Max Tortora: età, i film con Verdone, l’imitazione di Sordi, la mancata paternità
Max Tortora sta per tornare sul piccolo schermo. Cosa c’è da sapere su un attore versatile, capace di passare dalle parti comiche ai ruoli drammatici.
Da stasera lo vedremo tra i protagonisti di Doppio gioco, la nuova serie in onda nella prima serata di Canale 5. Max Tortora sarà al fianco di Alessandra Mastronardi (nella parte di Daria) e interpreterà Gemini, nome assegnato dai servizi segreti al membro di un’organizzazione criminale internazionale. Sarà lui il principale target dell’operazione anticrimine che coinvolgerà anche Daria.
Torna dunque nella light spy story dell’ammiraglia Mediaset l’attore romano – anzi romanissimo – che ha nella duttilità uno dei suoi punti di forza, capace com’è di passare da ruoli comici a interpretazioni drammatiche. Grande amico di Carlo Verdone, con il quale ha in più occasioni collaborato, Max Tortora può vantare una lunga carriera, con diversi titoli all’attivo sia al cinema che in televisione.
Max Tortora, un attore capace di passare dal comico al drammatico
Max Tortora – Massimiliano all’anagrafe – nasce a Roma il 21 gennaio 1963. Fin da piccolo si avvicina alla recitazione e debutta a teatro nel 1984. Due anni più tardi arriva l’esordio televisivo con il programma Dolce casa. Gli anni successivi lo vedono nuovamente calcare il palcoscenico. L’attore appare in altre trasmissioni locali come Scopritalia e Telefax. Il successo presso il grande pubblico arriva nel 2001, con la partecipazione al programma di Rai 2 Superconvenscion, condotto da Enrico Bertolino e Natasha Stefanenko.
Sempre nel 2001 Max Tortora fa il suo esordio sul grande schermo in Stregati dalla luna. Gli anni successivi sono ricchi di impegni per l’attore, che compare in molte trasmissioni, da Stracult a Quelli che il calcio, passando per Che tempo che fa. Il 2005 è l’anno del ritorno al cinema, con il film The Clan (diretto da Christian De Sica). Nello stesso periodo presenzia a Miss Italia.

Nel 2006 entra nel cast de I Cesaroni, dove rimane fino al 2012 nella parte di Ezio Masetti. L’anno successivo è protagonista insieme al collega Enrico Bertolino nella sit-com Piloti. Il successo di Max Tortora arriva anche come imitatore, grazie alle sue esilaranti parodie. La più iconica è senz’altro quella di Alberto Sordi (che reagì così alla parodia: «Se si arrabbiò delle mie imitazioni? Mi disse: sei bravo ma è meglio che smetti», ha rivelato lo stesso Tortora).
Tra le tante imitazioni di successo di Max Tortora vanno menzionate poi quelle di Luciano Rispoli, Franco Califano, Antonino Cannavacciuolo, Lotito, Adriano Celentano, Michele Santoro. Tra gli imitati anche Cecchi Gori che però non gradì molto. A partire dal 2014 l’attore si dedica soprattutto al cinema, a cominciare con Un matrimonio da favola, film di Carlo Vanzina.
Dai film con Vanzina alla collaborazione con Carlo Verdone
Max Tortora torna a collaborare con Vanzina in Torno indietro e cambio vita, Miami Beach e Caccia al tesoro. Nel 2018 partecipa a due opere biografiche: Loro, dedicato alla figura di Silvio Berlusconi, e poi Sulla mia pelle, il racconto dell’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi. Seguono altre pellicole più leggere come le commedie Brave ragazze, C’è tempo e Il regno.

Il 2021 è segnato soprattutto dalla collaborazione con Carlo Verdone, regista del film Si vive una volta sola, e nella serie tv Vita da Carlo, con Verdone che dirige e recita nella parte di se stesso. In televisione Tortora appare anche nella fiction Tutta colpa di Freud e nel film Crazy for Football – Matti per il calcio. Due anni dopo recita invece ne I migliori giorni.
Max Tortora, vita privata e il rimpianto per la mancata paternità
Non ci sono molte notizie sulla vita privata di Max Tortora. Si sa che per anni si è legato sentimentalmente a una donna di nome Malika. L’attore adesso è sposato con Maria Teresa Merlino che, a quanto si sa, avrebbe conosciuto nel 2016 sul set di Miami Beach.
Max Tortora non ha figli e lo stesso attore comico e imitatore in una intervista del 2014 ha dichiarato che la mancata paternità è uno dei suoi più grandi crucci.
«La rinuncia più grande, di cui mi accorgo forse solo adesso, è quella della paternità», ha detto Max Tortora. «Quando vedo giovani padri al parco o per strada con i figli, penso a quanto sarebbe bello avere figli a cui poterti dedicare ed insegnare i tuoi valori».