Home Box Office “Un bel giorno” al cinema: la commedia di Fabio De Luigi ha buone idee ma la comicità resta in superficie

“Un bel giorno” al cinema: la commedia di Fabio De Luigi ha buone idee ma la comicità resta in superficie

È arrivato in questi giorni nelle sale italiane Un bel giorno, la nuova commedia diretta e interpretata da Fabio De Luigi.Il film prova a raccontare una storia familiare leggera ma capace di toccare anche temi più delicati, tra genitori soli, figli adolescenti e la difficoltà di ricominciare quando la vita ha già cambiato i piani.

6 Marzo 2026 07:17

È arrivato in questi giorni nelle sale italiane Un bel giorno, la nuova commedia diretta e interpretata da Fabio De Luigi.

Il film prova a raccontare una storia familiare leggera ma capace di toccare anche temi più delicati, tra genitori soli, figli adolescenti e la difficoltà di ricominciare quando la vita ha già cambiato i piani. Le intenzioni non mancano, e neppure gli spunti interessanti. Eppure il risultato resta un po’ sospeso: la comicità raramente affonda davvero nel quotidiano che il film vorrebbe raccontare.

Per De Luigi si tratta della quarta regia, oltre che di un nuovo ruolo da protagonista. La sceneggiatura è firmata insieme a Furio Andreotti e Giulia Calenda, due autori che in altre occasioni hanno dimostrato di saper costruire commedie solide e riconoscibili. In questo caso però la storia procede tra momenti riusciti e altri meno convincenti, con passaggi narrativi che a volte scivolano verso la macchietta.

Un padre solo con quattro figlie

Al centro del film c’è Tommaso, rimasto vedovo e padre di quattro figlie. Ognuna ha un carattere molto diverso: Vittoria è organizzata e meticolosa, Sara ha un atteggiamento più ribelle, Matilde si dedica al nuoto sincronizzato ed Elena pratica tiro con l’arco.

Tommaso è un uomo tranquillo, quasi troppo. Gestisce una piccola azienda che produce infissi e passa gran parte delle giornate a parlare di vetri, maniglie e serramenti. Il suo unico collaboratore è Italo, interpretato da Antonio Gerardi, che prova continuamente a convincerlo a rimettersi in gioco anche nella vita sentimentale.

Le figlie vedono il padre sempre più chiuso nelle sue abitudini. Per loro è evidente che Tommaso avrebbe bisogno di una nuova relazione che lo aiuti a uscire dall’isolamento in cui si è rifugiato dopo la morte della moglie.

L’incontro con Lara

L’occasione arriva durante una festa organizzata dalla banca con cui Tommaso lavora. Lì incontra Lara, dirigente interpretata da Virginia Raffaele. Tra i due nasce subito una certa complicità.

Tommaso però decide di non raccontarle subito tutta la verità. Non le dice di avere quattro figlie, temendo che possa spaventarsi. Quello che non sa è che anche Lara nasconde qualcosa di molto simile: anche lei ha tre figli.

Da questo doppio segreto prende forma la dinamica principale del film, costruita su incontri, equivoci e tentativi di conciliare nuove relazioni con famiglie già numerose.

Una coppia comica che poteva dare di più

Fabio De Luigi e Virginia Raffaele sono due interpreti comici molto esperti e avevano già lavorato insieme in Tre di troppo. La loro intesa si percepisce anche qui, ma il film non riesce sempre a sfruttarla fino in fondo.

Accanto a loro ci sono anche Beatrice Schiros, nel ruolo della madre di Lara, e lo stesso Gerardi nei panni di Italo. Sono presenze riconoscibili del cinema e della televisione italiana, ma i personaggi restano spesso sopra le righe.

A sorprendere di più sono invece i giovani interpreti. Le figlie di Tommaso – Maria Gifuni, Alma Teresa Giardina, Anita Marzi e Arianna Gregori – portano una spontaneità che rende alcune scene più credibili.

Tra i ragazzi spicca soprattutto Leon Castagno, nel ruolo di Andrea, uno dei figli di Lara, un personaggio con una sensibilità particolare che rappresenta uno dei momenti più autentici del film.

La storia prova a toccare anche questioni più delicate. Il rapporto tra genitori e figli, la gestione del lutto, la difficoltà di ricostruire una vita sentimentale quando la famiglia è già complessa.

Entrano nel racconto anche temi come il bullismo e la fragilità di alcuni adolescenti nel contesto scolastico. Elementi che avrebbero potuto dare maggiore spessore alla narrazione.

Un bel giorno, attualmente nelle sale cinematografiche, resta una commedia gentile che parte da un’idea interessante: imparare a rendersi di nuovo disponibili alla vita, anche quando il passato pesa ancora.

Le premesse per una commedia più incisiva c’erano tutte. Il film però preferisce restare su un tono leggero, dove la comicità raramente riesce a colpire davvero nel segno.