Dove vedere Flow-Un mondo da salvare
Un viaggio in cui le parole non servono, ma diventano protagoniste le emozioni e la bellezza di un cartone animato che oltre a far sognare lancia un messaggio profondo.
Se c’è un’opera d’animazione recente che sta conquistando sempre più critica e pubblico è Flow – Un mondo da salvare. Il cartone animato diretto dal regista lettone Gints Zilbalodis, che ha debuttato con Away è una favola senza dialoghi ma che parla più di altri film scaturendo emozioni intense. Lo spettatore infatti è accompagnato in un alluvione apocalittica, sospeso tra sogno e tragedia, muovendosi attraverso un gatto solitario che scoprirà il valore della convivenza.
Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2024, dove ha raccolto applausi per la sua capacità di fondere la bellezza visiva dei disegni e la riflessione ambientale: un tema attualissimo e spesso al centro di discussioni. Premiato anche all ’Annecy International Animation Film Festival, Flow è candidato all’Oscar 2025 come miglior film straniero: passo importante per il cinema d’animazione europeo indipendente. La pellicola, frutto di una coproduzione tra Lettonia, Francia e Belgio si affida esclusivamente al linguaggio del corpo, dei suoni e degli sguardi.
Il gatto abituato all’isolamento, che sta al centro del racconto, si ritrova improvvisamente costretto a condividere la propria sopravvivenza con altri animali scampati al disastro. Una barca alla deriva diventa così una metafora dell’esistenza stessa: ciascun passeggero rappresenta un temperamento diverso, una sfida da affrontare, un modo per specchiarsi e imparare. Ma Flow non è solo un’avventura post-apocalittica: è una parabola sulla convivenza, sulla rinuncia al controllo, sulla forza che nasce dal contatto con l’altro.
Un’ esperienza visiva fuori dagli schemi
Flow – Un mondo da salvare non è “il solito” cartone animato a cui ci ha abituato l’animazione mainstream. E’ un prodotto più fine, con approcci pittorici, quasi impressionisti. Uno stile che permette a Zilbalodis di evocare paesaggi onirici e rovine intrise di memoria, in cui l’acqua diventa un personaggio a sé, minacciosa ma anche rivelatrice. Il regista fa largo uso del piano sequenza per restituire una sensazione di continuità e totale immersione, portando lo spettatore a esplorare i luoghi con la stessa cautela del gatto protagonista.

La mancanza di dialoghi non penalizza la narrazione, anzi: la arricchisce. Ogni animale sulla barca ha il suo linguaggio fatto di versi, movimenti, rituali. Il film invita a decifrare questi codici non verbali, dando la possibilità di una riflessione sulla comunicazione più autentica, quella che nasce dall’ascolto e dall’empatia. In questo universo senza esseri umani, la natura assume un ruolo centrale, e con essa la capacità di adattarsi e trovare equilibrio anche dopo la catastrofe.
Flow – Un mondo da salvare è dunque una favola moderna che riesce ad essere accessibile ai più piccoli e profondamente simbolica per gli adulti. Parla di ecologia, di sopravvivenza, ma soprattutto di trasformazione interiore. L’umiltà del protagonista, un gatto che passa dall’essere venerato al dover imparare la solidarietà, è il cuore pulsante della vicenda. Per chi si fosse perso l’uscita nelle sale, Flow arriva finalmente in streaming. A partire dal 6 marzo, è disponibile sulle principali piattaforme digitali, tra cui Prime Video, Apple TV+, Google TV, YouTube, Timvision, Infinity e Chili. Distribuito da CG Entertainment e Teodora Film, il lungometraggio sarà accessibile a un pubblico ancora più vasto, pronto a lasciarsi incantare da un’esperienza visiva fuori dagli schemi.