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Germano Bellavia: età, moglie e figli, dove vive, secondo lavoro, profilo Instagram

Germano Bellavia, noto per il ruolo di Guido Del Bue in Un Posto al Sole, ha un secondo lavoro che non tutti conoscono. Tutte le curiosità sull’attore (che forse non sai).

26 Agosto 2025 13:00

In Un Posto al Sole, da più di 30 anni, ormai, interpreta il ruolo di Guido Del Bue, personaggio amatissimo dal pubblico, che nel tempo è cresciuto e ha assunto sempre nuove sfumature. Stiamo parlando di Germano Bellavia, 55 anni, nato a Napoli il 14 luglio 1970. Altissimo, 190 cm, è un grande fan della squadra locale e di Maradona, tant’è che ha pure un tatuaggio del campione argentino.

Ha una carriera lunghissima alle spalle, iniziata quando aveva solo 17 anni, esordendo in Scugnizzi di Nanni Loy, nel lontano 1987. La decisione di proseguire nel mondo dello spettacolo verrebbe dalla scomparsa, prematura, di suo fratello Antonio.

E a tal proposito, a Visto Tv, tempo fa, Bellavia aveva raccontato:«Avevo mio fratello Antonio che faceva l’attore. Purtroppo è venuto a mancare nel 1987. L’ultima volta che l’ho sentito al telefono gli ho detto che avevo superato il provino per Scugnizzi, incominciò a urlare di gioia. Racconto questo aneddoto perché io ho scelto questo mestiere per cercare di fare quello che mio fratello non è riuscito a fare».

Una motivazione forte, dunque, quella che ha spinto Germano a proseguire in ambito attoriale e che tuttavia si è rivelata su misura per lui, dato che ad oggi è un interprete stimato e apprezzato. Oltre al suo ruolo in Un Posto al Sole, in cui veste i panni del vigile urbano Guido Del Bue dal 1996, Germano ha avuto anche esperienza al cinema e in tv, in Pacco, doppio pacco e contropaccotto, Cuore cattivo, Naja, Isotta, La dama velata, Ritorno al Crimine.

Da notare, inoltre, la sua interpretazione nella pellicola Sodoma-L’altra faccia di Gomorra, di cui è stato anche tra i produttori, e che ha ricevuto il premio Best Comedy Film al New York City International Film Festival.

Non solo recitazione: qual è il secondo lavoro di Germano Bellavia

Ma il mondo di Germano Bellavia non è composto soltanto dalla recitazione, ma è fatto anche di cose “dolci“. Eh già, perché l’amato attore ha anche una seconda attività, figlia di una tradizione familiare che si è tramandata di generazione in generazione e che ha avuto inizio con suo nonno Antonio, che da Palermo, nel 1925, si trasferì a Napoli.

Germano Bellavia secondo lavoro
Germano Bellavia secondo lavoro (credit fb@germanobellavia)-cineblog.it

Germano, oltre che un talentuoso attore, è anche un ottimo pasticcere. La sua famiglia ha diverse sedi di pasticceria in più punti della città di Pulcinella, e più precisamente al Vomero, Rione Alto e Arenella, nonché al Centro Commerciale Campania (Caserta) e al Centro Commerciale Porta di Roma (Roma). Germano gestisce, ad oggi, la pasticceria, con i suoi fratelli Lucio e Ursula, e si suddividono il lavoro nei seguenti ruoli: Lucio si occupa della produzione mentre Ursula è dedita al cake design, e Germano cura la parte creativa e testa i prodotti. Insieme, con impegno ed energia, portano avanti con successo quest’attività.

Germano lavora in pasticceria nei fine settimana e come era prevedibile, i clienti lo chiamano “Guido”, proprio come il suo personaggio in UPAS.

Germano Bellavia e la sua vita privata: cosa sappiamo di lui

Per quel che concerne la vita privata dell’attore, sappiamo che vige una certa riservatezza, tant’è che sui social non ci sono foto di compagna o figli.

Germano Bellavia, età, moglie e figli, dove vive
Germano Bellavia, età, moglie e figli, dove vive (credit@raiplay.it)-cineblog.it

Da quanto si apprende, Germano ha solo Facebook e non utilizzerebbe più Instagram. Qualcosa di più, invece, si sa in merito alle sue passioni: una è il Napoli Calcio, di cui è un grandissimo tifoso, come detto qualche riga più sopra, mentre per ciò che riguarda la musica, adora Pino Daniele.

Da giovane ha trascorso un periodo della sua vita a New York, e ad oggi, farebbe parte del movimento Agende Rosse, gruppo creato in memoria del magistrato Paolo Borsellino, e che nasce per fare luce sulla strage di Via D’Amelio in cui, il 19 luglio 1993, il magistrato restò tragicamente ucciso.