio/stelle/mare/anima/orizzonte/futuro/ecc…’ e ti risparmi 15 euro come peggio non postresti spenderli.
Chi ti evita anche solo di leggere una recensione?
Io lo trovo comodissimo.
W la trasparenza. :)
Simona M
15 apr 2008 - 11:24 - #4Mi permetto di dissentire. Il cinema italiano non si ferma a Moccia o ai cine-panettoni, ci sono anche prodotti di valore. Ci sono registi, sceneggiatori ed attori di grande talento anche in Italia. Prendete i film di Ozpetek, di Virzì o di Muccino (senior)…non mi sembrano nè ‘miseri’, nè banali, nè tantomeno noiosi al punto di far rotolare sfere di qualunque genere. Non eri tu, Ero-seninn, che cercavi qualcosa di più che “un pubblico mainstream in cerca di promesse univoche e uniformità di genere”??? Beh, allora giudicare un film a priori, senza nemmeno sapere di cosa parla, mi sembra del tutto fuori luogo.
petauro
15 apr 2008 - 15:43 - #5Scusate, ma che cosa è un pubblico mainstream?
Mi sento molto mainstream.
Uniformità di genere invece l’ho capito: è avvenuto in parlamento con l’esclusione di Luxuria.
Simona M
15 apr 2008 - 16:34 - #6@petauro: era una citazione di un commento fatto da Ero-Seninn ad un’altra recensione…
….e l’uniformità di genere, imho, non è mai una bella cosa.
Garuda
15 apr 2008 - 16:45 - #7Sempre lo stesso film….
In Italia ormai si produco solo 3 tipi di film: il cine panettone, la commedia per adolescenti e i drammoni…
Che palle, mai che si facesee qualcosa di nuovo, tipo un film di fantascienza….
Monte
24 apr 2008 - 15:00 - #8Il film è più profondo e interessante di quanto possa sembrare.
TeoTeKno
22 mag 2009 - 19:42 - #9Ragazzi io il film l’ho visto e devo dire che mi ha colpito davvero…ve lo consiglio nn è certamente un’oscenità stile “3 metri sopra il cielo”
best tutta tua
27 mar 2011 - 01:59 - #10a me non è piaciuto x nnt non significa nnt non si capiscono molte cose: sembrano tante immagini diverse messe insieme