“Gli Intoccabili”: retroscena e curiosità del capolavoro di De Palma ispirato alla vera storia di Eliot Ness
Curiosità e retroscena sul capolavoro di Brian De Palma Gli Intoccabili: qual è la vera storia di Eliot Ness.Un capolavoro che ha segnato il grande ritorno del gangster movie, con un cast stellare e scene che sono entrate nell’immaginario collettivo e nella storia del cinema. Gli Intoccabili di Brian De Palma è adrenalinico, coinvolgente in
Curiosità e retroscena sul capolavoro di Brian De Palma Gli Intoccabili: qual è la vera storia di Eliot Ness.
Un capolavoro che ha segnato il grande ritorno del gangster movie, con un cast stellare e scene che sono entrate nell’immaginario collettivo e nella storia del cinema. Gli Intoccabili di Brian De Palma è adrenalinico, coinvolgente in una Chicago degli anni ’30 inghiottita dalla malavita.
Uscito nel 1987, il film è ispirato all’autobiografia dell’agente federale Eliot Ness, interpretato nella pellicola da Kevin Costner. Gli altri personaggi realmente esistiti che si vedono nel film sono Al Capone, interpretato da Robert De Niro e Frank Nitti (che nel film viene ucciso da Ness ma che nella realtà assunse il ruolo di Al Capone dopo la condanna di quest’ultimo).
Gli Intoccabili: la storia di Ness che ha ispirato il film
Ma chi era Eliot Ness e quanto è veritiera la storia raccontata dal film di Brian De Palma? Nato nel 1903, Ness entra nel 1927 nel Dipartimento del Tesoro dopo la Laurea in Economia e Criminologia. Ness era un’agente speciale, incaricato di combattere il contrabbando e il traffico illegale di alcolici negli anni del cosiddetto Proibizionismo. Ness mise effettivamente in piedi un gruppo di agenti integerrimi o incorruttibili, a cui fu appunto dato il soprannome de Gli Intoccabili, perché immuni alla corruzione che invece dilagava nella Polizia.
Ness decise per un approccio diverso alla lotta contro l’impero di Capone, ovvero attaccare da una parte i traffici di alcolici, dall’altro cercando di collegare lo stesso Capone a diverse aziende che non avevano mai versato un dollaro al Fisco. Cercare di arrestare Capone non per i suoi crimini violenti bensì per le sue frodi scatenò inizialmente una certa diffidenza nei confronti di Ness e del suo gruppo, ma molti dovettero ricredersi quando, dopo appena 6 mesi, sequestrò alcolici per un valore superiore al milione di dollari. Ness e il suo gruppo riuscirono a portare in Tribunale e far condannare Capone per evasione fiscale nel 1931. Il processo fu seguitissimo in America ma la carriera di Ness, nonostante la grande fama, continuò tra alti e bassi.
Brian De Palma lavorò molto al cast ma inizialmente le sue scelte erano orientate su altri attori: per il ruolo di Ness furono infatti considerati Michael Douglas, Mel Gibson, Harrison Ford e Don Johnson. Per il ruolo di Al Capone, invece, il regista vagliò l’ipotesi Bob Hoskins dopo i primi tentennamenti di Robert De Niro. Quanto poi De Niro accettò, secondo la leggenda di Hollywood, De Palma inviò un assegno da 200.000 dollari e una lettera a Hoskins per scusarsi e l’attore rispose (con il suo solito umorismo) se avesse “altri ruoli in cui non voleva farlo lavorare”.

Alla fine la scelta del cast fu azzeccatissima, con l’arrivo in seguito di Sean Connery e di un giovanissimo Andy Garcia. Robert De Niro fu un Al Capone fantastico, schietto, rozzo e violento: per apparire proprio col il famoso gangster, De Niro usò dei cuscinetti sotto i vestiti per apparire più robusto. Inoltre, indossò solo biancheria di seta per tutta la durata delle riprese (come ai tempi dell’ambientazione del film), mentre alcuni oggetti di oscena provenivano effettivamente dalla dimora di Al Capone (come il set del barbiere nella famosa scena iniziale dell’Hotel Lexington).
In realtà, a differenza del film (e della famosa scena “Sei solo chiacchiere e distintivo”), Ness e Capone non si incontrarono mai. L’agente federale fu presto dimenticato e morì all’età di 54 anni: a contribuire alla ricostruzione del suo lavoro di quegli anni fu un altro protagonista di quella squadra, Albert H.Wolff.