Kathy Bates confessa: “Durante Misery non deve morire ero in pericolo”. Il retroscena
Kathy Bates rompe il silenzio su Misery non deve morire, svelando dettagli inediti su cosa accadeva dietro le quinte
A distanza di oltre 30 anni dall’uscita dell’iconico Misery non deve morire, film cult diretto da Rob Reiner e tratto dal romanzo di Stephen King, la protagonista Kathy Bates torna a parlare della sua esperienza sul set.
In una recente intervista a Variety, l’attrice (oggi considerata da molti una delle più intense e talentuose di Hollywood) ha rivelato quanto quel periodo sia stato complesso e, per certi versi, destabilizzante.
Una vittoria professionale segnata dall’insicurezza
Nel 1991 Kathy Bates vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione di Annie Wilkies, l’inquietante fan ossessiva che tiene prigioniero in casa il suo scrittore preferito. Un successo che le cambiò la vita ma che non cancellò le fragilità prvate durante le riprese.
“Durante le riprese non mi sono sentita non protetta”, ha detto. “Non sapevo cosa stessi facendo. Ero una ragazza della classe media di Memphis, Tennessee, con genitori anziani, e in realtà vent’anni indietro rispetto ai tempi. Non sapevo niente di niente, e questo mi ha perseguitata per anni”.

E ha aggiunto: “C’è una foto di me che scendo da un’auto indossando un bavaglino di pizzo nero e un reggiseno bianco sotto, così pacchiano! Mi sembrava sempre un incubo. Mi sentivo così impreparata, come una contadinotta”.
Lo stesso regista Reiner aveva notato quanto Bates fosse inesperta sul set, il che però sottolineava in modo quasi paradossale la sua somiglianza con il personaggio che interpretava. Annie Wilkies è infatti una donna isolata e ingenua, capace però di sprigionare una violenza inattesa. Una dualità affascinante che Bates portò sullo schermo con una vividezza disarmante.
Ma dietro la potenza interpretativa continuava a esserci una donna fortemente insicura, ancora poco consapevole del suo talento. Questo nonostante avesse già alle spalle oltre vent’anni di esperienza teatrale. Il passaggio al mondo del cinema le parve un vero salto nel vuoto.
Dopo Misery
Il periodo successivo al film non fu meno impegnativo. Kathy Bates ha raccontato di aver avuto difficoltà anche sul set di Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, film che contribuì a consolidare ancor di più la sua carriera.
“Ero ancora perseguitata da quel senso di inadegutezza”, ha dichiarato. Col tempo, però, Bates ha trovato la propria dimensione, diventando parte integrante dello star system hollywoodiano. Le sue brillanti interpretazioni sono innumerevoli e memoriabili. Da Titanic, Primary Colors e A proposito di Schmidt. Ma senza dubbio la sua esperienza è la prova di quanto i grandi successi, nel mondo dorato di Hollywood, si paghino a volte a caro prezzo.