“Cercò di uccidermi”, Uma Thurman e le accuse a Tarantino: la corsa in ospedale, il video dell’incidente, la furia del regista
Le pesanti accuse di Uma Thurman a Quentin Tarantino. Un aneddoto poco noto legato a uno dei film iconici del regista del Tennessee.
Forse non tutti sanno che durante le riprese di Kill Bill 2 sarebbe potuta finire molto male per Uma Thurman. Una delle scene del film in cui l’attrice interpretava la parte della letale Beatrix Kiddo incrinò i rapporti con Quentin Tarantino. Si è spesso parlato di un flirt tra i due, che però hanno sempre smentito definendosi al più come “grandi amici” e nulla più.
Quello che è certo, per ammissione dello stesso regista, è che quanto accadde sul set ruppe qualcosa. Un filo si spezzò, almeno per un certo periodo. «Non è che non abbiamo parlato, ma si è rotta la fiducia», dichiarò Tarantino. Uma Thurman arrivò ad accusarlo di aver tentato di ucciderla. Accuse pesanti insomma (che Tarantino, a onor del vero, ha decisamente negato). Ma cosa accadde a Uma Thurman nel secondo capitolo di Kill Bill?
Il grosso rischio corso da Uma Thurman durante le riprese di Kill Bill 2
Nel 2018 Uma Thurman rivelò al New York Times – in un’intervista in cui disse anche di aver subito le molestie di Harvey Weinstein – di essere rimasta coinvolta nel 2002 in un pericoloso incidente nel corso delle riprese di Kill Bill 2. Tarantino l’avrebbe convinta a girare una scena pericolosa senza controfigura. Parliamo della sequenza di Kill Bill: Volume 2 in cui Uma Thurman/Beatrix guida una Volkswagen Karmann Ghia su una strada sterrata.
Il regista le avrebbe chiesto di guidare l’auto a una velocità superiore ai 60 km orari. La scena finì male: l’attrice perse il controllo del mezzo e andò a schiantarsi contro l’albero. In quell’incidente Uma Thurman riportò una commozione cerebrale e si fece male al ginocchio.

Tarantino, raccontò Thurman al Times, era «furioso perché gli stavo costando un sacco di tempo e mi promise che l’auto era a posto e mi convinse a girare la scena dicendomi di ‘procedere a 64 km/h perché solo a quella velocità i tuoi capelli sventoleranno nel modo giusto, non sbagliare sennò girerai di nuovo la scena fino a quando non andrà come voglio io’».
Quella scena però, spiegò l’attrice. era «era una trappola mortale». L’auto a suo dire era tutt’altro che in perfette condizioni, e non solo. «Il sedile dell’auto non era correttamente incardinato al pianale. Era una strada sabbiosa e non dritta come mi aveva detto». La scena venne girata con la telecamera montata dietro le spalle della Thurman, sul portabagagli dell’auto con la quale in pochi secondi Uma finì per sbattere con violenza contro una palma.
Le accuse di Uma Thurman e la difesa di Tarantino
Dopo l’impatto Uma venne portata in ospedale. «Quando tornai dall’ospedale – spiegò l’attrice – avevo un collarino e le mie ginocchia erano danneggiate e con un enorme bernoccolo sulla testa. Volevo vedere l’auto ed ero sconvolta. Accusai Quentin di aver cercato di uccidermi». Uma Thurman cercò di avere il filmato come prova. Ma Weinstein non volle consegnarglielo.
Solo a distanza di anni Tarantino recuperò il filmato per farglielo avere, profondamente dispiaciuto per quanto accaduto. Parlando dell’episodio a Deadline, Tarantino lo definì «il più grande rimpianto della mia vita». Ma negò decisamente di aver cercato di fare del male a Uma o di averla obbligata a girare quella sequenza (che non considerava da stuntman perché «si trattava solo di guidare una macchina»).
Il regista raccontò di aver guidato lui stesso la macchina prima della scena per vedere com’era la strada e di averla vista tutta diritta. Prima di girare però decise di farle guidare l’auto nella direzione opposta, per via di una luce migliore. In direzione opposta però la strada risultava meno rettilinea di come era apparsa a lui. «È stato uno dei miei più terribili errori, non prendere il tempo per provare la strada anche nell’altra direzione». Alla fine i due sono riusciti a recuperare il rapporto e dopo anni di allontanamento si sono riavvicinati.